Si parla di viaggi e di mare nell’ultima giornata del sesto “Albintimilium Theatrum fEst” di Ventimiglia.
Domenica 28 giugno 2026 il festival ideato e diretto da Sergio Maifredi con Teatro Pubblico Ligure, propone due spettacoli nell’Area Archeologica di Nervia: nel Museo alle ore 19 sarà lo stesso Maifredi a confrontare “La rotta di Ulisse, la rotta di Enea”, mentre nel teatro romano alle ore 21 va in scena la nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure “Il Mediterraneo in barca” tratto dal libro di Georges Simenon, con Mino Manni, la musica originale di Roberto Frati eseguita dal vivo da Fabio Battistelli al clarinetto, Riviera Lazeri al violoncello e Clarice Binet al violino.
Il festival è prodotto da Teatro Pubblico Ligure e STAR – Sistema Teatri Antichi Romani, realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Liguria, con il contributo della Fondazione Carige, con il patrocinio del Comune di Ventimiglia, in collaborazione con l’Area Archeologica di Nervia e il Museo preistorico dei Balzi Rossi. Fa parte della quarta edizione del più ampio progetto “Parole antiche per pensieri nuovi” prodotto da Teatro Pubblico Ligure e Musei Nazionali di Genova – Direzione regionale Musei Nazionali Liguria, che costituisce la rete di valorizzazione del patrimonio museale e archeologico ligure, moltiplicando la forza complessiva, dei singoli siti: il sito di Nervia, il Museo preistorico dei Balzi Rossi a Ventimiglia, Forte Santa Tecla a Sanremo, in provincia di Imperia; Forte San Giovanni a Finale Ligure, il Museo dell’Arte Vetraria di Altare e Testico in provincia di Savona; Palazzo Reale a Genova e il Museo archeologico nazionale di Chiavari, in provincia di Genova; il Museo archeologico nazionale e l’area di Luni, la Villa Romana del Varignano a Portovenere, i forti di Lerici e Sarzana in provincia della Spezia.
Albintimilium Theatrum fEst 2026 si conclude domenica 28 giugno con due appuntamenti. Alle ore 19, nel Museo dell’Area archeologica di Nervia, Sergio Maifredi è il protagonista di “La rotta di Ulisse, la rotta di Enea”, in cui affronta il mare attraverso le pagine dei poemi omerici su cui da oltre dieci anni riflette con i suoi spettacoli. «Tra la rotta di Ulisse e quella di Enea – spiega Maifredi - corre un mare invisibile: il mare che separa il ritorno dalla fuga, il passo sicuro del vincitore e il passo ferito dello sconfitto. Ulisse naviga per ritrovare sé stesso, Enea per diventare altro, portando in salvo ciò che resta».
Gran finale il 28 giugno, ore 21, al teatro romano dell’Area archeologica di Nervia con “Il Mediterraneo in barca” tratto dal libro di Georges Simenon, nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure con la regia di Sergio Maifredi. Che Simenon sia un prodigioso narratore è a tutti noto. Ma forse non tutti sanno che Simenon, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter abile e singolare. Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti «per sé», per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo nel 1936– da Porquerolles alla Tunisia passando dall'Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie. Una storia che per la prima volta prende la forma di uno spettacolo teatrale con Mino Manni e le musiche originali di Roberto Frati eseguite dal vivo da Fabio Battistelli al clarinetto, Riviera Lazeri al violoncello e Clarice Binet al violino. Georges Simenon scriveva: “La migliore cosa che puoi dire a qualcuno sul Mediterraneo è di rileggersi l’Odissea”. «Georges Simenon – scrive il regista Sergio Maifredi - è probabilmente lo scrittore che ho letto di più in vita mia. La scoperta dei reportage è stata però una rivelazione recente. In quelle pagine emerge un Simenon meno narratore e più osservatore, capace di decifrare la realtà come un detective cerca ciò che si nasconde sotto le apparenze. Il suo viaggio nel Mediterraneo degli anni Trenta intercetta tensioni che esplodono oggi nel nostro presente.

Per Simenon il Mediterraneo non è un confine, ma una strada. Le sue rotte assomigliano al viavai di un corso in una piccola città». Il Mediterraneo è una faglia tra continenti, una piccola spaccatura geografica che mette in relazione mondi lontani. Da qui la sua straordinaria energia: una miscela di culture, commerci, desideri, conflitti e migrazioni. Simenon coglie tutto questo con un’intelligenza profetica, restituendoci il ritratto di un Mediterraneo dove le tensioni del passato e di oggi, si incontrano e sono il nostro destino.
Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sui siti www.teatropubblicoligure.it
BIGLIETTI:
Biglietto spettacolo al Museo di Nervia: intero € 10; ridotto: € 8
Biglietto spettacolo al teatro romano: intero € 15; ridotto € 12
In vendita on line su www.mailticket.it o presso il Teatro Romano la sera stessa degli spettacoli
Info: info@teatropubblicoligure.it















