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Sport | 01 giugno 2026, 17:00

Sanremo, Abete lancia la sfida per la presidenza FIGC: “Il calcio si metta in discussione, servono confronto e riforme” (Foto e video)

Il presidente della LND alle finali della Coppa delle Alpi - 1° Memorial Antonio Sonno. Al Comunale il trionfo del Friuli Venezia Giulia. “Dilettanti? Non esistono ricette miracolose: bisogna lavorare con Comuni, scuole e territorio”. Ivaldi: “Vogliamo che questo torneo diventi un appuntamento fisso”

Si è chiusa questa mattina allo stadio Comunale di Sanremo la prima edizione della Coppa delle Alpi – 1° Memorial Antonio Sonno, manifestazione riservata alle rappresentative Under 14 che per quattro giorni ha portato in Liguria alcune delle migliori selezioni territoriali del calcio dilettantistico italiano.

A conquistare il trofeo è stato il Friuli Venezia Giulia, che nella finale disputata a Sanremo ha superato per 3-0 il Comitato Provinciale Autonomo di Bolzano. Sul podio anche il Veneto, terzo classificato, e la Provincia Autonoma di Trento, quarta.

Il torneo, organizzato dal Comitato Regionale Liguria della FIGC-LND, ha coinvolto le rappresentative di Liguria, Piemonte Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano, con gare disputate sui campi di Andora, Loano, Pietra Ligure, Ceriale, Arma di Taggia e Sanremo.

L'evento è stato dedicato alla memoria di Antonio Sonno, storico dirigente del calcio ligure scomparso nel luglio del 2016. Nato a Torgiano il 2 giugno 1947, Sonno fu prima arbitro e commissario di campo, poi presidente del Comitato Provinciale FIGC di Imperia dal 1985 al 2004 e successivamente presidente del Comitato Regionale Liguria fino al 2016.

Sugli spalti del Comunale era presente anche Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e candidato alla presidenza della FIGC in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno.

Per Abete la manifestazione rappresenta uno degli esempi più significativi di ciò che il calcio giovanile può offrire ai territori. “È stata una bella opportunità, una bella esperienza e un'ottima iniziativa del Comitato Regionale Liguria guidato da Giulio Ivaldi. È stato anche un modo importante per ricordare Antonio Sonno, che per dodici anni è stato presidente del Comitato Regionale Liguria. Per questi ragazzi Under 14 è stata un'occasione per mettere in mostra le proprie qualità all'interno di una competizione corretta, leale e positiva. Il mondo dilettantistico e giovanile è questo: vive sul territorio e attraverso iniziative come questa esprime il proprio modo di essere”.

Il presidente della LND ha poi affrontato uno dei temi più sentiti dal movimento, quello della difficoltà crescente nel mantenere viva la rete di società e impianti sportivi, soprattutto nelle aree periferiche del Paese. “Ricette miracolose non esistono. Serve un lavoro costante insieme alle amministrazioni comunali, ai territori, ai quasi ottomila Comuni italiani e al mondo della scuola. La crisi demografica, la carenza di infrastrutture sportive e, in alcuni casi, anche la conformazione dei territori rendono sempre più difficile creare luoghi in cui i ragazzi possano vivere l'esperienza della squadra”.

Secondo Abete, oggi praticare uno sport individuale risulta spesso più semplice rispetto a inserirsi in una realtà collettiva. “Per tanti motivi è diventato più facile praticare attività individuali che fare sport di squadra. Nonostante questo, il sistema del calcio dilettantistico e giovanile continua a dimostrare una straordinaria capacità di tenuta”.

Il presidente ha ricordato i numeri del movimento. “Parliamo di un milione e centomila tesserati, 64 mila squadre, 580 mila partite ufficiali e quasi 12 mila società. Nonostante le difficoltà e l'assenza, negli ultimi anni, di grandi successi internazionali che spesso rappresentano un traino per i più giovani, il calcio dilettantistico continua a esserci. Dobbiamo però lavorare per migliorare il quadro normativo nazionale e rafforzare il rapporto con il territorio”.

Inevitabile anche un passaggio sulla sua candidatura alla presidenza della FIGC. “Sto svolgendo il mio ruolo come presidente della Lega Nazionale Dilettanti e ho già avuto l'onore di guidare la Federazione dal 2007 al 2014. Nei momenti di difficoltà è importante che tutto il mondo del calcio sia disposto a mettersi in discussione. Serve favorire il confronto e affrontare le criticità. Qualunque sarà il prossimo presidente federale, da solo non potrà risolvere i problemi se non ci sarà una reale volontà di tutte le componenti di affrontarli insieme”.

A tracciare il bilancio della manifestazione è stato invece Giulio Ivaldi, presidente del Comitato Regionale Liguria. Per il dirigente ligure il primo obiettivo è stato raggiunto: creare un momento di crescita e aggregazione per i giovani calciatori provenienti da diverse realtà italiane. “Essendo la prima edizione c'è sicuramente qualcosa che potremo migliorare. Abbiamo voluto avviare questo percorso proprio in occasione del decennale della scomparsa di Antonio Sonno e speriamo che possa diventare un appuntamento stabile negli anni. Abbiamo avuto qualche difficoltà legata soprattutto ai problemi autostradali che hanno complicato gli spostamenti delle squadre, ma nel complesso siamo molto soddisfatti”.

Ivaldi ha sottolineato soprattutto il valore educativo della manifestazione. “Abbiamo visto ragazzi di qualità, provenienti da territori diversi, che hanno avuto l'opportunità di conoscersi e stare insieme. Li abbiamo ospitati nella stessa struttura alberghiera proprio per favorire l'aggregazione e la nascita di nuove relazioni. Credo che questo sia uno degli obiettivi più importanti del mondo dilettantistico”.

Per il presidente del Comitato Regionale Liguria il calcio deve continuare a essere uno strumento educativo prima ancora che sportivo. “Il nostro compito è insegnare ai ragazzi a giocare a calcio, ma anche creare relazioni, comunità e occasioni di crescita. Dobbiamo portarli fuori dalle piazze virtuali rappresentate dai telefoni cellulari e riportarli nelle piazze reali. E un campo da calcio è una delle piazze reali più belle che possiamo offrire loro”.

Con la vittoria del Friuli Venezia Giulia si chiude dunque la prima edizione della Coppa delle Alpi, ma il progetto guarda già al futuro. L'obiettivo dichiarato dagli organizzatori è trasformare il Memorial Antonio Sonno in un appuntamento fisso del panorama calcistico giovanile nazionale, capace di unire sport, memoria e crescita educativa delle nuove generazioni.

Andrea Musacchio

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