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Sport | 02 aprile 2026, 14:30

Il ventimigliese Claudio Della Morte chiude 50° alla 48 Ore di Cinisello: tra crisi e riscatto sfiora i 300 km

Dalla difficoltà fisica e mentale alla ripresa finale: un’esperienza formativa in vista delle prossime ultramaratone

Il ventimigliese Claudio Della Morte ha portato a termine la dura sfida della 48 Ore di Cinisello Balsamo, chiudendo con un prestigioso sono finito 50° posto su 205 partecipanti e in particolare 17° posto italiano su 97 partecipanti al termine di una gara estrema, vissuta tra momenti di grande entusiasmo e difficoltà. Partito giovedì 26 marzo alla volta di Pavia, dove ha raggiunto l’amico Gabriele Lorini, anche lui all’esordio nella distanza, Della Morte ha preso il via venerdì 27 marzo alle ore 12.00. L’obiettivo dichiarato era ambizioso: raggiungere i 300 chilometri, osservando da vicino i migliori specialisti della disciplina.

Le prime ore di gara sono state sorprendenti: nelle prime quattro ore si è ritrovato addirittura al terzo posto, mantenendo un ritmo molto elevato. Tuttavia, già intorno ai 50 chilometri sono emersi i primi problemi fisici. “Cominciavo a sentire le gambe pesanti, una sensazione che di solito mi arriva dopo molte più ore”, racconta. Una condizione probabilmente legata a una carenza di sodio, come suggerito successivamente dal farmacista e amico Andrea Pallanca. Il calo fisico ha portato anche a una crisi mentale, con la perdita di fiducia che ha compromesso la prima parte della gara. Nonostante ciò, Della Morte ha stretto i denti fino a raggiungere i 100 km dopo circa 11 ore, prima di concedersi una pausa di oltre cinque ore. Alla ripresa, il contrasto con gli altri atleti internazionali era evidente: “Io ero coperto e infreddolito, mentre loro correvano in maglietta”. La notte è stata lunga e difficile, affrontata alternando cammino e corsa, con l’obiettivo minimo dei 200 km.

La svolta è arrivata grazie all’integrazione di sali: “Man mano sono tornato almeno accettabile”. Con energia ritrovata, Della Morte ha raggiunto quota 200 km nella serata di sabato, per poi proseguire nella notte senza riuscire a dormire. Determinato, ha continuato a muoversi fissando mini obiettivi da 10 km, arrivando fino a circa 250 km. Proprio nelle ultime ore, a sorpresa, è arrivata una nuova energia: “Alla 46ª ora mi sentivo di nuovo bene, correvo come all’inizio, anche sotto i 5 minuti al km”. Un finale in crescendo che lascia un pizzico di rammarico: “Bastava crederci di più, potevo arrivare ai 300 km”. Nonostante un dolore al malleolo mediale negli ultimi 60 km, l’esperienza è stata fondamentale. Tra le lezioni apprese, emerge l’importanza di una crew di supporto, fondamentale nelle gare a circuito: “Ho capito che serve qualcuno che ti segua a ogni giro”.

Ora lo sguardo è già rivolto ai prossimi obiettivi: a fine maggio il ritorno al Passatore, mentre a luglio sarà impegnato nella Ultra del Turchino da 50 km. Poi, una pausa dalle ultra per tornare a gare più brevi su pista. “È stata un’esperienza che mi servirà per migliorare e avvicinarmi ai grandi corridori”, conclude Della Morte.

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