MILANO (ITALPRESS) - "I numeri ci restituiscono un territorio che non ha bisogno di dimostrare di saper fare industria e saper produrre. E' un bel punto di partenza. Si nota purtroppo un rallentamento in settori come l'innovazione e il mondo dell'ICT, mentre altri ambiti come il turismo crescono. Ma il trend degli investimenti deve essere corroborato e spinto, perchè siamo un territorio con una grandissima vocazione all'internazionalizzazione". Così Marco Gay, presidente dell'Unione Industriali Torino, in un'intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell'agenzia Italpress, parla del Rapporto industria e servizi organizzati 2026, realizzato in collaborazione con Camera di commercio di Torino e Centro di Ricerca e documentazione Luigi Einaudi."Il territorio non è "mono-prodotto". Torino e il Piemonte hanno la meccanica, la meccatronica, l'aerospazio che cresce con numeri vorticosi, la moda, la gioielleria, l'ICT e la chimica. Il territorio dimostra di avere filiere forti, protagoniste a livello nazionale e internazionale. Questo rapporto ci dà la leva per dire chiaramente che vogliamo essere un territorio industriale in un Paese e in un'Europa industriale. Bisogna agire perchè questo è il momento del cambiamento", aggiunge.Parlando di innovazione, Gay ricorda il memorandum sull'Intelligenza Artificiale e l'importanza della formazione. "Le imprese hanno bisogno di innovazione, sicuramente di intelligenza artificiale; quindi, è necessaria una collaborazione che permetta il trasferimento tecnologico applicato da parte di AI4Industry, il centro nazionale per l'intelligenza artificiale con il mondo dell'industria. Quasi due anni fa - prosegue - abbiamo parlato di 'intelligenza industrialè: persone, industrie, competenze e atenei. Mettere in contatto domanda e offerta sedendosi attorno a un tavolo per vedere bisogni e applicazioni è il modo più efficace per capire come l'IA porti valore aggiunto senza andare a discapito di cittadini e lavoratori".Un altro tema caldo è quello delle difficoltà, in alcuni settori, nell'incontro tra domanda e offerta di lavoro: "Siamo costantemente impegnati nel rapporto con gli ITS per avere consapevolezza della domanda dell'industria, poichè il mismatch sta diventando enorme: parliamo di quasi il 50% di addetti che non vengono trovati - sottolinea Gay -. Cambia la necessità di competenza ed è per questo che lavoriamo costantemente con istituti tecnici, università, accademie regionali insieme alle Academy aziendali. Il nostro dovere è riportare le necessità delle aziende agli enti formativi e metterci intorno a un tavolo per capire ciò che serve, perchè questa rivoluzione industriale non segue i tempi dei normali cicli accademici".Poi la transizione ecologica. "Abbiamo bisogno di un'energia che ci permetta di competere e produrre. Le dinamiche dell'industria tecnologica, dei data center e non solo più dell'industria tradizionale dei cosiddetti energivori hanno un impatto incredibile e ciò significa competitività - spiega il presidente di Unione Industriali Torino -. Bisogna garantire la neutralità tecnologica con obiettivi chiari, così le imprese possono competere e raggiungere tali obiettivi. La sostenibilità non è in discussione, ma deve essere raggiunta permettendo alle aziende di fare al meglio il loro lavoro".Infine, i 120 anni dell'Unione Industriali Torino, città che "è stata il primo territorio in Italia a mettere insieme la rappresentanza degli interessi industriali. Nel 1906 le motivazioni erano differenti, ma il solco è lo stesso: l'industria è cultura e società, e la società non può vivere senza industria. Il 19 ottobre faremo la nostra assemblea dei 120 anni, un momento per guardare al futuro consapevoli del passato. Saremo presenti sul territorio torinese vorremmo essere presenti con attività nelle università, nel Politecnico e negli ITS", conclude il presidente.- Foto Italpress -(ITALPRESS).
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