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Cronaca | 22 marzo 2026, 07:11

Bimba morta a Bordighera, salma ancora a disposizione della Procura: si attendono esito dell'autopsia e analisi dei Ris

Previsto anche il confronto del Dna. La madre conferma: “La bambina è caduta dalle scale, l’ho vista viva”

Bimba morta a Bordighera, salma ancora a disposizione della Procura: si attendono esito dell'autopsia e analisi dei Ris

A oltre un mese dai fatti, l’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice resta ferma in attesa dei riscontri scientifici. La salma della bambina, infatti, è ancora a disposizione della Procura di Imperia dai primi giorni di febbraio e non è stata ancora autorizzata la sepoltura. Un elemento che conferma come l’indagine sia entrata in una fase delicata, in cui ogni risposta è affidata agli accertamenti tecnici.

Si attendono esito dell'autopsia e analisi. Al momento, rispetto agli sviluppi della scorsa settimana, non emergono novità sostanziali. Gli investigatori attendono l’esito degli esami autoptici, insieme al lavoro dei Ris sui reperti raccolti tra Montenero, Perinaldo e l’auto della madre. Fondamentale sarà anche il confronto dei Dna, con i campioni prelevati lo scorso 10 marzo a Manuela Aiello e al compagno Emanuel Iannuzzi, oltre naturalmente a quello della bambina. Un passaggio chiave per chiarire la natura delle tracce individuate durante i sopralluoghi e verificare la compatibilità con la dinamica dei fatti.

Un’indagine ancora aperta. Dopo la fase dei rilievi, che aveva portato al sequestro di indumenti, oggetti e all’individuazione di alcune tracce ritenute di interesse investigativo, l’inchiesta prosegue ora su un piano esclusivamente scientifico. Sarà infatti l’esito delle analisi di laboratorio a stabilire il peso degli elementi raccolti e a fornire indicazioni più precise su quanto accaduto. Nel frattempo, il quadro resta ancora incerto, con diversi punti da chiarire e una ricostruzione che non ha ancora trovato conferme definitive.

La versione della madre. Parallelamente alle indagini, resta invariata la posizione della madre della bambina, che continua a sostenere la propria versione dei fatti. A riferirlo è l’avvocata Laura Corbetta, legale della donna, che lunedì 13 marzo ha ricostruito gli ultimi colloqui avuti con la propria assistita. “Continuiamo a ripercorrere quelle giornate – ha spiegato – le chiedo di entrare sempre più nel dettaglio per capire se possa emergere qualcosa di nuovo”. La donna avrebbe ribadito con fermezza la dinamica già indicata: “Le ho chiesto conferma della caduta dalle scale e mi ha detto assolutamente sì, che la bambina è caduta”. Un racconto che si accompagna però a uno stato di forte fragilità: secondo la legale, la madre appare ancora sotto shock e fatica a ricostruire con lucidità quei momenti. “Dice di averla vista viva quando è arrivata a Bordighera – ha aggiunto Corbetta – e di aver notato dallo specchietto che il livido sulla fronte cambiava colore”.

I dubbi investigativi. Allo stesso tempo, la stessa difesa riconosce come alcuni elementi emersi dalle indagini non sembrerebbero compatibili con una semplice caduta. “Ci sono altri rilievi che non coincidono con questa dinamica – ha spiegato l’avvocata – e vedremo cosa emergerà”. Un punto che resta centrale nell’inchiesta e su cui si concentrano ora le verifiche della Procura.

La fase decisiva. In questa fase, dunque, tutto passa attraverso gli esami scientifici. Autopsia, analisi dei reperti e confronto genetico rappresentano i passaggi decisivi per chiarire quanto accaduto. Fino ad allora, la vicenda resta sospesa tra la versione fornita dalla madre e gli elementi raccolti dagli investigatori, in attesa di risposte definitive.

Andrea Musacchio

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