Ansia, paura delle etichette, depressione, solitudine, insoddisfazione, isolamento sociale sono stati i temi al centro dello spettacolo-incontro sui giovani, a ingresso gratuito, 'Senza filtro oltre il vento, verso l'incontro', andato in scena ieri sera al teatro Golzi al Palazzo del Parco a Bordighera in occasione dei tre giorni di festa organizzati per i 150 anni di presenza Salesiana a Vallecrosia. Erano presenti anche i consiglieri regionali Armando Biasi, Veronica Russo e Walter Sorriento, l'Amministrazione comunale di Vallecrosia, gli attuali e i precedenti sacerdoti della parrocchia di Maria Ausiliatrice, alcuni Ex Allievi e la comunità della città della famiglia.
Dopo l'incontro di don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, con i ragazzi del Cnos-Fap, avvenuto ieri mattina nel cortile dell'oratorio salesiano, e con la Famiglia Salesiana, svoltosi ieri pomeriggio nel salone parrocchiale di Maria Ausiliatrice, l'XI successore di Don Bosco è salito sul palco insieme ai ragazzi dell'oratorio e al coro parrocchiale.
Musica, canti, balli e cinque scenette teatrali, intervallate dalle domande di un giovane intervistatore a don Fabio Attard, hanno creato momenti di divertimento e profonde riflessioni sul mondo giovanile. "Bisogna riconoscere che esiste il pericolo che i giovani diventino 'schiavi' di quello che gli altri pensano di loro, soprattutto utilizzando i social. Il primo passo è arrivare ad accettare questa 'dipendenza', il secondo è il gruppo di amici, formato da persone che non parlano attraverso lo schermo ma che raggiungo e mi possono raggiungere aldilà del filtro dello schermo, cioè tutta la questione delle relazioni umani. La soluzione è creare anche reti umane, diventano, perciò, importanti i gruppi dell'oratorio e giovanili. Il disagio che riscontriamo nei giovani è il vuoto delle reti e delle vere amicizie umane" - dice don Fabio Attard - "Bisogna creare spazi in cui chiedere: 'come stai?'. Purtroppo, sappiamo che con il ritmo molto veloce la famiglia rischia di diventare lo spazio dove viviamo ma non l'ambiente dove abitiamo. Le relazioni umane sono, perciò, funzionali. Don Bosco raggiungeva i ragazzi facendosi mendicante dei giovani. Quando un adulto si fa mendicante del giovane, quest'ultimo si sente apprezzato, cresce ed esce dalla solitudine. Bisogna favorire questi spazi nelle famiglie, nelle scuole e negli oratori. Bisogna che i giovani siano amati, ascoltati e accolti. Voler bene significa 'entrare nella loro storia'. I giovani di oggi hanno bisogno che noi entriamo con gentilezza. Quando riusciamo a comunicare un ambiente di accoglienza ai nostri giovani, non smettiamo di amarli. A volte nei genitori vi è ansietà che è frutto dell'amore. C'è, inoltre, l'idea che se uno non è perfetto non va bene. E' importante l'alleanza scuola-famiglia. Bisogna fare in modo che i ragazzi si accorgano che c'è un adulto presente, empatico e che li ama anche quando loro sbagliano. Vi sono esperienze che fanno vedere la speranza come una sfida. Quando i ragazzi si sentono trattati come persone crescono in maniera integrale. Stiamo vivendo in una cultura e in una società di una velocità tale che è facile che ci faccia perdere l'orientamento. Con i giovani d'oggi bisogna creare spazi di ascolto e un ambiente umanamente sano. I salesiani devono stare nel cortile dell'oratorio tra i giovani. La gente oggi ha bisogno di parlare e di sentirsi ascoltati. Spero e prego che riusciamo a creare luoghi in cui si superi la vergogna e il mutismo".
L'evento si è svolto in totale sicurezza grazie alla presenza degli steward e della Protezione civile di Bordighera. Per l'occasione è stata messa a disposizione della comunità una navetta che dall'oratorio ha portato al teatro, e viceversa, il pubblico presente in sala. "Io mi ispiro alla capacità di don Bosco di far sì che per i giovani l'oratorio non era solo lo spazio in cui diventare buoni ma protagonisti di bontà" - sottolinea don Fabio Attard - "Il bene seminato non si perde mai, i giovani meritano di essere amati e rispettati. Abbiamo dei giovani che sono straordinari, capaci, dei veri leader, non dobbiamo avere paura di invitarli ad essere apostoli e missionari. Non bisogna avere paura di dire ai giovani: 'sei brava/o', 'ho bisogno di te'. Il politicamente corretto non è un'eredità salutale per i giovani, è, infatti, velenosa per loro. Auguro che possano trovare un cortile dove vi siano adulti che li aiutino a vivere un'esperienza spirituale ed educativa verso un futuro dignitoso. ".
Oggi, il 7 marzo, alle 10, invece, presso la sala polivalente di Vallecrosia verrà presentato il libro sui 150 anni di presenza Salesiana a Vallecrosia intitolato 'Don Bosco Vallecrosia: ieri, oggi e domani'. Nel pomeriggio, alle 14.30, nel cortile dell'oratorio Don Bosco verrà accolto, con la presenza della Banda Musicale Di Borghetto San Nicolo' - Città di Bordighera APS, don Fabio Attard, XI successore di Don Bosco, dove alle 15 gli verrà conferita la cittadinanza onoraria e gli saranno consegnate le chiavi della città. Dalle 15.30 vi saranno giochi, spettacoli e intrattenimento fino alle 19 quando verrà proposto un apericena. L'8 marzo, infine, alle 11 verrà celebrata la santa messa solenne presieduta da don Fabio Attard.

























































