La tutela dell’ambiente marino e costiero resta una delle priorità strategiche del Paese, e il 2025 ha confermato il ruolo centrale della Guardia Costiera nel contrasto agli illeciti ambientali. Il Corpo, oltre alle funzioni di sicurezza della navigazione e soccorso in mare, è infatti chiamato a vigilare su tutte le attività che possono incidere sulla qualità delle acque, in base alle competenze attribuite dal Testo Unico Ambientale.
Nel corso dell’anno sono stati effettuati centinaia di sopralluoghi e ispezioni presso impianti e attività produttive potenzialmente in grado di generare rifiuti, scarichi o emissioni. I controlli hanno riguardato in particolare:
- impianti di depurazione delle acque reflue urbane, fondamentali per la qualità delle acque di balneazione;
- cantieri nautici, con verifiche sulla gestione dei rifiuti e sulle emissioni;
- aziende agroalimentari stagionali, come frantoi e imprese vitivinicole, i cui reflui possono compromettere l’efficienza dei depuratori se non correttamente trattati.
Proprio nel settore della depurazione, pur registrando un miglioramento generale della qualità degli scarichi, sono emerse irregolarità nella gestione dei rifiuti prodotti dagli impianti, segnalate all’Autorità Giudiziaria. Violazioni analoghe, unite alla mancanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, sono state riscontrate in un cantiere nautico.
Nel comparto agroalimentare due attività sono state deferite per scarico industriale non autorizzato, condotte che possono incidere direttamente sulla qualità delle acque marine. Le verifiche hanno interessato anche unità da diporto impiegate in attività charter, impianti industriali, attività artigianali e operatori del settore rifiuti privi delle necessarie autorizzazioni.
Il bilancio complessivo dell’attività operativa ambientale parla di 18 comunicazioni di notizia di reato e 22 sanzioni amministrative, per un totale di 105.344 euro. Un’azione che non ha finalità esclusivamente punitive, ma che punta a prevenire l’inquinamento, tutelare la salute pubblica e garantire condizioni di concorrenza leale tra gli operatori.
La Guardia Costiera conferma che l’impegno proseguirà anche nel 2026, con l’obiettivo di mantenere elevati standard di tutela ambientale e qualità delle acque, a beneficio della collettività e delle future generazioni.














