Le indagini sulla morte della bambina di due anni trovata senza vita a Bordighera proseguono, ma al momento non emergono ancora elementi decisivi. Gli accertamenti sono concentrati sulle analisi tecniche affidate ai Ris, mentre sul fronte autoptico la situazione resta invariata.
Secondo quanto si apprende, la salma della piccola è ancora a disposizione della Procura, in attesa di eventuali nuovi sviluppi investigativi che possano rendere necessarie ulteriori verifiche o approfondimenti sul corpo della bambina.
Domani l’apertura dei telefoni. Uno dei passaggi investigativi attesi nelle prossime ore riguarda l’analisi dei dispositivi elettronici. Domani i Ris procederanno all’apertura dei telefoni cellulari della madre, M. A., e del compagno E. I., un accertamento che potrebbe fornire elementi utili per ricostruire le ultime ore prima della tragedia. Gli investigatori puntano in particolare a ricostruire messaggi, contatti e attività sui dispositivi, nella speranza di individuare dettagli utili a chiarire la dinamica dei fatti.
La madre continua a proclamarsi innocente. Intanto la madre della bambina, attualmente detenuta, continua a proclamarsi innocente. La donna resta in stretto contatto con i suoi legali, gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, mentre dal carcere vive giorni di forte tensione emotiva.
“La donna è ancora sconvolta per quanto accaduto – spiega l’avvocata Laura Corbetta – e continua a professarsi innocente. Da qui dentro non posso fare niente, continuo solo a chiedere che venga accertata la verità”.
Nei primi giorni di detenzione la donna era stata collocata in una cella isolata. In quella fase era stata sottoposta a un regime di particolare sorveglianza. “Si tratta di una misura standard prevista in questi casi, con controlli e accorgimenti specifici”, precisa il legale.
Le condizioni in carcere. Secondo quanto riferito dalla difesa, la donna avrebbe attraversato momenti di forte stress psicologico, chiedendo in più occasioni di essere visitata in infermeria. Successivamente è stata trasferita in un'altra cella. “Adesso si trova in cella con un’altra persona, parla poco ed è ancora molto scossa. Continua a ripetere che vuole solo che emerga la verità su quanto accaduto”, riferisce Corbetta.
Attesa per i prossimi sviluppi. Per ora il quadro resta in evoluzione e le indagini proseguono su più fronti. L’apertura dei telefoni e le ulteriori analisi tecniche potrebbero rappresentare un passaggio chiave per chiarire la dinamica dei fatti. Nel frattempo la Procura mantiene la massima cautela, mentre il corpo della piccola resta ancora a disposizione degli inquirenti in attesa di eventuali ulteriori accertamenti.
Le prossime ore, con i nuovi esami sui dispositivi elettronici, potrebbero fornire elementi utili per fare maggiore luce sulla vicenda.














