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Al Direttore | 21 settembre 2022, 19:19

Camporosso: la preoccupazione dei residenti per il torrente pieno di piante a pochi giorni delle piogge autunnali

La mail del nostro lettore Giuseppe Scali

Le immagini del torrente di Camporosso

Le immagini del torrente di Camporosso

Il nostro lettore Giuseppe Scali, residente a Camporosso, ci scrive per manifestare la preoccupazione dei residenti per le condizioni del torrente completamente pieno di piante con il concreto rischio di esondazioni in caso di forti piogge.

Scrive Giuseppe Scali: “Scrivo questa lettera a nome di tanti nuclei familiari che vivono a Camporosso Mare (soprattutto in zona via I maggio e XXV aprile ) in prossimità dei due ponti, quello ferroviario e quello auto/pedoni, che collegano tra  loro i due comuni Camporosso e Ventimiglia e sotto i quali scorre il fiume Nervia che adesso è completamente asciutto. Siamo molto preoccupati perché il letto del fiume è completamente abbandonato a sé stesso, è infatti interamente occupato da folta vegetazione come canne, arbusti vari ed alberi, senza trascurare che negli anni si sono formate montagne di sabbia, terra e pietre di tutte le dimensioni. Tutto ciò comporta che alla prima piena si possa verificare un'esondazione con conseguenze gravissime, dato che il letto del fiume, proprio in prossimità dei due ponti, si stringe a formare un collo di bottiglia e sommando tutto quello che il fiume si trascina dietro durante il suo percorso verso  mare e quello che è presente adesso (vedi le fotografie di seguito) è chiaro che siamo prossimi ad un disastro. Ora ci chiediamo a chi dobbiamo rivolgere le nostre preghiere per far sì che tutto ciò non accada. Mi sembra che qui siano tutti sordi o facciano finta che il problema non esista o che tanto non è di competenza loro ma di altri. Eppure siamo in piena campagna elettorale. I piani della Protezione Civile, per esempio, servono solo dopo che è avvenuto il disastro o sarebbe meglio rimboccarsi le maniche e cominciare a fare qualcosa prima che i disastri accadano? Non dico che devono scendere nel letto del fiume con paletta e secchiello, ma imporre a chi di dovere interventi rapidi per la messa in sicurezza dell'ambiente circostante. Ogni anno anche in queste zone si verificano forti fenomeni temporaleschi e l'acqua del fiume arriva quasi sempre a toccare la strada del ponte dove scorrono le auto. Quando il fiume s'ingrossa e raggiunge livelli preoccupanti, i residenti della zona sono tutti in ansia e la notte non si dorme, tutti a tenere sott'occhio il fiume e pronti a cercare di salvare il possibile in caso di esondazione. È inutile, dopo, aprire inchieste su inchieste per accertare eventuali responsabilità che tra l'altro non portano, il più delle volte, a nulla di fatto”.

C.S.

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