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Attualità | 01 ottobre 2021, 12:18

Ventimiglia: quasi due mesi di green pass in bar e ristoranti, Trucchi “Non abbiamo particolari problemi, controlli vengono effettuati con regolarità”

Parla il presidente cittadino di Confcommercio: “È giusto che si cerchino soluzioni per risolvere i problemi”

Dario Trucchi (Confcommercio)

Dario Trucchi (Confcommercio)

A ormai quasi due mesi dall'obbligo di green pass per accedere ai locali di ristorazione, sia i clienti che i gestori delle attività hanno dovuto fare i conti con una modalità tutta nuova di pensare ai servizi. I clienti sono obbligati, se vogliono consumare all'interno, a esibire il pass sanitario, mentre i ristoratori si sono trasformati, loro malgrado, in una sorta i "controllori" sotto l'arcata d'ingresso, con il compito di verificare, appunto, il documento degli avventori. A Ventimiglia, la situazione è stata accettata di buon grado quasi dalla totalità di entrambe le categorie. Qualcuno ancora avrebbe da ridire ma, tutto sommato, le cose si svolgono in tranquillità.

Ce lo ha confermato Dario Trucchi (Confcommercio Ventimiglia): “Alcune persone sono favorevoli, altri no, ci sono diverse scuole di pensiero - dice Trucchi - la categoria dei ristoratori era infastidita dal fatto di dover effettuare i controlli e svolgere attività quasi di "controllore", la cosa seccava un po' i gestori. Noi ristoratori ce la stiamo mettendo tutta, rispettiamo tutte le regole, è giusto che si cerchino soluzioni per risolvere i problemi. Ora la cosa sta entrando in funzione, la gente sa che se non ha il green pass deve consumare all'esterno, i controlli vengono fatti e non abbiamo avuto particolari problemi. C'è stata molta informazione da parte delle forze dell'ordine, c'è stato supporto da parte delle istituzioni”.

Personalmente - conclude - non ho avuto problemi, nella realtà ventimigliese la cosa sta andando bene, da parte dei colleghi non ho sentito lamentele. L'auspicio è che la strada intrapresa sia quella giusta e che si arrivi presto alla fine di questa pandemia”.

Nonostante le prime perplessità, la procedura scelta dal governo, necessaria per contenere il contagio e permettere il lavoro, sta prendendo piede senza particolari intralci. L'augurio è che i pubblici esercizi, nati come punti di aggregazione e dunque di unione, possano tornare a funzionare come un tempo, privi da controlli e documenti da mostrare. Luoghi di semplice ristoro e relax per i clienti ma soprattutto per i ristoratori, categoria che, durante gli ultimi anni ha patito particolarmente a causa della pandemia e dei numerosi decreti, costretta ad aprire e chiudere numerose volte le porte dei propri esercizi. 

Diego Lombardi

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