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Cronaca | 28 ottobre 2020, 19:05

'Grande Carro', nel blitz dei Carabinieri in manette due imprenditori di Camporosso: ecco le accuse

Si tratta di Fabio Alberici, 68enne nato in provincia di Pesaro e Urbino, ed Emanuele Conti, 45 anni, originario della provincia di Ancona

'Grande Carro', nel blitz dei Carabinieri in manette due imprenditori di Camporosso: ecco le accuse

"Poneva in essere condotte atte a favorire l’operatività dell’associazione, in quanto finalizzate a sottrarre i beni e le attività illecitamente accumulate alle previste misure ablatorie, implementando così la forza dell’associazione e determinando un accrescimento della posizione dello stesso sul territorio attraverso il controllo di diverse attività economiche tra le quali, dal 12 marzo 2015 (data di nomina ad amministratore di tale ditta) la società rumena “Ald Global Trans Service S.r.l.” ubicata a Timisoara, strumentale al rientro in Italia dei capitali precedentemente investiti in Romania per il fittizio acquisto di macchinari agricoli per l’erogazione di finanziamenti comunitari in materia agroalimentare”. È questa l’accusa mossa dalla Dda di Bari a Fabio Alberici, 68enne nato a Sant’Ippolito, in provincia di Pesaro e Urbino, arrestato ieri con l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione 'Grande Carro'. L’uomo è stato arrestato a Camporosso dai Carabinieri del Ros insieme ad Emanuele Conti, 44 anni, nato a Corinaldo in provincia di Ancona.

Nella maxi inchiesta condotta anche dai Carabinieri del reparto tutela agroalimentare di Salerno in tutto sono state arrestate 48 persone e di queste cui 41 sono finite dietro le sbarre. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, riciclaggio, estorsione, concorrenza illecita con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi ed esplosivi, truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche.  L’indagine del Ros, avviata dalla cattura in Romania del latitante Francesco Russo, ha avuto come parte focale la 'batteria” Sinesi-Francavilla', un’organizzazione mafiosa foggiana sviluppatasi alla fine degli anni ’80 nella provincia di Foggia, la cui esistenza è stata giudiziariamente accertata da numerose sentenze passate in giudicato, ed ha permesso di evidenziare l’esistenza di una articolazione della stessa batteria attiva nel capoluogo della Capitanata e in comuni limitrofi – Orta Nova, Ascoli Satriano e Cerignola – con interessi su Rimini e nell’alta Irpinia, come in Bulgaria, Romania e Repubblica Ceca.

Stando alle risultanze investigative dell'Arma Alberici sarebbe stato ospite a Camporosso di Conti, che in passato avrebbe lavorato come pizzaiolo in un suo locale. Stando all'ordinanza di custodia cautelare Alberici è accusato "di essere partecipe ed esecutore delle direttive del gruppo criminale, quale gestore di fatto della società Oblo’ S.r.l., provvedeva alla nomina degli amministratori fittizi, agli aumenti di capitale societario, all’apertura di conti correnti, alle acquisizioni di attività-esercizi commerciali”.

 Il 45enne Conti è accusato infine, di essere un 'prestanome' e quindi in concorso con altre persone “quale amministratore unico della società Italgestiorni Srl, con l’imprenditore edile A. S., mediante artifizi e raggiri, generavano un complesso meccanismo fraudolento finalizzato alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di carattere “ transnazionale” nel settore agricoltura ai danni dell’Unione Europea”. In particolare, è scritto nell'ordinanza di custodia cautelare, Conti "rientra a pieno titolo nell’entourage dei 'prestanomi' utilizzati dalla famiglia Delli Carri per eseguire fittizie operazioni commerciali". 

Angela Panzera

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