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Politica | 16 settembre 2020, 10:58

Ventimiglia: scuole di via Roma e tendostrutture, la risposta del Comitato genitori all'Assessore Riolfo

"Non ci interessa la campagna elettorale, ci interessa che l’assessore ai servizi scolastici si occupi dei servizi scolastici, poiché è l’assessore anche dei genitori che protestano”.

Ventimiglia: scuole di via Roma e tendostrutture, la risposta del Comitato genitori all'Assessore Riolfo

“Abbiamo letto l’ultimo intervento dell’assessore Riolfo e poiché neanche noi (come altri) siamo stati ricevuti, replichiamo pubblicamente. L’assessore addossa su dirigenti e referenti scolastici la responsabilità della situazione venutasi a creare nelle scuole di via Roma, ma non è così”.

Risponde in questo modo il Comitato dei genitori degli alluni di via Roma all'Assessore ventimigliese, Mabel Riolfo (QUI). “Intanto – prosegue - i dirigenti non hanno chiesto delle tendostrutture, bensì di allestire degli spazi esterni fruibili, in pratica delle tettoie aperte. L’assessore ha scelto di posizionare, ad un costo esorbitante, delle orribili tendostrutture (qualcosa di meno delle tensostrutture), rimaste inutilizzate, in cui ci piove persino dentro. Viene finalmente reso di dominio pubblico che la società che fruiva delle aule parimenti inutilizzate è fallita (nel 2019 aggiungiamo). Non viene detto, invece, che il comodato alla Provincia (del 2006) poteva essere sciolto, se l’assessore avesse agito per tempo. Così facendo nessuno avrebbe dovuto aspettare che la Provincia asportasse il materiale della società fallita e che ritinteggiasse le aule. Con il costo delle inutili tendostrutture l’assessore avrebbe potuto allestire le aule. In buona sostanza, se l’assessore avesse fatto tutto ciò che poteva fare oggi non avremmo sia le tendostrutture che le aule inutilizzate”.

“L’Assessore – termina il Comitato - omette di riportare che l’istituto socio-pedagogico si trova altrove, precisamente al Fermi. Viene invece chiarito, correttamente, che gli alunni delle elementari non possono convivere con quelli delle superiori. Visto che le aule non sono usate (e non potranno essere impiegate dagli studenti delle superiori, che si trovano altrove, per evitare la concomitanza con quelli delle elementari) perché non sono state destinate a questi ultimi, invece di ammassarli al piano sottostante? Infine, visto che gli studenti non si possono mescolare neppure agli accessi, perché l’assessore non ha tenuto fede all’impegno di aprire il secondo cancello? Con l’adozione di facili cautele non vi sarebbe alcuna promiscuità rispetto agli studenti del Marco Polo e si eviterebbero gli assembramenti cui assistiamo ogni giorno tra il primo cancello e la strada pubblica, cioè sul marciapiede di via Roma. Non ci interessa la campagna elettorale, ci interessa che l’assessore ai servizi scolastici si occupi dei servizi scolastici, poiché è l’assessore anche dei genitori che protestano”.

Redazione

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