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INFERMIERE E SALUTE | 15 marzo 2020, 07:25

Infermiere e salute ai tempi Coronavirus: le raccomandazioni ed i consigli dell'Airc e di un infermiere

La testimonianza dall'ospedale di Sanremo ed i consigli della nostra rubrica settimanale

Infermiere e salute ai tempi Coronavirus: le raccomandazioni ed i consigli dell'Airc e di un infermiere

In questo momento stiamo affrontando un periodo veramente difficile. Il Covid-19 è entrato di prepotenza nel nostro paese, nelle nostre case e sta mettendo a dura prova il nostro sistema sistema Sanitario. Il virus purtroppo si è dimostrato molto aggressivo, tant’è che le massime Istituzioni hanno adottato delle misure drastiche limitando al massimo le attività e la libera circolazione.

Come sapete io sono un Infermiere ed insieme ai miei colleghi della Rianimazione di Sanremo stiamo lottando incessantemente per poter curare tutti coloro che affetti dal virus, devono ricevere cure intensive. Lavoriamo senza un orario, dimenticandoci in questo momento delle nostre famiglie e dei nostri impegni, perché non è il momento di discutere : è il momento di agire. Per fronteggiare, combattere e distruggere il nemico.

L'Ospedale e TUTTO il personale sta dando il massimo, andando ben oltre le normali capacità del quotidiano. Noi della Rianimazione siamo li per voi, è il nostro lavoro, ma questo concetto in questi duri giorni, assume un significato diverso. Vi chiediamo l’unico aiuto, vero, che potete darci: State a casa, rispettate le ordinanze, fermiamo la diffusione, per poi prenderci tutti un aperitivo, una mega festa alla fine di tutto ciò’, non prima!

Siate responsabili, spostatevi solo se avete vera necessità: in Rianimazione siamo pronti,  daremo tutto fino in fondo, ma come potete immaginare le nostre capacità, in termini di posti e risorse umane non sono infinite.

Grazie di cuore a tutti coloro che in questi giorni ci mandano messaggi di solidarietà: sono la benzina che ci fa stringere i denti, nonostante le nostre tute biologiche ci facciamo sudare all'inverosimile, quando le maschere ci fanno venire un mal di testa incredibile, quando le nostre bocche sono arse perché non possiamo bere o semplicemente andare in bagno, quando assistiamo un paziente intubato affetto dal corona virus, col in rischio seppur lontano di essere infettati a vicenda, e questo da ore e ore CONTINUATIVAMENTE.

Aiutateci ad aiutare: restate a casa, il vostro contributo è FONDAMENTALE, perché nessuno è immune dal contagio, anche se non avete sintomi. Ce la faremo, passeremo anche questa e faremo una grande festa cittadina in cui potremo dire, Sanremo ce l’ha fatta, la Liguria ce l’ha fatta, l’Italia ce l’ha fatta.

                                                                     Il vostro infermiere, Roberto Pioppo

Di seguito alcuni consigli che mi ha comunicato l’AIRC riguardanti i pazienti oncologici e il Covid-19

Con l’aiuto di tre scienziati, Fondazione AIRC risponde alle principali domande dei pazienti oncologici e delle loro famiglie, per contribuire a fare chiarezza in questo momento di emergenza.

Il coronavirus ha messo in allarme anche i pazienti oncologici e le tante persone che se ne prendono cura. A oggi le informazioni sulla diffusione del contagio e della malattia respiratoria Covid-19 suggeriscono che siano soprattutto gli individui con patologie pregresse, oltre agli anziani, a rischiare le complicanze maggiori.

Fondazione AIRC ha chiesto a tre esperti di fare il punto della situazione e di fornire raccomandazioni utili a chi è in cura per un tumore. Gli esperti consultati da AIRC sono Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia molecolare presso l'Istituto di genetica molecolare del CNR di Pavia, Michele Milella, direttore del Dipartimento di oncologia dell’Università di Verona, e Francesco Perrone, direttore dell'Unità sperimentazioni cliniche dell'Istituto nazionale tumori di Napoli. Inoltre AIRC ha raccolto una dichiarazione rilasciata dall’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM).

Prima di rispondere alle domande poste da AIRC, gli esperti hanno tenuto a precisare che le conoscenze su questa nuova infezione umana, comparsa a dicembre 2019 sulla scena mondiale, sono poche, premature e cambiano di ora in ora. Perciò occorre molta cautela nell’offrire suggerimenti che non possono poggiare su evidenze e osservazioni specifiche, solide e rigorose. È però possibile dare alcune indicazioni di buon senso, basate su evidenze scientifiche validate in precedenti situazioni infettive ed epidemiche.

I pazienti oncologici sono più a rischio degli altri?
Per Giovanni Maga i pazienti oncologici possono essere più esposti al rischio di infezione e di eventuali complicanze, in relazione al tipo di patologia tumorale, alla condizione generale dei malati e alle cure a cui sono sottoposti. «Le terapie immunosoppressive, che riducono l’efficienza del sistema immunitario, espongono a un maggiore rischio di contrarre qualunque infezione. Non vi sono indicazioni che un paziente oncologico sia più a rischio di infettarsi specificamente con Covid-19. Inoltre, verosimilmente, maggiore è la gravità del tumore sottostante e maggiore sarà il rischio di andare incontro a un decorso dell’infezione da Covid-19 più grave rispetto a una persona sana».

L'immunoterapia e l'immunosoppressione indotte dalla chemioterapia aumentano il rischio di infezione?
Per Francesco Perrone non esistono dati certi sui rischi di contrarre l’infezione da coronavirus durante la chemioterapia. «Tuttavia è ragionevole pensare, per analogia con quanto accade nel caso dell’influenza stagionale, che in presenza di immunosoppressione da chemioterapia ci possano essere più complicanze e che il loro andamento clinico possa essere peggiore».

Occorre rinviare o interrompere le terapie oncologiche?
Il Presidente di AIOM, Associazione italiana di oncologia medica, Giordano Beretta ha dichiarato che «per i malati in trattamento attivo è opportuno che sia considerata la posticipazione delle cure in base al rapporto tra i rischi (per il singolo e per la collettività) legati all’accesso in ospedale e i benefici attesi». In linea con questa valutazione, Michele Milella, per il quale «occorre tenere conto della valutazione del rischio sanitario connesso al luogo dove vengono effettuate le cure».

Quali sono i rischi per chi si sottopone a radioterapia o a terapia ormonale?
Entrambi i tipi di cure non espongono a maggiori rischi. Su questo punto, Perrone chiarisce che «la terapia ormonale non agisce direttamente sul sistema immunitario e la radioterapia lo influenza meno della chemioterapia, quindi è ragionevole affermare che si può stare un po’ più tranquilli».

Quali accorgimenti deve prendere un malato oncologico? Occorre indossare la mascherina?
Le regole generali di comportamento suggerite dal Ministero della Salute restano fondamentali per contenere il rischio di contagio anche per i malati oncologici. Perrone rassicura: «La mascherina serve solo nel caso in cui si pensi di poter essere affetti dall'infezione, e nel caso in cui si assista una persona sicuramente contagiata. Può anche essere utile per coloro che assistono malati di tumore in condizioni di immunosoppressione, per esempio durante l’abbassamento dei globuli bianchi causato dalla chemioterapia».

Cosa succede se un malato oncologico contrae il coronavirus?
Milella spiega che, in caso di infezione da coronavirus, «in un paziente oncologico ci si comporta come avviene in caso di polmonite di origine batterica, il cui trattamento diventa prioritario rispetto a quello del cancro. Questo, d’altronde, avviene per tutte le malattie acute».

Quali sono le raccomandazioni per le persone che si prendono cura dei malati oncologici?
Chi assiste i pazienti oncologici può facilmente essere un veicolo d’infezione. Pertanto come spiega Perrone «è ragionevole che chi si prende cura di un malato di tumore, specialmente se è in chemioterapia, debba fare attenzione a non venire in contatto con soggetti che presentano sintomi come febbre e tosse». Nel caso un familiare o chi si prende cura di un malato manifestino sintomi di infezione respiratoria, suggerisce in aggiunta Milella, «è raccomandabile mantenere le distanze dal malato di cancro e osservare tutte le raccomandazioni contenute nel decalogo diffuso dal Ministero della Salute».

                                                                                                   A cura di AIRC 

Disclaimer: tutti gli articoli redatti dal sottoscritto, si avvalgono dei maggiori siti e documenti basati sulle evidenze, ove necessario sarà menzionata la fonte della notizia: essi NON sostituiscono la catena sanitaria di controllo e diagnosi di tutte le figure preposte, come ad esempio i medici. Solo un medico può effettuare la diagnosi ed approntare un piano di cura.

Le fonti possono non essere aggiornate e allo stato dell’arte possono esservi cure, diagnosi e percorsi migliorati rispetto all’articolo. Immagini, loghi o contenuti sono proprietarie di chi li ha creati, chi è ritratto nelle foto ha dato il suo consenso implicito alla pubblicazione. Le persone intervistate, parlano a titolo personale, per cui assumono la completa responsabilità dell’enunciato, e dei contenuti.

Il sottoscritto e Sanremonews in questo caso non ne rispondono. 

Compito dell’infermiere è la somministrazione della cura, il controllo dei sintomi e la cultura all’ Educazione Sanitaria.                                                                       

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