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Attualità | 29 febbraio 2020, 12:11

Chiudono gli store ed i ristoranti cinesi: la Confesercenti tenta di correre ai ripari, a Ventimiglia un sabato da dimenticare

La Confesercenti ha fissato una riunione insieme al presidente regionale Benedetti, per capire come poterli assistere anche se è già allo studio un modo per andare incontro a tutti gli associati, ovviamente anche non cinesi. Si tratta di un segnale di fratellanza e vicinanza nei loro confronti, visto che sono stati i primi ad essere colpiti.

Chiudono gli store ed i ristoranti cinesi: la Confesercenti tenta di correre ai ripari, a Ventimiglia un sabato da dimenticare

Anche la Confesercenti della nostra provincia si muove per l’allarme economico dettato dall’allerta Coronavirus. Proprio questa mattina si è svolto un incontro tra l’associazione di categoria ed una serie di imprenditori cinesi, in particolare titolari di ristoranti, ma anche negozi di vario genere, alcuni dei quali già chiusi.

Nei giorni scorsi avevamo scritto della chiusura, temporanea, del ristorante ‘La Muraglia’ di via Roma ma, nel frattempo, anche altri negozi hanno chiuso tra cui uno ‘store’ di via Veneto. Al momento non ci sono ancora numeri sui negozi chiusi in tutta la nostra provincia, ma gli affari sono praticamente crollati, raggiungendo lo zero assoluto in alcuni casi.

La Confesercenti ha fissato una riunione insieme al presidente regionale Benedetti, per capire come poterli assistere anche se è già allo studio un modo per andare incontro a tutti gli associati, ovviamente anche non cinesi. Si tratta di un segnale di fratellanza e vicinanza nei loro confronti, visto che sono stati i primi ad essere colpiti.

Questa mattina, un po’ come ieri, la città di Ventimiglia è quasi ‘svuotata’, in particolare dai francesi che, già ieri in occasione del mercato settimanale hanno fatto decisamente sentire la loro assenza tra i banchi. Una preoccupazione per Confesercenti che, al momento interviene direttamente sul problema, pensando già a coinvolgere anche le altre associazioni attraverso il sistema camerale.

Al termine della prima settimana di allarme Coronavirus la situazione economica della nostra provincia inizia a risentire decisamente della situazione che si è venuta a creare. L’assenza di francesi ed il crollo verticale degli acquisti ma anche delle presenze alberghiere si fa sentire. Il settore commerciale sta quindi cercando di fare quadrato e trovare delle soluzioni.

Si spera, ovviamente, che l’allarme possa rientrare in fretta ed anche l’eventuale riapertura delle scuole potrebbe essere un segnale importante. Si attende con fiducia la giornata di domani, quando la Regione si pronuncerà anche alla luce delle decisioni governative prese ieri sera. Se le scuole riapriranno rimane però il nodo delle manifestazioni pubbliche, bloccate per la settimana che sta per concludersi. Sul piano economico la nostra provincia sta arrancando e servono provvedimenti importanti.

Carlo Alessi

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