Nuovo documento a sostegno dell’acqua pubblica, quello prodotto ieri dalla riunione che si è svolta nella sede del Pd sanremese, a pochi giorni dal ‘terremoto’ che ha portato alle dimissioni del Cda di Rivieracqua, anche a seguito dell’inchiesta in corso da parte della Procura e della Finanza.
Ma, intanto, ci si domanda cosa farà Sanremo in relazione all’acqua pubblica ed al conferimento di Amaie all’interno di Rivieracqua. Il Pd ha confermato ieri il pieno sostegno all’azienda pubblica, ma è anche emerso che i tempi di conferimento di Amaie si sono inevitabilmente allungati. L’azienda matuziana, infatti, ha anche il ramo elettrico e serve un lungo lavoro di calco per dividere il patrimonio da quello di gestione dell’acqua. Inoltre Amaie sta lavorando per trovare un socio proprio per il ramo elettrico, il tutto a tutela degli operai e del servizio al pubblico.
Lo scorso anno l’Amministrazione comunale e l’azienda matuziana si erano dati come termine ultimo la fine del 2017 ma, ora come ore, il termine deve essere fatto slittare ad almeno giugno 2018. Proprio per questo, dopo l’11 dicembre (giorno in cui si svolgerà l’assemblea dei Sindaci che dovrà decidere per un nuovo Cda di Rivieracqua o, come sembra più probabile per un Amministratore Unico), verrà convocato un Consiglio comunale, dove approvare la proroga.
Quali sono i rischi per Amaie, nel caso in cui fallisse Rivieracqua? Il rischio è che si vada ad un commissariamento per la gestione pubblica dell'acqua e quindi all’apertura di un bando per la gestione dell’acqua pubblica(Aato idrico). E, ovviamente, c’è il rischio che arrivi il privato.














