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Politica | 18 dicembre 2014, 11:51

Contratto Nazionale per i Casino': i sindacati si schierano contro Federgioco

Nel testo viene evidenziato che il documento, consegnato ad ogni consiglio di amministrazione delle quattro case da gioco, che saranno liberi di utilizzarlo secondo tempi e modi di loro scelta esclusiva.

Contratto Nazionale per i Casino': i sindacati si schierano contro Federgioco

Nei giorni scorsi (a Saint Vincent) il consiglio direttivo di Federgioco ha approvato il testo definitivo di contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti dei quattro casinò italiani ed ecco che le organizzazioni sindacali partono all'attacco.

Nel testo viene evidenziato che il documento, consegnato ad ogni consiglio di amministrazione delle quattro case da gioco, che saranno liberi di utilizzarlo secondo tempi e modi di loro scelta esclusiva. Se poi un singolo casinò deciderà di riaprire un confronto con la sua parte sindacale, questa sarà una sua decisione autonoma. Federgioco dopo un lungo confronto con le OO.SS. resasi conto che non c'era una volontà concertativa ha deciso di chiudere il tavolo demandando ad ogni singola azienda percorsi diversi in materia. Pronta e piccata la replica dei segretari nazionali di slc Cgil (Silvano Conti), Uilcom (Fabio Benigni) e Ugl Terziario (Roberto Spina) che con un duro comunicato (di seguito riportato) indirizzato a Federgioco e a Fipe Confcommercio intervengo sulla questione.

Il testo: E' con notevole stupore, che le Organizzazioni Sindacali Nazionali di SLC/CGIL, UILCOM/UIL e UGL/Terziario, apprendono a mezzo stampa (gioconews), le unilaterali decisioni assunte dal Consiglio Direttivo della Federgioco, sull’approvazione definitiva della bozza di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti della quattro Case da Gioco. Lo stupore nasce dal fatto che ancora ad oggi, nessuna necessità politica financo condivisibile, come quella da noi sempre sostenuta di addivenire alla costruzione di un primo CCNL delle quattro Case da Gioco, può sovvertire, le più elementari nozioni dottrinali afferenti il negozio giuridico, che ritiene un contratto, la più elementare forma di compromesso pattizio raggiunto tra due soggetti contraenti, che manifestano la loro volontà attraverso la sottoscrizione dei suoi contenuti divenendone inoltre reciprocamente soggetti responsabilmente impegnati al suo integrale rispetto. Tutto questo non è accaduto, pertanto non si può assolutamente parlare di recepimento di un Contratto Collettivo Nazionale da parte dei rispettivi C.d.A. dei quattro Casinò, per poi con quello strumento regolare i rapporti giuridici, normativi ed economici dei propri dipendenti. Cosa assolutamente diversa pur nella sua legittimità, è partire dal lavoro svolto dalle OO.SS. presenti ai tavoli negoziali (purtroppo sempre più assottigliatasi realtà di cui le scriventi hanno con rammarico preso atto esprimendone una totale e incomprensibile non condividendone sia negli atteggiamenti di metodo che di merito), operando una sommaria acquisizione su alcuni affidamenti dati per singole materie come la classificazione, il welfare, il mercato del lavoro, le flessibilità ecc… che comunque andavano ancora messe in equilibrio con l’impianto contrattuale complessivo, e farne di converso uno strumento di revisione degli Accordi Aziendali esistenti. Riteniamo pertanto che questa vostra modifica di impostazione negoziale, se finalizzata a cercare di costruire un Contratto Nazionale attraverso la sottoscrizione di singoli Accordi Aziendali omogenei, può divenire una opportunità per ricercare la condivisione di norme comuni per le quattro Case da Gioco, che una volta messe a sistema, possono formare l’ossatura portante sulle quali costruire il primo CCNL per tutti i dipendenti dei Casinò Italiani che noi siamo pronti a sottoscrivere nazionalmente. Questo metodo seppur bizzarro e per noi irrituale, sarebbe comunque condivisibile se rispondesse al comune primario obiettivo di costruire il valore identitario di un Segmento del Settore Gioco, che per le sue peculiarità, abbisogna di specifiche politiche di sostegno di cui il Contratto Collettivo ne è una delle leve importanti, che ne certificano la diversità e lo proiettano insieme ad altri interventi di sistema , in un circuito virtuoso proteso allo sviluppo interrompendone al più presto una spirale giuridico/normativa pericolosa che se non rimossa, pregiudicherà per noi la prosecuzione di questa specifica e affascinante realtà lavorativa.  

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