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Al Direttore | 16 ottobre 2014, 20:11

Festival di Sanremo e 'Classicissima' nel 1968: il nuovo racconto di Pierluigi Casalino

Festival di Sanremo e 'Classicissima' nel 1968: il nuovo racconto di Pierluigi Casalino

E' il tempo della contestazione e anche a  Sanremo ne giunge l'eco, ma la Città dei Fiori la vive in modo scanzonato come un fenomeno di costume, magari passeggero, non immaginando ancora quali degenerazioni avrebbe creato in seguito.

Il Festival di quell'anno, sotto la guida di Pippo Baudo e Luisa Rivelli, va in scena sullo sfondo delle immagini televisive dell'offensiva vietkong del Tet, il Capodanno Lunare vietnamita e registra il trionfo di Sergio Endrigo. Nell'occasione avviene anche clamorosa bocciatura di Domenico Modugno con il suo Meraviglioso, motivo riportato al successo di recente da una straordinaria rivisitazione dei Negramaro. Ma la manifestazione si ricorderà soprattutto per l'eccezionale e travolgente presenza di due mostri sacri del Jazz, il grande Satchmo, Luis Armostrong,che canta in italiano con tutta la sua arte  un divertente ed accattivante motivetto dal titolo "Grassa e bella" e Lionel Hampton, che ripropone tutte le canzoni in gara al ritmo del suo leggendario vibrafono.

Alla Sanremo del ciclismo, il solito 19 marzo, vince, invece, allo sprint il velocista tedesco Rudi Altig, compagno di squadra, nella Salvarani, di Felice Gimondi. Altig si impone contrariamente alle attese che scommettevano su un nuovo successo dell'astro nascente, il belga Eddy Merkx. Il '68 vede, tra l'altro, l'inizio di una fase di progressiva instabilità negli equilibri politici che si trascinerà fino alla stagione "consociativa" tra le massime forze politiche e l'avvio della spirale terroristica: se ci fu, infatti, dopo il 1968 quella che sarà definita la "notte della Repubblica", Sanremo non entrò mai in zona d'ombra.

Anzi Sanremo e i suoi eventi, le sue polemiche, le sue passioni, i suoi problemi, le sue originalità furono davvero alcune delle poche cose sono riuscite a sopravvivere. Una sfida che non viene mai meno neppure in questa sciagurata congiuntura targata recessione da euro, come l'ha spesso definita il Professor Savona dalle colonne de Il Sole 24 Ore.

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