I Comuni virtuosi rientreranno in possesso del proprio denaro. Recitava così una circolare governativa presente in una manovra correttiva del 2011. Ma è rimasta lettera morta. Trovare tracce di flessibilità nelle more del patto di Stabilità è diventato un compito arduo per gli enti locali. Come nel caso di Bordighera: la città delle palme ha un tesoretto intoccabile di 27 milioni di euro, ma nell’ultimo anno si è vista persino “tagliare” 600 mila euro sui costi di reversibilità dallo Stato centrale.
“Ci siamo trovati con due tagli – ammonisce il sindaco di Bordoghera, Giacomo Pallanca – uno da 500 mila euro e l’altro da 98 mila. A seconda delle esigenze delle casse erariali infatti può essere modificata la percentuale su quanto i Comuni girano allo Stato. Ormai si programma in un clima di incertezza con uno sguardo molto attento alla spesa. Ogni taglio però comporta minori investimento sul territorio. Interventi di ordinaria amministrazione: pubblica sicurezza, marciapiedi, giardini”.
Pallanca invoca maggiore flessibilità per i Comuni virtuosi: “Quando ci siamo insediati avevamo un tesoretto da 21 milioni in cassa, ora siamo arrivati a 27. Ma se non mettono mano sullo svincolo del Patto per le amministrazioni virtuose le città gradualmente avranno sempre meno disponibilità economiche. A questi Comuni deve essere riconosciuto un premio quanto meno per le opere di ordinaria amministrazione”.













