"Gentile Direttore, essendo stato richiamato in causa dal Sig. Mercurio, che come dite voi mi avrebbe risposto 'per le rime', e su questo pongo un velo pietoso perchè non ritengo siamo state rime ma bensì una strenua difesa delle posizioni dello stesso.
Giacomo come detto lo conosco da un pezzo, io non sono un Ki6 chiunque ma un cittadino nato e vissuto a Sanremo da sempre, e sono certo che se dovessimo incontrarci per strada, vedendo di chi è il volto di chi gli scrive su questa rubrica on-line si ricorderebbe del sottoscritto. Detto e premesso ciò, vorrei porre l'attenzione su alcuni punti che, forse, nel mio primo intervento non si sono ben compresi.
1) innanzitutto, laddove si dice che i problemi del Turismo di Sanremo sono da mettersi in capo a chi per anni ha gestito l'assessorato al Turismo, si dice una mezza fesseria. In anni addietro, ad occupare quella poltrona nelle sacre stanze ci sono passati anche amici di cordata (di casa del popolo direbbero in Toscana) del Sig. Mercurio e, senza voler difendere questo manipolo di Amministratori che anche io ho più volte attaccato su questa rubrica e che ormai sono indifendibili, non è tutta farina del loro sacco lo stato di EMME in cui ci troviamo. Negli anni poteva esser fatto di più, e meglio. Soprattutto molte categorie che vivono di turismo in questa città avrebbero dovuto fare maggior sistema al fine di dare un offerta turistica moderna e al pari con i Paesi nostri concorrenti. Oggigiorno, con la stessa cifra con la quale una famiglia fa un week-end a Sanremo in hotel, si va una settimana in crociera, con migliori svaghi e coccolati in tutto e per tutto. Come si fa sistema? Si mettono assieme le idee e le risorse di spiagge, hotels, ristoranti e bar, si utilizza ciò che di naturale questa terra ha da offrire, si sfrutta la splendida ciclabile vista mare, si porta la gente a visitare il nostro meraviglioso entroterra e,magari, la sera si organizza una pizza o una serata allegra sul litorale. E' ora di finire di pensare che tutto questo spetti all'ente pubblico, le risorse sono sempre più limitate per fare tutto. L'iniziativa privata deve tornare ad essere protagonista, per togliere questa città dalle secche. Il pubblico può vigilare affinchè tutto avvenga nella legalità e potrebbe sveltire con minor burocrazia, ad esempio facilitando le pratiche amministrative. E senza mandare i vigili alla mezzanotte a chiudere un'orchestra estiva solo perché ci sono alcuni foresti, che a Milano accettano i pub sotto casa tutto l'anno, che vengono a Sanremo in letargo.
Concordo con Giacomo su un fatto: si sono sperperate enormi risorse derivanti dal Casinò. Anzi, siamo all'assurdo che il banco perde e la città ripiana i conti a fine anno. Forse sarebbe il caso di porci, tutti quanti, l'interrogativo su quanto benessere ci dia ormai il Casinò in città. Non può esser qualcosa di limitato ad una sessione del Poker Tour una volta all'anno, perché gli stipendi li dentro lì paghiamo tutti i mesi. Negli anni, si è assunto personale a manbassa ed ora pantalone paga, se si fosse fatta una gestione oculata, dovremmo avere la città lastricata d'oro invece di avere le buche del Bengala che uccidono una ragazza in Corso Inglesi.
2) Io non voglio buttare a mare nessuno, caro Giacomo. Eppoi, con le tue qualità di bagnino non penso che finiresti a fondo. Ma, concordi con me che non ci si deve incavolare se un bel momento esce una gara di appalto, fatta bene o no spetta ora al Tar dirlo, che apre le porte a nuove realtà che vorrebbero entrare nel mercato. Credo che fin dal principio sia tu, che tutti i tuoi colleghi, sapevate di lavorare su un bene demaniale, della collettività. Mi sono riletto alcuni tuoi interventi su Sanremonews sempre inerenti l'argomento spiagge. Un concorrente alla gara d'appalto, in data 01.02.2014, oltre a dire che a suo avviso l'appalto è trasparente ed equilibrato e, comunque, riconosce un punteggio all'esperienza dice anche che i gestori sono i medesimi da anni, quindi una sorta di protezionismo del sistema è sempre stato accordato. Addirittura, arriva a portare ad esempio il Sig. Mercurio quale decano dei gestori attuali, che è molto simile al concetto che esprimevo io riguardo il 'tettare dalla mucca', per anni voi gestori avete tettato risorse economiche dalla mucca spiaggia tanto da divenire i decani del settore. Il mio definirti QUERCIA, caro Mercurio, non era per particolari prestanze fisiche o robustezza, ma proprio per come hai messo radici su quel tratto di litorale dei Tre Ponti, che ti ricordo non è di tua personale dotazione ma della comunità. E ciò vale per tutti i litorali cittadini liberi, da Pian di Poma a Bussana. E se un giorno, una gara d'appalto vuole migliorare sia l'utilizzo sia l'introito economico che deriva dallo sfruttamento del bene demaniale, io come cittadino debbo esser lieto che ciò accada perchè si pone l'interesse collettivo dinnanzi all'interesse personale. Fosse per me, le spiagge pubbliche libere andrebbero gestite come in Francia, con una doccia ogni tot metri, un piccolo bagno e basta: chi vuole il lettino, il panino o l'aranciata se lo porti da casa come si faceva anni fa (consiglio la lettura del libro 'Basta Piangere' di Aldo Cazzullo, che ci riporta alla memoria dell'Italia che eravamo, un Paese molto più semplice e povero, dove giocavamo per strada e avevamo sempre le ginocchia sbucciate ma dove il futuro non era un problema ma un opportunità... si stava meglio quando si stava peggio).
Sono stato questa estate da te al mare, ai Tre Ponti. La domenica mattina ho sistemato le mie cose sotto il muro che divide i due baretti. L'intenzione era di andare più verso est, ma tra il baretto della Prima Realtà e quello dell'Onda Buena tra poco i lettini erano messi anche sul soppalco: un minimo di spazio libero a chi arriva con ciabatte e asciugamano va lasciato, a mio avviso e non deve essere per forza uno spazio relegato a 10 km dalla doccia.
3) Come diceva il collega lettore, se raffrontiamo i canoni demaniali pagati con gli introiti generati negli anni dalla spiaggia, possiamo capire quanto possa rendere un bene pubblico. In un suo intervento, il Sig. Mercurio ci dice che, a fronte di mille problemi burocratici e rischi di denunce penali derivanti dall'installazione di abbellimenti in legno alle ringhiere, passa la voglia di investire. La stessa che è passata ai suoi colleghi albergatori, che se non in rari casi, fanno alloggiare gli ospiti in strutture degli anni 70, con il letto della nonna. In data16-01-2014 il Sig. Mercurio ci fa sapere che il Comune di Sanremo non ha, negli anni, investito un euro in Chioschi Bar ed Ombrelloni. Be, notevole se pensiamo che il Comune, quindi i cittadini, debbano anche comprare lettini ed ombrelloni nonché cucine e macchine del caffè per allestire i chioschi... praticamente un'operazione economica che parte già inattivo senza avere alzato la serranda, visto che poi quegli stessi cittadini che comprano il lettino perché fornito dal Comune se lo ricomprano ad ore quando vanno al mare. Forse ne vogliamo un po' troppo! O meglio, secondo me, se anche la spesa per bar e ombrelloni spettasse al Comune allora rivediamo al notevole rialzo i canoni, visto che bisogna pensare anche al rientro dell'investimento fatto.
Troppo facile fare impresa così, senza rischio. Non metto in dubbio la professionalità del Sig. Mercurio e dei suoi assistenti bagnanti. Anche se va considerato che il titolo di bagnino viene rinnovato alla scadenza semplicemente inviando i documenti al competente ufficio, insieme ad un versamento postale, senza alcun esame di rinnovo abilitazione. Su tutto, vi è ogni anno il controllo assiduo e costante degli organi della Capitaneria di Porto che vigilano affinchè le norme di legge siano rispettate. Pertanto, dire che un nuovo gestore porterà alla riduzione dell'organico mi pare assurdo: se la Capitaneria chiede, che so, 20 bagnini spalmati su turni e giorni lavorativi, saranno sempre venti se a gestire la baracca c'è Mercurio o un pinco pallino qualsiasi.
Come dice il lettore del 01.02.2014, è proprio ai Tre Ponti che, negli anni, abbiamo assistito agli incidenti più gravi; e questo non per scarsa attenzione dei gestori, ma perchè essendo molto frequentato il luogo ed essendo la mamma dei cretini sempre incinta, spesso qualcuno si permette di fare qualcosa di realmente pericoloso.
4) Le spiagge libere sia a Bussana sia ai Tre Ponti hanno poi un grave problema di accessibilità, in quanto la strada che conduce ad esse è del tutto inadeguata alla mole di frequentatori. Assistiamo così ad un Lungomare a Bussana costantemente invaso da vetture e con il posteggio a pagamento vuoto; ai Tre Ponti abbiamo motorini messi anche a cavallo gli uni agli altri praticamente ogni pomeriggio. Anni fa era stata messa una sorta di sbarra che, vigilata, permetteva l'ingresso solo quando vi fossero stati posti liberi; iniziativa rimossa e mai più ripetuta forse per ostracismi locali.
5) Vai, caro Giacomo, a farti un giro in estate sulle spiagge di Loano, non sono troppo distanti da noi eppure qualche servizio moderno lo potrai vedere. Lì, i tuoi colleghi hanno messo, ad esempio, una moto d'acqua che porta fuori un grosso materassino dove i bagnanti restano poi al largo a nuotare e fare tuffi, o semplicemente portano alcuni temerari a fare un giro su questi bolidi del mare.
Caro Mercurio, io non mi reputo così ignorante sul turismo sanremese e sulla città in generale; e ti dico la verità, non credevo che saresti stato il solo a rispondere alla mia provocante missiva contro i 'tettanti dalla mucca', lasciami pensare, in cuor mio, che forse ho un po' colpito nel segno. Mi fapiacere che ciò che voi fate ve lo pagate di tasca vostra, ci mancherebbe altro d'altronde non credo che il dentista vada a chiedere i soldi all'ASL per rinnovare lo studio o l'ortolano i soldi per i nuovi banchetti per la verdura li chieda in Comune.
Io, a differenza di tanti filo pacifisti figli dei fiori che bazzicano in certi ambienti, non ho necessità di cambiare spacciatore e non sono un cittadino pronto a mettermi a novanta per prenderlo nel didietro, che tra tutti già ci riuscite bene da soli a mettercelo li a tutti quanti. Sono un cittadino, permettimi di dire incazzato, che è stufo di certe logiche spartitorie, protezionistiche, di cancrenismi che vanno avanti da 30 anni e che non lasciano spazi a nuovi soggetti di mostrare ciò che valgono; se poi, alla resa dei conti, i nuovi sono peggio dei vecchi beh la loro possibilità l'hanno avuta e non l'hanno saputa sfruttare, faremo un altro appalto e cercheremo un nuovo gestore. Tu dici che vivi continuamente con la spada di Damocle dall'appalto sul collo, credo fosse una cosa nota anche prima di iniziare il lavoro di gestore di bene pubblico o l'hai scoperta in seguito?
Lascerei da parte il nostro Matteo Renzi, la gatta da pelare ce l'ha già ed ha stuoli di consulenti ben più bravi di me. Forse ti ritieni da rottamare? Non credo, basta tornare ad avere la voglia di investire nel migliorare il litorale, vedrai che i fruitori della spiaggia te ne renderanno merito.
Nella mia lettera parlavo di gestione 'in house' degli arenili, ed è una cosa che tu non hai toccato nel tuo discorso di difesa. Non credo ci sarebbe nulla di strano se il Comune, in primis, prendesse in mano il comparto spiagge e decidesse per una gestione diretta, anzi sarebbe una via da sperimentare magari partendo da piccole porzioni di litorale. Un bene pubblico gestito dal pubblico.
Come vedi, non mi spavento dinnanzi alle critiche ed alle osservazioni, non parlo di spacciatori e non do dell'ignorante ad altri solo perché esprimono un pensiero differente. Eppoi, quel tuo VIVI E LASCIA VIVERE la dice lunga sul tuo pensiero: non venire a zappare in questo terreno, fai la tua vita e lasciaci marmellare nel nostro orticello. Non so, ma in altre zone del nostro splendido Paese sembrerebbe quasi un invito a farsi li fatti propri se si tiene alla pelle... anche perchè siamo tutti di passaggio. Ma mi piace in questo mio passaggio terreno, ogni tanto, avere una sana discussione animata.
Con affetto, Fabrizio".
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