Si è svolto questa mattina, al Teatro dell'Opera del Casinò di Sanremo, un convegno sulla lotta al calabrone asiatico, meglio conosciuto come 'Vespa Velutina'. Organizzato da ApiLiguria, il convegno ha visto la partecipazione e gli interventi dell'Assessore Regionale Gabriele Cascino, che ha portato i saluti del Presidente Burlando ed ha confermato l'appoggio dell'ente per un problema che, purtroppo, è a rischio di estensione. Insieme a lui anche la Senatrice bordigotta Donatella Albano, che ha presentato una interrogazione urgente sul problema.
Intervista a Marco Porporato, ricercatore al dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari dell'Università di Torino:
Dopo i guai creati anche in Liguria alle palme dal 'punteruolo rosso' e i rischi zanzara-tigre, può arrecare gravi danni all’apicoltura, causando anche un notevole calo della produzione di miele, prodotto di grande qualità, tra l'altro, nella nostra provincia. Il 'Calabrone asiatico' è già presente nell'imperiese in modo stabile e sono già state effettuate numerose catture a Latte, Dolceacqua, Ospedaletti, Airole. Il primo nido di vespa velutina è stato individuato nel luglio scorso da un apicoltore di Vallecrosia, Stefano Franceschelli. Scoperta poi certificata dall’Università di Torino.
La vespa velutina è approdata in Francia nel 2004 presumibilmente attraverso l’importazione di un carico di vasellame dalla Cina. Dopo aver colonizzato buona parte della Francia, quest'anno è arrivata in Liguria attraverso il passaggio più comodo, la costa. Un primo individuo maschio isolato era stato trovato nei mesi scorsi a Loano. La vespa velutina a prima vista è molto simile al calabrone europeo. Presenta un addome più scuro con solo un 'anello' giallo e un piccolo triangolino giallo. Le zampe sono visibilmente gialle ed è leggermente più piccola del calabrone europeo, lunga tra 17 e 32 mm.
Intervista ad Alberto Tognoni, presidente di ApiLiguria:
Le api da miele vengono predate in volo quando tornando tentano di entrare nell’alveare dove le attende la vespa velutina che vola in 'hovering' come un elicottero e le aspetta dando la schiena alla porticina dell’alveare. I nidi raggiungono dimensioni impressionanti anche superiori al metro di diametro. Sono costruzioni molto belle esteticamente, di forma circolare formata da una sorta di 'cartone' creato dalle vespe masticando ed impastando fibre vegetali e contengono migliaia di individui. Ai lavori del convegno di oggi hanno partecipato anche molti esperti ed apicoltori francesi, arrivati da Mentone e dal compartimento delle Alpi Marittime.
Intervista all'Assessore Regionale Gabriele Cascino:
Per combattere la 'Vespa Veltina' bisogna distruggere i nidi. L'Università di Torino proporrà la messa a punto di una apparecchiatura che, sfruttando tecniche elettromagnetiche, consenta di individuare i nidi nascosti tra le fronde degli alberi, per distruggerli precocemente prima che le colonie allevino delle nuove femmine.












































