E' stata la pratica relativa al piano per l'alienazione e la valorizzazione degli immobili comunali, che ha seguito quelle sugli estimi catastali e sul casinò, a scaldare gli animi in consiglio comunale a Sanremo. Il documento prevede infatti l'individuazione di alcuni beni comunali, come per esempio il campo golf e Villa Zirio, per una loro valorizzazione o possibile vendita per rientrare nei parametri del patto di stabilità. "Questo è un piano programmatico e non una delibera di vendita" ha precisato l'assessore al patrimonio Franco Solerio.
In apertura di discussione il capogruppo del Pd Andrea Gorlero ha presentato una pregiudiziale, chiedendo il ritiro della pratica, che però è stata poi respinta dalla maggioranza. "Siamo sostanzialmente in dissesto finanziario - ha spiegato Gorlero - da qui a fine anno sono stati inseriti nel prospetto del patto di stabilità 30 milioni di euro, molti dei quali derivanti dal piano delle alienazioni. In assenza di questo piano il Comune sarebbe infatti fuori dal patto di stabilità per circa 20 milioni di euro. Questa serie di alienazioni ha l'unico scopo disperato di garantire la sopravvivenza dell'Amministrazione, ma tutti sanno che non ci sono le condizioni tecniche per procedere da oggi al 31 dicembre con alienazioni per 25 milioni di euro".
"Presentare un progetto di questo genere non è etico - ha aggiunto il capogruppo del Pd - Ci sono voluti 100 anni per mettere insieme un patrimonio e l'Amministrazione non ha il diritto di mettere sul tavolo un piano così. La città non lo merita da un punto di vista morale, e da un punto di vista tecnico non ci sono le condizioni per rispettare i tempi di Legge, per questo chiediamo di ritirare la pratica".
"Sanremo ha già avuto riconoscimenti a livello nazionale per il suo bilancio - ha risposto il sindaco Maurizio Zoccarato - Sembrava che dovessimo vendere ogni cosa, secondo le accuse lanciate dall'opposizione, invece tutto è ancora li. Noi andiamo ogni mese a Roma per cercare fondi, in Italia tutti i Comuni si trovano nella stessa situazione".
"L'Amministrazione Zoccarato è passata da 23 a 53 milioni di euro di imposizione fiscale, con un aumento pari a 30 milioni - ha detto Leandro Faraldi del Pd - I soldi li prende dalle tasche dei cittadini e non da altre parti, anche se ha l'ardire di affermare di non aver aumentato le tasse. E' vero che questo problema lo hanno tutti, ma è anche vero che lo affrontano in modo diverso. Queste pratiche io non le voglio votare né per me né per i cittadini di Sanremo".
"La prima volta che una pratica di questo tipo era stata votata in consiglio comunale era nel 2011 - ha detto l'assessore al patrimonio Franco Solerio - L'aspetto normativo è legato alla Legge del 2008, relativa all'individuazione di tutti gli immobili non strumentali alle funzioni istituzionali, per predisporre un piano di alienazione o valorizzazione degli stessi. La finalità non è solo finanziaria, ma è anche un'indicazione forte di come dovranno essere i Comuni nel futuro. Il legislatore vuole che i beni vengano valorizzati e non abbandonati. L'obiettivo è quello che non ci siano Comuni gestori di attività o imprenditori, ma che pensino in maniera snella e poco costosa solo alla gestione dei servizi. I beni dei Comuni spesso costano molto di più di quello che rendono".
"La delibera contiene anche una modifica del piano regolatore generale per quanto riguarda il campo golf, Villa Zirio, Villa Amelio, un alloggio in via Palazzo ed un terreno in via Dante Alighieri - ha aggiunto Solerio - Questa è una pratica importante non tanto per il bilancio ma per il patto di stabilità, nella speranza di trovare soluzioni ed aiuti che possano evitare di alienare questi beni. Sarà infatti impossibile venderli entro fine anno. Questa è infatti una delibera del tutto formale. Ci sono beni che anche se inseriti in questo elenco, come per esempio Villa Peppina, sono al limite e personalmente li difenderò in ogni caso".
"Sono d'accordo se si vendono beni che hanno finalità diverse da quelle legate direttamente o indirettamente a fini istituzionali - è intervenuto dall'opposizione Massimo Donzella - ma in questo caso si parla di beni che rappresentano ben altro. Per quel che riguarda Villa Zirio, oltre all'aspetto storico e culturale, voglio denunciare il comportamento fortemente anti sindacale posto in essere dall'Amministrazione che, senza alcuna determina o ordine di servizio, ha detto ai dipendenti di spostarsi da quella che è la sede del turismo. Villa Zirio non può quindi essere venduta perchè tutt'ora è l'ufficio del turismo del comune. Sanremo deve avere una sede di rappresentanza ufficiale del turismo, per l'importanza che ha questo settore per la città. Stesso discorso vale per Villa Amelia dove c'è una scuola materna e quindi è ancora legata in modo indissolubile ai fini istituzionali, ovvero l'istruzione".
"L'assessore ha detto che è una pratica puramente formale, allora è illegittima perchè c'è una finalità diversa da quella indicata dalla legge - ha proseguito Massimo Donzella - E' vero che siamo in un periodo di crisi, ma ci devono essere delle priorità. Non si può mettere sullo stesso piano un magazzino con beni che rappresentano la storia di Sanremo e ne sono un simbolo. E' mancata una pianificazione, si rincorrono solo i buchi da sistemare, quindi si vanno a mettere in saldo i nostri beni che ci qualificano in Italia e all'estero. Non è stata fatta nessuna opera pubblica in questi cinque anni che non fosse stata avviata dalla precedente Amministrazione".
"Valorizzare non vuol dire solo vendere, ma rendere fruibili a collettività e turisti i beni per farne un'attrazione - è intervenuto il consigliere d'opposizione Eugenio Nocita - Ci sono quindi soluzioni diverse. Villa Zirio avrebbe potuto essere ceduta al casinò per la gestione del turismo".
"L'Ente Comune non ha nella sua mission quella dell'immobiliarista - è intervenuto il capogruppo del Pdl Giuseppe Sbezzo Malfei - deve supportare i cittadini e deve pensare a ridurre quello che è il carico inserito nel proprio bilancio. Con questo spirito l'Amministrazione si vede costretta a dover valutare questo piano di alienazione. Capisco che quando si parla di alcune strutture come Villa Zirio si possa pensare ad un loro utilizzo diverso, ma è anche vero che persone come Della Valle, che a Roma hanno preso impegni per ristrutturare il Colosseo, a Sanremo non ci sono. Non ci sono altre alternative in questo momento e quindi ce le giochiamo tutte, ma non per rimanere attaccati alla poltrona. Cerchiamo di dare risposte alla città nel mandato che ci hanno affidato gli elettori".
"Oggi il patto di stabilità non ci permette di spendere i soldi in anticipo come invece molti Comuni possono fare - è nuovamente intervenuto il sindaco Maurizio Zoccarato - Tutti i Comuni sono nella stessa situazione. Lo spostamento degli uffici da Villa Zirio ha avuto anche lo scopo di razionalizzare il lavoro. Non era neanche logico che parte del personale fosse distaccato in una zona così vicina alla sede del Comune. Avrebbe avuto logica se si fosse trovata in un'area di passaggio come via Matteotti. Per le alienazioni abbiamo fatto un piano che tenesse conto di un po' di tutto, pensando a beni appetibili sul mercato. Questo non vuol dire che siamo contenti di presentarne un piano, perchè abbiamo sempre la speranza di andare a modificare il patto di stabilità".
La pratica è stata infine approvata con 16 voti favorevoli, 2 contrari ed 1 astenuto (Bossi). Bocciato invece un ordine del giorno presentato da Leandro Faraldi (Pd) che chiedeva il mantenimento della sede di Villa Zirio anche per il suo valore di rappresentanza. "Non ci sono dipendenti di serie A e dipendenti di serie B - ha risposto il sindaco Zoccarato - per questo non comprendo che si debbano fare trattative sindacali per razionalizzare il personale e le spese. Villa Zirio doveva essere chiusa quattro anni. Il turismo deve essere competitivo e commerciale e non una sede di rappresentanza".





