“La Regione si farebbe parte attiva per accompagnare questo iter presso il Ministero”. Così Paolo Marengo della Cgil commenta l’incontro avvenuto ieri a Genova con l’assessore regionale al lavoro Enrico Vesco, che ha riguardato lo stato di crisi del casinò e il possibile ricorso al contratto di solidarietà. “Abbiamo chiesto se fosse possibile prendere in considerazione questa soluzione, visto che molti dicono che non ci siano fondi – spiega Marengo – ed abbiamo scoperto che invece ci sono risorse disponibili”.
La Cgil è stata l’unica sigla a non firmare l’accordo siglato nei giorni scorsi tra l’azienda e le organizzazioni sindacali per affrontare lo stato di crisi della casa da gioco. “Abbiamo partecipato alle trattative fino quasi alla fine – aggiunge Marengo - poi abbiamo abbandonato il tavolo per due questioni. La prima riguarda l’anomalia dell’incentivo all’esodo. In questo accordo vengono riconosciute cifra importanti, anche se non più di 100 mila euro ma pur sempre di 80 mila, a persone che hanno già i requisiti per andare in pensione. Questo a noi sembra ingiusto, in un momento in cui servono sacrifici, con soldi dati a persone che domani possono già chiedere la pensione. Crediamo inoltre che sia un danno per l’azienda, perché viene utilizzato il fondo di accantonamento aziendale.
“Il secondo aspetto che ci vede contrari riguarda la penalizzazione di alcuni lavoratori rispetto ad altri, perché vengono colpite indennità a dipendenti che lavorano nei festivi o in orari notturni, e non altri che non hanno queste indennità. Tutte queste nostre tesi, però, non sono state prese in considerazione, e quindi non abbiamo firmato un accordo che definiamo ‘Fai da te’”.














