Il possibile ricorso a 80 licenziamenti per garantire la continuità aziendale o in alternativa pesanti tagli sulle retribuzioni per mettere in sicurezza il Casinò è oggetto di un grande dibattito oltre che tra le organizzazioni sindacali anche negli ambienti della politica sull'opportunità della decisione di procedere comunque ai tagli pare sia già stata presa, ma la domanda che ora si ci pone è un'altra: ‘basteranno i tagli sul costo del personale o come si teme da più parti saranno solo una misura tampone sul breve periodo?’
Inutile nasconderlo questi timori ci sono tant'e che la Cgil dopo lunga riflessione, ha deciso di abbandonare il tavolo delle trattative ritenendo che per tutelare meglio lavoratori e azienda sia meglio ricorrere a strumenti quali il contratto di solidarietà. Altri sindacati sono consapevoli del problema in particolare Roberto Spina dell'Ugl Terziario a cui abbiamo rivolto alcune domande.
Segretario è preoccupato? "Certamente e più di quanto si possa credere,come potrebbe essere diversamente? Riteniamo che l'ottimizzazione delle risorse,il controllo dei costi e l'ottenimento di utili siano fondamentali per la longevità dell'azienda che sta subendo pesantemente i colpi della congiuntura economica che affligge il nostro Paese e della concorrenza esercitata dal gioco AAMS e tutto questo non aiuta certamente a una ripresa del settore".
Sara' anche così ma l'ossigeno sta finendo: "Il problema è complesso. Quando le cose andavano bene,si vedevano molto meno i difetti del sistema fatto di grandi numeri, elevatissimi costi fissi e variabili,grandi sprechi di chi ha amministrato".
In molti ambienti siete considerati 'casta degli intoccabili' in una struttura imbrigliata dalle numerosissime conquiste sindacali ottenute negli anni: “Le conquiste sindacali non sono una colpa, sono frutto di contrattazione. Basta criminalizzare i lavoratori, tutti a fare a gara a scaricare su di loro quanto sta accadendo. Le colpe, eventualmente, se si ha un briciolo di onestà,vanno ricercate altrove e non e' difficile dove. In quanti nonostante i numerosi e ripetuti allarmi lanciati dalle organizzazioni sindacali non hanno capito o non hanno voluto capire. Non è colpa dei lavoratori se per l'incapacità, tutta italiana, di mettere la società partecipata in condizione di operare con uno spiccato spirito imprenditoriale. Di fatto, un arrendersi alle difficoltà prodotte dalla crisi economica incombente che richiede scelte coraggiose, cambiamenti radicali ed una realistica volontà di reazione. Finiti i tempi delle vacche grasse,la gestione della casa da gioco è diventata più impegnativa e piu' difficile e vince chi ha esperienza,professionalità, idee chiare ed una giusta visione del futuro".
Vi opporrete ai tagli salariali? “Noi siamo a favore senza pregiudiziali di soluzioni per quanto possibile stabili che abbiano fondamento in un serio risanamento dei conti però questo non vuol significare o veicolare il messaggio che tutti i problemi saranno risolti. Su questo punto condivido pienamente le perplessità della Cgil, mi auguro che la loro delegazione oggi sia presente per entrare nel merito in modo ragionato. Quindi nessuna pregiudiziale alla trattativa ma neppure appoggio incondizionato senza garanzie di continuità. Siamo disponibili a offrire un contributo alla prospettiva di salvare l'azienda, ma non a vivere alla giornata o fare un accordo giusto per tirare a campare".
Se non trovate l'accordo scatteranno i licenziamenti: “Indubbiamente l'alternativa è micidiale ,sappiamo anche che in molti preferiscono questa strada, specialmente qualche politico che sbandiera spesso questa minaccia come arma di ricatto. Mi lasci dire che sono dei criminali senza una coscienza che non tengono conto che qui non sono in ballo poltrone, il sindacato, è e sarà sempre un istituto di intermediazione e garanzia per tutti i lavoratori".
Tornando all'argomento accordo: “Noi riteniamo che i tagli se ci dovranno essere ,per una giusta regola di equità, proporzionali agli stipendi,magari in base al Cud per salvare i più deboli. Se la trattativa sarà finalizzata all'assunzione di queste regole che prevedono come detto anche corretti ed equilibrati sacrifici continueremo certamente ad essere parte attiva, in caso contrario nessun problema a farci da parte perchè non abbiamo nessuna intenzione di firmare accordi senza il consenso dei lavoratori, altri si prenderanno la responsabilità non certo noi".














