"Alla ricerca di servizi che riportassero notizie sull’intitolazione del Monumento ai Caduti del Mare avvenuta in Via San Lazzaro ad Imperia il 5 settembre, mi sono imbattuto in un intervento del Prof. Pasquale Indulgenza (rivolto invero alle Pubbliche Autorità) cui sono seguite iniziative di Talpa e Orologio, P.R.C. e S.E.L. . Mi affretto a chiarire, e spiegare, senza alcuna volontà polemica, alcuni aspetti fondamentali che le sue pregevoli ma talvolta imprecise considerazioni riportano".
Lo scrive Guido Ferraro, Presidente Gruppo Anmi di Imperia, che prosegue: "In qualità di presidente del Gruppo ANMI di Imperia non posso fare a meno di puntualizzare che il monumento inaugurato il 5 settembre in Via San Lazzaro è il tributo che i Marinai di Imperia hanno voluto rendere ai Caduti del Mare ( e non "in mare": la preposizione segna una profonda differenza di significato): si tratta di un omaggio a “quanti, operando in mare, in pace ed in guerra, dal mare non tornarono” e la targa scoperta dalla Madrina ne è testimonianza: tutti coloro che in mare hanno vissuto e lavorato e che in esso sono morti a causa del loro lavoro (e mi spiace che tale aspetto sia stato trascurato proprio dal consigliere Indulgenza, solitamente sensibile alle tematiche del lavoro), a tutti i quei marinai, militari e civili ovviamente, marittimi di navi mercantili e pescatori, lavoratori del mare nel senso più lato, caduti nell' adempimento del loro dovere. Mi duole poi notare che nel suo intervento il Prof. Indulgenza non abbia speso neppure una parola di ringraziamento per l'unica ed esclusiva promotrice dell' iniziativa: l'Associazione Marinai d’Italia di Imperia. Solo l'Associazione cui appartengo, e in oggi presiedo, ha manifestato, due anni or sono in occasione dell’intitolazione della Piazza ai Marinai d’Italia, la volontà di celebrare - finalmente anche a Imperia- i marinai caduti nel compimento del proprio dovere (civili e militari, si intende, ma ribadisco la precisazione), ha tenacemente perseverato (non senza difficoltà, posso assicurare) ed ha infine realizzato, grazie all' aiuto di coloro che l'hanno ritenuta un doverosa iniziativa, il monumento e la relativa targa di commemorazione. Tale volontà celebrativa non è dunque nata dal Comune, nè da alcuna Autorità Pubblica: è l'onore che i marinai, riuniti nel Gruppo di Imperia, hanno voluto rendere ad altri marinai e il ricordo che i cittadini di Imperia hanno voluto loro tributare. A tutto ciò è evidentemente estranea, e così deve essere, ogni connotazione politica. Precisato quanto sopra, i Marinai d’Italia di Imperia esprimono la loro incondizionata umana pietà per tutti i migranti deceduti in mare nella ricerca di libertà, di lavoro, di speranza, insomma di destini migliori e contemporaneamente esprimono il loro incondizionato apprezzamento agli equipaggi delle unità della Guardia Costiera Italiana e degli altri Reparti delle Forze Armate e dell’Ordine impegnati a salvare loro la vita (a volte anche a rischio della propria)".
"Sarò ovviamente lieto - termina Ferraro - di aderire all’iniziativa e partecipare (qualora ne fossi richiesto) alla cerimonia di intitolazione di un monumento che il consigliere Indulgenza o chi per lui vorrà dedicare a tutti i migranti deceduti in mare nella loro fuga dalla disperazione e dalla dittatura. Non posso che rilevare però, pur ribadendo la simpatia e la stima nei confronti del prof. Indulgenza per la pervicacia con cui esprime le proprie idee, come in questo caso abbia errato nel mettere a fuoco il significato della celebrazione e i termini di tutta l'intera vicenda. Lo invito pertanto, con assoluta serenità e cordialità, a riflettere su quanto sopra e soprattutto a non utilizzare il ricordo di comandanti eroici ed equipaggi coraggiosi nelle proprie polemiche con Enti o Pubbliche Autorità, alle quali polemiche ribadisco, questa Associazione è sicuramente estranea come si può ben comprendere dalla estrema serenità della presente puntualizzazione".














