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Politica | 28 agosto 2012, 16:20

Imperia ed i suoi porti al centro di un lungo intervento di Pasquale Indulgenza

"Imperia, martoriata e offesa nei suoi valori territoriali più preziosi e nella sua dignità da una vicenda palesemente caratterizzata da affarismo e logiche predatorie, può cambiare rotta e incamminarsi verso un nuovo modello di sviluppo centrato sulla sostenibilità" - ha detto Indulgenza

Imperia ed i suoi porti al centro di un lungo intervento di Pasquale Indulgenza

"Se l'idea ultimamente resa pubblica di progettare la creazione di ristoranti chic su una piattaforma sospesa tra le gru del porto mercantile di Oneglia, con contorno di fontanine e giardinetti, è una provocazione, è davvero di dubbio gusto".

Lo ha detto Pasquale Indulgenza, ex capogruppo del PRC ad Imperia che poi aggiunge: "La pretesa di sostenere che il disegno strombazzato come una novità originale sarebbe la valorizzazione intelligente e avvincente di un discorso di "archeologia industriale" è tanto infondata quanto pacchiana. L'archeologia industriale è infatti disciplina che accoglie finalità sociali e criteri applicativi ben distanti dalla versione da cartolina plastificata, mera finzione e suggestione in realtà tutta intesa a far fruttare un interesse commerciale. Ma il punto più grave della cosa, che ripete una boutade già uscita anni fa, è che nel pieno dell'estate si getti in pasto all'opinione pubblica una roba del genere facendola piovere dall'alto come proveniente da un circolo di illuminati, tranquillamente prescindendo dalla realtà concreta del porto e dalle attività che rendono conto della presenza delle gru in questione, come se non esistesse null'altro che una scena teatrale ed un plastico con cui giocare.

Esse, invece, appartengono alla Compagnia Portuale e costituiscono attrezzatura necessaria per lo svolgimento delle attività di carico e scarico, attualmente in attesa di adeguamenti tecnici per essere di nuovo operative che si stanno definendo con la Regione, nell'ambito dei piazzali e della banchina che il piano regolatore portuale adibisce alle operazioni di carico, scarico e stoccaggio delle merci. - aggiunge Indulgenza - Non è certo la prima volta che si prova ad 'ignorare' le attività mercantili dal porto di Oneglia, in questi ultimi due decenni sistematicamente messe in difficoltà perché declinassero definitivamente ed irreparabilmente, sì da assecondare la volontà di trasformare totalmente lo scalo onegliese a vantaggio di interessi speculativi rappresentati come vocazioni del turismo.

E' la stessa logica con cui negli ultimi anni, con somma arroganza, sono stati demoliti i silos oleari che avevamo o sono state realizzate, poi tolte e quindi di nuovo rimesse le colonnine per servire i megayachts con cui si è arrogantemente preteso di occupare buona parte dello specchio acqueo portuale e della banchina, creando un disagio crescente, da vero e proprio strozzamento, per le attività mercantili già costrette in spazi angustissimi e continuamente privati di risorse e opportunità di lavoro. E tutto ciò, malgrado la creazione di un porto turistico da oltre mille quattrocento posti barca!!!!! Logica che sembrava frenata dal sopraggiungere delle inchieste aperte dalla Magistratura, dagli avvisi di garanzia e dai rinvii a giudizio, ma che evidentemente riposa su una base ideologica fortissima che ancora non rinuncia ad imporsi sulla città.

E' pertanto venuto il momento di affrontare le problematiche della portualità cittadina nella sua interezza (porto peschereccio, porto commerciale e porto turistico), inquadarndola in un disegno organico che abbia il giusto equilibrio e non sia viziato da disegni unilaterali e megalomani come quelli fin qui sciaguratamente portati avanti, poiché solo da questo Imperia potrà ricavare il beneficio di uno sviluppo qualitativamente sostenibile e foriero di sbocchi produttivi davvero a beneficio di tutti. Imperia, martoriata e offesa nei suoi valori territoriali più preziosi e nella sua dignità da una vicenda palesemente caratterizzata da affarismo e logiche predatorie, può cambiare rotta e incamminarsi verso un nuovo modello di sviluppo centrato sulla sostenibilità economica ed ambientale e su un'equa distribuzione della ricchezza sociale, che tenga adeguatamente conto dell'interesse pubblico e dei bisogni della collettività.

Imperia ha le risorse, infatti, per diventare domani la "città del mare e delle culture mediterranee", a condizione che sappia promuovere e non annichilire o svendere il potenziale che ha di beni naturali, culturali, storici ed economici, creando lavoro e buona occupazione, e adotti contestualmente soluzioni sagge, dal punto di vista della tutela ambientale e della vivibilità, per il superamento dei sempre più gravi problemi infrastruturali di cui soffre.

E' pertanto venuto il momento, per i cittadini e i lavoratori imperiesi maggiormente consapevoli, così come per le parti sociali e politiche non disponibili a sottomettersi ai desiderata dei poteri forti locali, gli stessi che hanno fatto sprofondare Imperia nella vergogna e del disastro economico, di assumere la responsabilità di aprire una discussione pubblica a trecentossesanta gradi sulla portualità imperiese, sulle sue diverse funzioni e su come salvaguardarle promuovendone un nuovo, diverso sviluppo.Questo confronto necessario e non più eludibile implicherà senz'altro che si torni a ragionare, in modo trasparente e non nascosto o elitario (altroche i "patti segreti" di cui si legge sui giornali in questi giorni!!), su che cosa fare nell'interesse della collettività del megascalo turistico di San Lazzaro, 'infognato' dalle sciagurate azioni azioni di coloro che si erano presi il compito di realizzarlo, ma prima ancora compromesso dal sovradimensionamento che si è voluto a tutti costi imporre e dallo sbilanciamento delle sue funzioni a favore nettamente di quelle di interesse speculativo.

Occorre essere chiari: così com'è, questo porto è gigantesco e per esso va studiato e deciso un ridimensionamento che lo riarmonizzi con il contesto della fascia costiera che ha invaso così pesantemente.Unitamente alle scelte riguardanti il nuovo assetto societario e gestionale, occorrerà verificare subito l'entità degli inconvenienti che già ora risulta si stiano producendo (dagli effetti di insabbiamento al precocissimo logoramento delle fondamenta), andranno ridiscussi alcuni elementi del disegno del complesso del porto, andrà ridefinito l'utilizzo funzionale di alcuni spazi, modificando la quota parte destinata ad imbarcazioni piccole piuttosto che a quelle grandi, così come la destinazione di alcune opere a terra, ridimensionando il residenziale e restituendo parte di esso ad usi di utilità sociale.

Andrà valutata l'opportunità di riconoscere una più significativa importanza alle imbarcazioni a vela. Andranno infine riviste e attuate le misure necessarie per assicurare il minor impatto possibile del porto in materia di smaltimento dei rifiuti delle imbarcazioni, di gestione dell’acqua potabile, di economia dell'energia e di prevenzione dell'inquinamento, come peraltro viene insistito e richiesto negli studi a livello transfrontaliero che saranno presentati proprio ad Imperia ai primi di settembre ( Progetto "Cooperazione Porti Riviera"). - ha chiosato - Questi problemi vanno affrontati subito e con la massima partecipazione dei cittadini imperiesi al processo di formazione delle decisioni che occorrerà prendere, senza più concedere deleghe in bianco a nessuno".  

C.S.

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