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Imperia Golfo Dianese | 19 settembre 2011, 17:19

Imperia: Strescino chiude al comitato di protesta del Parasio: "Noi con questa gente non parliamo più"

Il sindaco di Imperia Paolo Strescino, dopo aver ricevuto una lettera da parte del comitato di protesta del Parasio indirizzata anche alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti, ha deciso di chiudere ogni sorta di confronto. Ha detto il sindaco: "hanno messo in dubbio l'onestà delle persone. Adesso basta. "

Paolo Strescino e Gianfranco Gaggero

Paolo Strescino e Gianfranco Gaggero

"Ho ricevuto una lettera sabato mattina che ha un po' debordato dal normale ragionamento e dal normale confronto - ha detto Strescino perché quando i tre responsabili del comitato dal “Parasio al Mare” scrivono al sindaco, all'ordine degli architetti, all'ordine degli ingegneri va bene ma quando si scrive alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per valutare se il conferimento degli incarichi dell'amministrazione rispetta i parametri di legge, credo che si sia andati oltre il livello normale e di dialettica e di confronto, ai quali l'amministrazione comunale non si è mai sottratta, e a questo punto lo scontro prende un'altra piega. Un conto è confrontarsi, un conto è ragionare e un conto è scrivere alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti in questo senso credo che si metta in dubbio l'onestà delle persone e allora noi con questa gente noi non parliamo più e andiamo avanti. Risponderemo per iscritto anche con una nota alla Procura e non è escluso che io chieda un incontro per chiarire questi aspetti. Non si può bloccare potenzialmente lo sviluppo di mezza città per due ascensori che non piacciono a qualcuno. Adesso basta! La porta per questi è chiusa, poi se il singolo cittadino vuole venire in Comune e vedere le varianti gli uffici sono a disposizione. Gli imperiesi poi ci giudicheranno quando verrà il momento”.

Interviene anche l'assessore ai lavori pubblici Gianfranco Gaggero: “In merito a questa lettera, io sarò orgoglioso di poter finalmente dimostrare anche ad un giudice a un P.M., alla Corte dei Conti, quello che abbiamo fatto in questi anni, dati alla mano, lavori finiti, delibere fatte e imprese pagate. Andremo avanti come treni, sentendo tutti quelli che ne vogliono parlarne e, prendendo le decisioni giuste non per pochi ma per la città come abbiamo sempre fatto”. 

Gabriele Piccardo

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