/ Al Direttore

Al Direttore | 14 agosto 2011, 18:48

Abolizione dell'Ente Provinciale, una lunga riflessione di Giovanni B. di Imperia

Abolizione dell'Ente Provinciale, una lunga riflessione di Giovanni B. di Imperia

"Sulla questione province mi pare sia stata presa una decisione molto importante e molto pesante. Peccato che nessuno ci ha spiegato cosa comporterà in termini di risorse umane e fabbisogno degli utenti. Inoltre il taglio deciso di tutte le province che non raggiungono i 300.000 abitanti o i tremila km. quadrati di superficie mi sembra veramente un dato campato in aria.

Essendo di Imperia ovviamente mi interessa il mio territorio di appartenenza e mi chiedo quindi cosa succederà su un territorio che da Ventimiglia a Sarzana raggiunge grosso modo i 300 km. Questa decisione significa che dovendo espletare delle pratiche in provincia diventeremo tutti genovesi e che dovremo recarci a Genova per effettuarle o verranno collocate in loco delle sedi decentrate? Dovremo procedere alla modifica di tutte le liste anagrafiche facendo diventare il sig. X.Y. residente a Imperia (GE)? Dove finirà il personale che oggi è occupato presso le sedi della 30 e fischia province tagliate? A scaldare scrivanie di qualche altra amministrazione pubblica? Chiaramente non è neppure immaginabile, e lo dico a loro difesa, ci mancherebbe altro, il taglio di migliaia di posti di lavoro per cui da qualche parte dovranno essere collocati. Perchè queste cose nessuno ce le dice? Un'altra cosa infine che esula dall'argomento. E' stato deciso lo spostamento delle festività laiche prima si diceva al lunedì ora si dice alla domenica per aumentare la produttività.

Complimenti davvero così potremo festeggiare il 4 maggio il Primo maggio e il 29 aprile il 25 aprile, ma soprattutto, a differenza, ad esempio, dei cugini transalpini e dei tedeschi che piovono in massa nel nostro paese nelle numerosissime festività religiose primaverili (basta guardare i pannelli autostradali che in primavera segnalano spessissimo il blocco del traffico oltralpe per festività), ci troveremo nella piacevolissima situazione di non avere la possibilità di staccare un giorno la spina dall'Epifania a Ferragosto (a parte il lunedì di Pasqua) se non prendendo giornate di ferie. Va benissimo, ma perchè allora non insorgono i sindacati a chiedere l'incremento delle giornate di ferie su contratti capestro che prevedono 22 giorni di ferie all'anno in aziende che chiudono i battenti per tre settimane nel mese di agosto costringendo di fatto i dipendenti a rinunciare alle ferie in qualsiasi altro momento dell'anno?

Siete proprio sicuri che questo provvedimento invece di incentivare la produttività non incentivi gli improvvisi mal di testa o mal di pancia dei lavoratori? Io non ne sarei così sicuro".

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium