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Speciale elezioni Sanremo | 23 maggio 2019, 07:19

Elezioni Sanremo: il candidato Alberto Guglielmi Manzoni della lista “Alberto Biancheri Sindaco” ripercorre la storia di villa Bel Respiro

Una splendida villa ricca di storia, mondanità e appassionata attività di ricerca, sede dell’Istituto sperimentale per la floricoltura

Alberto Guglielmi Manzoni (lista “Alberto Biancheri Sindaco”)

Alberto Guglielmi Manzoni (lista “Alberto Biancheri Sindaco”)

La villa Bel Respiro abitata da un conte e poi da una famiglia di scienziati. Una splendida villa ricca di storia, mondanità e appassionata attività di ricerca, sede dell’Istituto sperimentale per la floricoltura.

Esiste a Sanremo una villa, forse tra le più belle del ricco patrimonio artistico-architettonico di questa città, che accomuna un distinto signore, nobile e militare di alto rango, a una coppia di scienziati che ha dato al mondo due figli: l’uno, uno dei massimi scrittori del Novecento; l’altro, un geologo di fama internazionale” esordisce il candidato consigliere Alberto Guglielmi Manzoni, il quale prosegue: “Questa villa è la villa Bel Respiro in corso degli Inglesi, e i due fratelli cui si fa riferimento sono Italo e Floriano Calvino. La villa Bel Respiro con il suo vasto parco, ricco di palme e di tante piante esotiche, fu costruita alla fine dell’Ottocento su progetto dell’architetto Pio Soli per il conte Paolo Ruggeri Laderchi (1862-1940), generale di Corpo d’Armata, il quale negli anni Trenta del secolo scorso, insieme alla seconda moglie, la adoperò anche come sede di numerosi ricevimenti per le personalità più autorevoli di passaggio a Sanremo. Il conte Ruggeri Laderchi fu fondatore e presidente, nel 1932, dell’appena costituito Rotary Club Sanremo, di cui fu anche governatore distrettuale negli anni 1937-38. I coniugi Laderchi riposano nel Cimitero Monumentale della Foce. L’elegante villa presenta elementi architettonici di chiara ispirazione neorinascimentale che fanno ricordare quelli della villa Giovanna d’Arco, ingrandita e ristrutturata da Pietro Agosti per la principessa tedesca Beatrice di Rothenburg”.

Prosegue Guglielmi Manzoni: “La Stazione sperimentale di floricoltura - istituto scientifico e tecnico fondato il 25 gennaio 1925 con lo scopo di promuovere la floricoltura del territorio sanremese - tanto cara a Mario Calvino e a sua moglie Eva Mameli ebbe sede a villa Meridiana dove la famiglia Calvino (Mario morirà a Sanremo il 25 ottobre 1951) abitò per 33 anni, e solo nel 1956 troverà la sua sede definitiva proprio nella villa Bel Respiro. A partire dal loro rientro da Cuba alla volta di Sanremo è difficile distinguere l’attività di Eva da quella di Mario, perché entrambi si dedicarono con grande passione alla nascente Stazione sperimentale. Mario ne fu il direttore mentre Eva Mameli era la responsabile del dipartimento di botanica, e direttrice lei stessa in assenza del marito. Alla morte del marito nel 1950, fu Eva che mantenne la direzione dell’istituto sino al 1959. Dal 1959 al 1979 la direzione fu affidata a Giuliano Puccini. Nel 1967 la Stazione assunse la denominazione di Istituto Sperimentale per la Floricoltura, e dal 2 agosto 2007 l’Istituto è stato trasformato in Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali (CRA-FSO). Fin dall’inizio della sua attività nel nuovo incarico, Mario Calvino promosse l’introduzione di specie e varietà nuove provenienti soprattutto dalle zone tropicali e subtropicali con l’obiettivo di acclimatarle nell’ambiente della Riviera ligure. Quanto a Eva Mameli, è stata senza dubbio una delle grandi scienziate botaniche italiane del Novecento, tanto da ricevere nel 1919 il premio per le scienze naturali assegnato dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Le sue ricerche, insieme a quelle del marito, sono considerate in Italia fondamentali per l’acclimatazione di nuove specie tropicali e subtropicali e per lo sviluppo della floricoltura ligure.  Di Eva Mameli si ricorda l’attività accademica e di ricerca nelle università di Pavia e, soprattutto, a Cagliari dove, sempre al rientro dalla Perla delle Antille, assunse il ruolo di docente di botanica e al tempo stesso la direzione dell’Orto botanico, prima donna in Italia a ricoprire tali incarichi. Nel 1959, ricevendo la medaglia del Comune di Sanremo in occasione della festa per il suo collocamento a riposo, all’età di 73 anni, pronunciò un discorso ricco di spunti e moniti. Eccone un estratto: ‘Questo è un giorno di grande gioia per me, non perché credo di meritare un atto di omaggio così cordiale, ma perché considero la festa di oggi una festa della stazione sperimentale, una tappa della sua esistenza, giacché la stazione è entrata nel trentacinquesimo anno di vita attiva. L’avvenire è nel lavoro appassionato. Studiare, lavorare, insegnare, educare. Questo comprendano i giovani, nei quali fermamente credo, nonostante qualche delusione. E non dimentichino il sacrificio degli anziani che col loro lavoro hanno aperto un solco e hanno reso possibile lo sbocciare dei fiori di oggi’. Parole davvero importanti, quelle di Eva Mameli, che si spegnerà a Sanremo il 31 marzo 1978 alla veneranda età di 92 anni”.

E nel ricordo di Eva Mameli, scienziata e insegnante - conclude Guglielmi Manzoni - si potrebbe organizzare in futuro un convegno tenuto da sole scienziate o ricercatrici universitarie, studiose di botanica. E non sarebbe cosa inopportuna coinvolgere maggiormente gli studenti dell’Istituto per la floricoltura alla vita cittadina non solo relativamente a progetti e iniziative aventi a che fare con la manutenzione e il riassetto del verde e del decoro urbano, ma anche a progetti culturali promossi e coordinati da associazioni locali e club service del nostro territorio. C’è bisogno di uno scambio di energie e di una proficua collaborazione tra persone di età differenti affinché possano di tanto in tanto sbocciare dei fiori, parafrasando Eva Mameli”.

C.P.E.

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