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SALUTE E BENESSERE | lunedì 26 marzo 2012, 06:00

A colloquio con il Dott. Fazio Francesco Maria, presidente dell'Associazione Nazionale Donne Operate al Seno

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Dott. Fazio Francesco Maria, presidente dell'Associazione Nazionale Donne Operate al Seno

Abbiamo come ospite questa settima l’Associazione A.N.D.O.S Onlus nazionale, che si occupa di donne operate al seno,patologia importante che può avere risvolti fisici e psichici rilevanti.

Ne parliamo col Dott. Fazio Francesco Maria, Presidente Nazionale A.N.D.O.S, che ci spiega brevemente, ma in maniera esaustiva quello che c’è da sapere.

 

Gentile, dottore,

di che patologia parliamo  e chi colpisce? 

Si tratta di una patologia che colpisce il seno sia maschile (meno frequentemente) che femminile. Le lesioni del parenchima mammario sono rappresentate da lesioni di tipo benigno e di tipo maligno. Le patologie benigne più frequentemente sono riferite ai fibroadenomi, alle cisti mammarie, al papilloma intraduttale, all’adenoma del capezzolo, alla mastopatia fibrocistica, nonché alle distorsioni parenchimali, accompagnate spesso da microcalcificazioni, che possono assumere rilevanza di significato clinico, sia benigno che maligno.  

Generalmente, per la patologia maligna al seno, il carcinoma mammario è uno dei tumori più frequenti nel genere femminile. La sua incidenza costituisce il 20% dei tumori femminili in Europa. In Italia, ogni anno, ci sono 30.000 nuovi casi con una incidenza di 48 casi su 100 abitanti. L’esito e la prognosi, oggi, sono cambiati favorevolmente per i progressi delle indagini strumentali, per la tipizzazione istologica, per il più facile approdo  ad una diagnosi anticipata.

Tutto ciò, oggi, fa la differenza per l’abbassamento della mortalità. In buona sostanza questo favorevole esito vuol dire aver fatto crescere nella popolazione femminile la prevenzione volontaria e di massa, come le campagne di screening offerte dal servizio sanitario nazionale, con prestazioni in strutture multidisciplinari alle quali attivamente partecipa la nostra Associazione, in alcuni casi anche con acquisto dell’apparecchiatura medica strumentale.

 

 

come è nata la vostra associazione ?

E’ nata a Trieste nel 1976, su impulso dei loro fondatori, il professor Piero Pietri e Luisa Nemez, che hanno saputo sistematizzare una autodeterminazione delle donne mastectomizzate bisognose di prestazioni sia sistemiche, ma sopratutto riabilitative, che il servizio sanitario nazionale non offriva.

Da allora ad oggi, il trasferimento di esperienza dei reali bisogni della donna operata al seno, la capacità e la forza di un associazione costituita da donne operate al seno e non ( circa 20.000) e da professionisti del settore: medici, fisioterapisti, riabilitatori, psicologi hanno fatto si che sia potuto interagire capillarmente su tutto il territorio nazionale, nel sociale come nelle istituzioni sanitarie sia locali che regionali e nazionali, maturando una capacità interattiva tale da favorire una esperienza unica nel sistema delle associazioni di volontariato professionale.  Oggi infatti l’Associazione vanta un accompagnamento del servizio nazionale sanitario per una più giusta prestazione e sostegno globale sia ti tipo psicologico, clinico che sociale delle donne operate al seno. Insieme ai medici e fisioterapisti le Volontarie dell’A.N.D.O.S. frequentano ormai da alcuni anni i corsi di formazione promossi dall’Associazione e tenuti da Docenti universitari. La presenza attiva delle nostre  volontarie anche negli ospedali è ormai considerata necessaria e complementare alla diagnosi e ai trattamenti medici e chirurgici.

 

Come l’Associazione  può aiutare le famiglie?

 

La notizia della malattia è già motivo scatenante una disabilità che non       investe solo la donna colpita dalla malattia, ma anche tutto il mondo familiare e relazionale che la circonda.

La paura e la rimozione, in genere, rappresentano le prime emozioni istintive, prive di elaborazioni cognitive. Pur essendo questa una reazione di adattamento naturale non è certamente  un percorso facile da gestire.

La consapevolezza e la coscienza dell’accaduto, che promuovono in prima istanza un atteggiamento di tipo adattivo di tutti i soggetti in relazione all’evento della malattia, e l’aspetto dei supporti psicologici da tributare a tutti i contraenti, a tutela del miglior percorso ed elaborazione dell’esperienza stessa della malattia, giocano un ruolo molto importante.

 

 

 

 

L’associazione ha affinato nel tempo un approccio di sostegno, sopratutto perché il vissuto, così allargando non solo alla realtà famigliare ma anche a quella di tipo sociale, merita un accompagnamento. La nostra associazione, i nostri medici e le volontarie aiutano le donne a “reagire per guarire”. I nostri fisiatri e fisioterapisti insegnano alle donne che l’attività fisica è fondamentale per sentirsi bene e per mantenersi in forma. Eseguire degli esercizi di ginnastica dolce, nel postintervento, assume notevole importanza, poiché il proprio corpo e l’immagine di sé migliorano con le attività di cura della propria persona.

I psicologi insegnano invece che è necessario non soffocare le proprie emozioni, non colpevolizzarsi e percorrere fino in fondo una strada complicata, ma generativa, di ricostruzione di sé e della propria immagine interiore. In qualche modo occorre venire a patti con queste emozioni, senza farsi, però, sopraffare dallo sconforto: è importante, infatti, che l’umore sostenga il delicato percorso di guarigione.

In tutto questo percorso coinvolgiamo le famiglie perché  proprio le persone care, la famiglia, le amiche, ma anche altre donne che hanno superato il tumore sono un vero e proprio “cuscinetto di protezione” in questo delicatissimo momento. E non ci dimentichiamo della sfera di sessualità così difficile da affrontare.

Nei ultimi tempi ci siamo occupati molto del problema del ritorno al lavoro e dei diritti delle donne operate al quale abbiamo dedicato il prossimo congresso Nazionale che si svolgerà nei giorni 23-24-25 aprile a Catania.

Tutto questo per arrivare alla metamorfosi che la donna operata al seno raggiunge dopo tutto il percorso di malattia che la conduce in direzione di una accresciuta e rinnovata autostima. Questa nuova condizione, per alcuni aspetti inedita ed insospettabile, attrae tutto il sistema relazionale. Il superamento di tutte le criticità passa attraverso l’impulso ed il cambiamento della donna operata al seno che, in buona sostanza, supera l’iniziale condizione di negazione e rimozione di ogni problema afferente alla propria esperienza della malattia, aprendosi a rinnovate percezioni di se, anche nel rapporto con il mondo esterno.

 

l'importanza della divulgazione: perché?

L’esperienza dell’Associazione A.N.D.O.S. onlus si è sviluppata  sopratutto nella comunicazione all’interno dell’Associazione, poco in quella esterna, salvo che per quella istituzionale.

Certo è, che se si sviluppasse  una comunicazione esterna , il sodalizio acquisterebbe una forza aggiuntiva paragonabile a quella forza di tipo lobbistico che moltiplicherebbe le virtuosità. Questo è un argomento importante , ma delicato, che andrebbe affrontato con competenza, strutturando un percorso condiviso.

Ovviamente la nostra comunicazione ha dato prova della sua validità al nostro interno, diversamente non saremmo diventati così numerosi e così capillarmente distribuiti con 57 comitati locali in quasi tutte le regioni italiane.

 

 

Forniamo alcuni indirizzi utili alle persone che hanno questo problema o che vogliono delucidazioni:

 

A.N.D.O.S. onlus Nazionale

Sede legale: Via Peschiera, 1 - 20154 Milano

tel/fax: 0280506552 (9.00-13.00)

e-mail: info@andosonlusnazionale.it

sito: www.andosonlusnazionale.it

 

Dott. Fazio Francesco Maria

 

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Disclaimer:

tutti gli articoli da me redatti, basano il loro contenuto su studi certificati, sull’evidence based nursing e su articoli dei più importanti journal mondiali. Non c’è un’interpretazione personale, e non ci si vuole assolutamente sostituire alla diagnosi medica: essa è unica ed imprescindibile, così come  l’ approccio terapeutico.

                                                                                  

 

Roberto Pioppo

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