Le feste natalizie le abbiamo così snaturate abbiamo infilato idealmente cammelli con i pipistrelli, San Nicola è diventato un ubriacone, e ribattezzato Babbo Natale dal vestito verde coca cola l’ abbiamo tinto rosso Ferrari. Questo bambinello nessuno lo vuole ma come nuovi Erodi molti lo vogliono fare fuori.
Sanremo ha uno dei più caratteristici e belli presepi del mondo arabo-palestinese del Mondo, l’ ha lasciato marcire nelle soffitte del Comune, se non fosse per alcuni volontari che ogni tanto tirano ne espongono alcuni pezzi nel presepio della Cattedrale di S. Siro. Creato da Emma Felicetti, in arte Yoris è nata a Marigliano, (Napoli) il 27 giugno 1891.
Si stabilisce a Roma inizia a dipingere ed ad approfondire la sua esperienza in campo pittorico. Verso la fine degli anni Venti si trasferisce in Palestina, che le servirà in seguito per la realizzazione del suo presepio. Nel 32 Si trasferisce a Sanremo, all’epoca Sanremo aveva giunto l’apoteosi della cultura. Il Nobel Luigi Pirandello curava la parte culturale, Mascagni era di casa come altri grandi artistici, attori, commediografi ecc.. era un oasi di meravigliosa di cultura. Lavorando sul soggiorno in Palestina e in Egitto trasse dei bozzetti grafici sulla scorta dei ricordi, neppure la guerra fratricida la distolse, tanto che ne conterà un migliaio.
Le statue sono state modellate usando una composizione rimasta segreta. I disegni e i bozzetti che fine hanno fatto?
Altra passione erano i gatti da lei definiti: “Quieti, dignitosi, aristocratici, indipendenti e affettuosissimi.” E tanto fece, i tempi non erano ancora maturi, lasciando una scia di meraviglia quando lasciò tutti i suoi averi, per “Il rifugio del gatto randagio”. Nel 1948, presentò il suo “immenso” presepio, più di mille statue nella chiesa Russa di Sanremo con l’aiuto del pittore Carlo Alberto, pittore e scenografo del Casinò, Pio Carli che ci ha lasciato un bel vocabolario dialettale Sanremasco Italiano e Silvio Amoretti. Il successo fu cosi notevole che nel 1950 e nel 1960 venne esposto all’Angelicum di Milano.
Nel 1962 lo espose all’Asilo Corradi. Il suo cruccio so manifesta palesemente, quando scrisse al Sindaco di Sanremo, nel 1967 e dice schiettamente che è lieta di offrire alla città di Sanremo, dove vivo ormai da trentacinque anni, un mio valore artistico di considerevole valore. Si tratta del mio presepio che ha voluto vent’anni di studio e lavoro sul mondo palestinese.
E’ composto di da quasi mille pezzi, creati, modellati, e vestiti secondo l’ispirazione della Palestina e dell’Egitto di quei tempi. “La giunta comunale dell’època accolse la richiesta, ed Emma Felicetti morì serenamente un anno dopo il 25 maggio 1968. Il Comune lo fece riporre nelle soffitte, dove lunghi anni soggiacque ai topi e l’umidità fecero ingenti danni. Nell’epoca degli anni di piombo, un gruppo di amici del presepe cominciarono, all’ombra del campanile di S. Siro, grazie all’incoraggiamento di Mons, Pasquale Oddo, e del curato Don Lupi, ora Vescovo di Savona, ad allestire in occasione del Natale, il presepe tradizionale, con statue di varia provenienza. Chiedono all’Amministrazione civica di entrare in possesso, quali custodi, del Presepio Felicetti, con l’impegno di iniziare con il restauro delle statue e di allestire annualmente l’opera.
La prima manifestazione avviene nel 1977. Nel 1993 si stampa un opuscolo. E in questi ultimi anni a causa d interventi sulle statue, il presepio fu messo nel dimenticatoio. Peccato che un Comune con un bilancio per il turismo uguale alla città di Milano e il Casino che sprizza… Non solo gioco e cultura. Si lasci morire questo capolavoro che costò vent’anni di studio e lavoro. Il Comune di Sanremo ha luoghi adatti all’esposizione in cui sono del tutto spogli. Mille statue sono molte darebbero pane per i restauratori e lustro alla Città. Un ringraziamento si deve a coloro che anno salvato il presepio: Giuseppe, Piccone, Ezio Gascarino, Aldo Menato, Luigi Artuso, Gabriele Artusi, Mauro Parini, Ernesto Porri e Ercole De Bigault e una tiratina d’ orecchi di chi se ne frega, altro che spender 25.00o euri per Babbo Natale. Troppo politici sono ignoranti dei tesori che Sanremo possiede e della storia di Sanremo, piuttosto è meglio lasciare locali che sono costati miliardi che ci ballino i topi che che fare mostre aperte per turisti… questa è cultura.
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