Le bollette dell'acqua sono destinate ad aumentare nei prossimi anni e il moltiplicatore tariffario previsto per il 2029 raggiungerà quota 1,664, pari a un incremento cumulato del 66,4% rispetto alla base regolatoria del 2023. Nel frattempo, la Provincia di Imperia e Rivieracqua chiedono di rinviare oltre il 2029 il recupero di oltre 21 milioni di euro di conguagli tariffari, mentre il nuovo programma degli investimenti raggiunge i 133,1 milioni di euro.
È quanto emerge dalla relazione tariffaria del 21 ottobre 2026, alla base dell'aggiornamento approvato lo scorso 30 ottobre dall'assemblea dei sindaci e dal Consiglio provinciale. Una manovra che mette insieme l'aumento delle tariffe, il finanziamento delle infrastrutture e la necessità di mantenere l'equilibrio economico-finanziario del gestore.
Il presidente della Provincia, Claudio Scajola, ha difeso la programmazione degli interventi, mentre il consigliere provinciale del Partito Democratico Gabriele Cascino ha espresso voto contrario, contestando soprattutto l'impatto economico sugli utenti.
Le bollette: da 350 a quasi 415 euro nel 2027. Per comprendere l'effetto degli aumenti, un primo riferimento arriva dalle simulazioni illustrate durante l'assemblea provinciale. Il caso preso in esame è quello di una famiglia composta da tre persone, con un consumo annuo di 150 metri cubi d'acqua.
Per questa tipologia di utenza, la spesa annua passa dai 350,78 euro del 2025 ai 381,39 euro stimati per il 2026, fino a raggiungere 414,79 euro nel 2027. In due anni l'incremento previsto è quindi di 64,01 euro, pari a circa il 18,25%.
Si tratta di una simulazione riferita a uno specifico profilo di consumo, non di un importo identico per tutte le famiglie. La spesa effettiva dipende dai metri cubi utilizzati, dalla composizione dell'utenza e dalle diverse componenti tariffarie.
Secondo le proiezioni presentate dalla Provincia, nel 2027 la bolletta tipo di Rivieracqua risulterebbe inferiore alla media nazionale, indicata in 461,80 euro. Il confronto cambia considerando il Nord Italia, dove la media prevista è di 410,11 euro, leggermente inferiore ai 414,79 euro stimati per il territorio servito da Rivieracqua.
Gli aumenti fino al 2029: cosa significa il 66,4%. La relazione provinciale consente di osservare anche l'evoluzione dei moltiplicatori tariffari, ossia i coefficienti utilizzati nel sistema regolatorio per aggiornare le tariffe. Il documento del 21 ottobre indica un coefficiente pari a 1,280 per il 2026, 1,397 per il 2027, 1,525 per il 2028 e 1,664 per il 2029.
Il valore finale corrisponde a un incremento cumulato del 66,4% rispetto alla base tariffaria regolatoria del 2023. Non significa, però, che ogni bolletta aumenterà del 66,4% rispetto a quella attualmente pagata: il coefficiente prende come riferimento il 2023, non l'ultima fattura ricevuta dagli utenti.
Considerando il passaggio dal moltiplicatore del 2026, pari a 1,280, a quello previsto per il 2029, pari a 1,664, la crescita relativa è del 30%. La relazione precisa inoltre che nell'ultima fatturazione del 2025 e nella prima del 2026 era stato applicato il coefficiente 1,172, mentre da settembre 2026 è stato applicato il valore 1,280.
I nuovi moltiplicatori sono quelli rideterminati nell'aggiornamento approvato a livello provinciale, un passaggio da distinguere dalla successiva valutazione regolatoria di ARERA.
La progressione degli aumenti è stata uno degli aspetti maggiormente contestati da Cascino durante il confronto politico. "Ho votato contro l'aumento della tariffa del gestore della fornitura dell'acqua e del ciclo di trattamento. Credo che i sindaci abbiano preventivamente dato parere favorevole senza approfondire la vicenda. Non so se hanno compreso che gli aumenti annuali saranno calcolati sull'aumento dell'anno precedente".
Il consigliere ha inoltre proposto una simulazione: "Ho fatto una simulazione tra gli aumenti del 2024 e quelli previsti dal 2026 al 2029. Una bolletta di 100 euro del 2023 diventerà di 166 nel 2029". L'esempio è coerente con la progressione del moltiplicatore tariffario riportata nella relazione, pur rappresentando una semplificazione rispetto al calcolo di una bolletta effettiva.
Il piano da 133 milioni: circa 150 interventi sulle infrastrutture. Gli aumenti si inseriscono in una programmazione che punta al rinnovamento delle infrastrutture idriche della provincia di Imperia.
Il programma degli investimenti per il periodo 2026-2030 raggiunge 133,1 milioni di euro. Secondo quanto illustrato durante l'assemblea, il piano comprende circa 150 interventi, dalle reti di distribuzione alle infrastrutture fognarie, fino alle grandi condotte di adduzione.
Una quota particolarmente rilevante, nell'ordine di 89 milioni di euro, riguarda le grandi infrastrutture del sistema idrico. Il programma prevede inoltre 50,26 milioni di euro di contributi pubblici a fondo perduto, destinati a sostenere le opere e a ridurre il fabbisogno da finanziare attraverso altre risorse.
È su questo punto che il presidente della Provincia, Claudio Scajola, ha concentrato la difesa della manovra. "Gli investimenti ammontano complessivamente a 133 milioni di euro e sono stati programmati tenendo conto delle esigenze dei territori", ha spiegato.
Secondo l'impostazione illustrata dalla Provincia, la disponibilità di finanziamenti pubblici dovrebbe contribuire a contenere il peso economico degli interventi sulle tariffe, mentre la programmazione punta ad affrontare le necessità infrastrutturali segnalate dalle amministrazioni comunali.
L'approvazione non è stata però unanime. Nell'assemblea dei sindaci si è registrata l'astensione del primo cittadino di Diano Castello, Romano Damonte, mentre nel successivo Consiglio provinciale Cascino ha espresso voto contrario.
La situazione finanziaria: risanamento in corso, ma attenzione alla liquidità. La relazione provinciale affronta anche la condizione economico-finanziaria di Rivieracqua, un aspetto strettamente collegato alla capacità di sostenere il nuovo programma degli investimenti.
Il documento ricostruisce il percorso avviato con l'omologazione degli accordi di ristrutturazione del debito da parte del Tribunale di Imperia, intervenuta il 24 giugno 2024, e il successivo ingresso di ACEA Molise nella compagine societaria, avvenuto il 30 dicembre dello stesso anno.
Secondo quanto riportato nella relazione, nel biennio 2024-2025 la società ha proseguito positivamente il percorso di risanamento, consolidando i risultati economici e la capacità di generare liquidità attraverso l'attività ordinaria.
La documentazione segnala, tuttavia, tensioni finanziarie legate all'accelerazione degli investimenti e ai ritardi nell'erogazione dei contributi pubblici. Nella sesta relazione del 10 giugno 2026, richiamata dal documento provinciale, il commissario giudiziale ha espresso una valutazione positiva sull'andamento economico-finanziario e sulle attività svolte, sottolineando al tempo stesso la necessità di mantenere un'attenta vigilanza sulla liquidità di breve periodo.
Il nuovo piano degli investimenti si inserisce dunque in una fase in cui Rivieracqua sta proseguendo il risanamento, ma deve anche affrontare le esigenze finanziarie connesse alla realizzazione delle opere.
Conguagli, oltre 21 milioni che potrebbero essere recuperati dopo il 2029. Uno dei passaggi economicamente più rilevanti della relazione riguarda la richiesta di rinviare oltre il 2029 il recupero di una parte dei conguagli tariffari.
L'importo indicato è di 21.403.313 euro. L'Ente di governo dell'ambito, d'accordo con Rivieracqua, presenta un'istanza per differire il recupero di queste somme oltre l'attuale periodo regolatorio.
La motivazione riportata nel documento è contenere la crescita tariffaria entro livelli sostenibili per gli utenti e rispettare i limiti previsti dalla regolazione, salvaguardando al tempo stesso l'equilibrio economico-finanziario della gestione.
I conguagli sono componenti del sistema tariffario attraverso le quali vengono regolati scostamenti e partite economiche secondo le disposizioni dell'Autorità. Non rappresentano una fattura aggiuntiva che i cittadini devono pagare immediatamente.
I 21,4 milioni non costituiscono quindi un aumento già approvato per gli anni successivi al 2029. La relazione documenta una richiesta di differimento, il cui esito dipende dai passaggi regolatori previsti. Non indica neppure in quali annualità successive quelle somme potrebbero essere recuperate.
Resta il significato economico della proposta: per contenere la crescita delle tariffe nel periodo considerato, Provincia e gestore chiedono di spostare oltre il 2029 il recupero di una parte dei conguagli residui, anziché concentrarlo nelle annualità dell'attuale programmazione.
Le rettifiche a favore degli utenti già considerate nel piano. La relazione chiarisce anche che, nel calcolo dei conguagli, sono state considerate due rettifiche previste dalla deliberazione ARERA dell'8 luglio 2025.
La prima riguarda 2.294.666 euro da recuperare a favore dell'utenza, in relazione al mancato riconoscimento di determinati oneri tariffari e all'esclusione dall'aggiornamento per il periodo 2020-2021.
La seconda consiste nell'azzeramento di una quota di conguagli pari a 3.955.271 euro, il cui recupero era stato inizialmente differito oltre il 2029. Si tratta di operazioni distinte, che la relazione provinciale dichiara di avere già considerato nella nuova predisposizione tariffaria. In particolare, la richiesta di rinvio dei 21.403.313 euro viene formulata al netto di queste rettifiche. Non sarebbe quindi corretto sommare automaticamente i diversi importi o interpretare i 2,29 milioni come rimborsi diretti destinati indistintamente ai conti correnti degli utenti.
Le osservazioni dei sindaci e il confronto politico. Durante l'assemblea del 30 ottobre, il confronto non si è limitato alle cifre della manovra. Il sindaco di Diano Castello, Romano Damonte, ha motivato la propria astensione richiamando le difficoltà delle infrastrutture idriche del territorio e la gestione delle segnalazioni. Ha evidenziato, in particolare, la presenza di cinque vasche di adduzione utilizzate anche per servire altri centri e le perdite che, secondo quanto denunciato, continuerebbero a interessare la rete comunale.
Anche il sindaco di Pontedassio, Fulvio Pezzuto, ha richiamato l'attenzione sui tempi degli interventi di manutenzione e riparazione, proponendo un recapito dedicato agli amministratori comunali per segnalare direttamente guasti ed emergenze.
L'amministratore delegato di Rivieracqua, Giuseppe Testa, ha difeso il sistema di segnalazione già esistente, sottolineando l'utilità del numero verde per raccogliere le richieste, individuare le aree maggiormente problematiche e programmare gli interventi.
Sul piano politico, la contestazione principale resta quella relativa all'impatto delle tariffe su famiglie e imprese. Cascino ha espresso voto contrario sostenendo che gli aumenti rischino di trasferire sugli utenti una parte significativa del peso economico della manovra.
La Provincia, al contrario, ha difeso la necessità di garantire al gestore una programmazione finanziaria adeguata a sostenere gli investimenti, valorizzando anche il contributo delle risorse pubbliche a fondo perduto.
La sfida tra aumenti e infrastrutture. La relazione del 21 ottobre restituisce un quadro nel quale la crescita delle tariffe fino al 2029 si accompagna a un piano di investimenti da 133,1 milioni di euro e alla richiesta di differire oltre l'attuale periodo regolatorio il recupero di 21,4 milioni di conguagli.
Per gli utenti, l'effetto più immediato è rappresentato dall'aumento della spesa prevista. Per il gestore e le amministrazioni, la sfida sarà trasformare le risorse programmate in interventi concreti, rispettando i tempi e garantendo un miglioramento del servizio.
È su questo terreno che, nei prossimi anni, potranno essere valutati i risultati della manovra approvata dalla Provincia: non soltanto attraverso l'andamento delle bollette, ma anche attraverso le opere effettivamente realizzate e i benefici prodotti per il territorio.














