La salvaguardia del mare e la conoscenza della straordinaria biodiversità che caratterizza i nostri fondali sono stati al centro di una serata organizzata dalla Famija Sanremasca e dallo Yacht Club Sanremo, che hanno invitato a una cena-conferenza la biologa Marina Monica Previati, l'assessore all'Ambiente del Comune di Bordighera, architetto Margherita Mariella, e la consigliera Annastella Merlo. Un appuntamento dedicato in particolare all'esperienza del "Blu Park Bordighera", il progetto nato per valorizzare e far conoscere le ricchezze sommerse dell'area di Capo Sant'Ampelio, attraverso iniziative di divulgazione e sensibilizzazione ambientale.
A organizzare la serata è stato Gianni Manuguerra, che ha ricordato come gli incontri dedicati al mare, ospitati ormai da anni allo Yacht Club, rappresentino un importante e costante momento di crescita culturale, sportiva e artistica per la città. Il mare, tuttavia, non viene ancora percepito da tutti come un ambiente fragile, da conoscere e soprattutto da difendere. Troppo spesso, infatti, viene considerato esclusivamente una risorsa da sfruttare e utilizzare, senza la necessaria attenzione verso gli equilibri naturali e la ricchezza degli ecosistemi che custodisce.
Nel 2025, anche grazie alle capacità operative e organizzative degli ospiti della serata, è stato inaugurato nell'area di Capo Sant'Ampelio il progetto "Blu Park Bordighera". Si tratta di uno spazio costiero circoscritto, concepito per offrire ai cittadini e ai visitatori uno strumento di conoscenza della flora e della fauna marina presenti abitualmente nella zona. Attraverso pannelli illustrati, facilmente consultabili, è possibile riconoscere le diverse specie e scoprire le caratteristiche di un patrimonio naturale spesso poco conosciuto da chi frequenta la costa. Un'iniziativa che unisce divulgazione, educazione ambientale e valorizzazione del territorio.
Durante la conferenza, la biologa Marina Monica Previati ha approfondito i numerosi rischi che minacciano i fondali marini, particolarmente ricchi di biodiversità, soffermandosi soprattutto sul problema delle reti fantasma e dei materiali da pesca abbandonati. Lunghe reti non degradabili e sottili lenze di nylon possono rimanere a lungo sui fondali, intrappolando e danneggiando gli organismi marini e compromettendo delicati equilibri ambientali. La scienza ha già sviluppato attrezzature da pesca realizzate con materiali degradabili, ma i costi, le normative e le difficoltà legate alla gestione continuano a ostacolarne una diffusione più ampia. Per questo motivo, la ricerca e il recupero delle reti fantasma attraverso interventi subacquei rappresentano oggi una delle attività più importanti per la tutela degli ecosistemi.
Accanto al recupero in mare, esiste anche un comportamento semplice, ma fondamentale, che può contribuire concretamente alla salvaguardia dei fondali: raccogliere e differenziare correttamente reti e materiali da pesca a terra, evitando che possano finire accidentalmente in acqua. Un'attenzione che riguarda non soltanto gli operatori del settore, ma tutti coloro che vivono e frequentano il mare. La prevenzione, infatti, resta uno degli strumenti più efficaci per limitare l'inquinamento marino e impedire che rifiuti e attrezzature abbandonate si trasformino in una minaccia per la fauna e la flora sottomarine.
Un altro tema affrontato dalla dottoressa Previati ha riguardato la Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per il Mediterraneo. Oltre a produrre grandi quantità di ossigeno, svolge un ruolo essenziale nella stabilità dei fondali e costituisce un ambiente di protezione e riproduzione per numerose specie. La biologa è impegnata anche in innovativi progetti di ripristino delle praterie sottomarine, attraverso interventi di ripascimento e la messa a dimora di talee di Posidonia, con l'obiettivo di favorirne la ricrescita e la diffusione. Tra le principali minacce per queste preziose praterie ci sono le ancore delle imbarcazioni, che possono strappare le piante dal fondale e danneggiarne le radici. Divieti e controlli non sempre risultano sufficienti a evitare comportamenti poco rispettosi dell'ambiente.
La serata ha posto inoltre l'accento sull'importanza dell'educazione ambientale nelle scuole, un ambito nel quale, secondo quanto emerso durante l'incontro, occorre ancora investire maggiormente. La conoscenza del mare e dei suoi delicati equilibri dovrebbe entrare sempre più nei percorsi formativi delle nuove generazioni. La stessa Previati si occupa da tempo di attività di divulgazione rivolte agli studenti e ha invitato, e inviterà anche in futuro, il consigliere della Famija Sanremasca e Console del Mare Gianni Manuguerra a partecipare insieme a lei agli incontri con i giovani, per trasmettere conoscenze e sensibilità verso la tutela dell'ambiente marino.
Tra le prospettive emerse durante la conferenza c'è anche quella di realizzare un "Blu Park" a Sanremo, seguendo l'esempio dell'esperienza avviata a Bordighera. Un progetto che permetterebbe di far conoscere e valorizzare le bellezze sommerse del golfo sanremese, portando l'attenzione su un patrimonio naturale che spesso rimane invisibile a chi osserva il mare soltanto dalla superficie. Per sviluppare la proposta sarà presto concordato un incontro con le autorità comunali, al quale si intende arrivare anche grazie all'esperienza e alle competenze degli ospiti della serata.
L'appuntamento, che ha registrato una numerosa partecipazione di invitati, ha confermato il valore degli incontri promossi dalla Famija Sanremasca e dallo Yacht Club Sanremo, capaci di affrontare temi di grande attualità attraverso il confronto con esperti e protagonisti del territorio. La tutela del mare, è emerso con chiarezza, passa innanzitutto dalla conoscenza: imparare a riconoscere ciò che vive sotto la superficie è il primo passo per comprenderne la fragilità e assumersi la responsabilità di proteggerlo.





















