Politica - 30 ottobre 2026, 07:14

Sanremo, tre ordini del giorno bocciati: scontro in Consiglio sul confronto con l'opposizione

Dal question time alla riqualificazione di corso Garibaldi, passando per il futuro del Consorzio forestale Monte Bignone: le minoranze chiedono maggiore coinvolgimento e risposte più puntuali, ma la maggioranza invita a rispettare gli iter amministrativi. Tutte respinte le proposte presentate

Sanremo, tre ordini del giorno bocciati: scontro in Consiglio sul confronto con l'opposizione

Tre ordini del giorno, tre bocciature e un tema che continua a tornare nel dibattito politico sanremese: il rapporto tra maggioranza e opposizione e la difficoltà di trovare occasioni di confronto sulle scelte dell'amministrazione. È quanto emerso nel corso del Consiglio comunale di Sanremo, dove diverse proposte presentate dalle minoranze hanno acceso la discussione, facendo emergere una distanza soprattutto sulle modalità di partecipazione e sul coinvolgimento dei consiglieri nelle decisioni.

Il primo confronto ha riguardato il funzionamento del question time. La consigliera di Fratelli d'Italia Elisa Balestra ha presentato un ordine del giorno per modificare il regolamento del Consiglio comunale, lamentando la frequente genericità delle risposte fornite dagli assessori alle interrogazioni e alle domande dei consiglieri. La proposta prevedeva due modifiche distinte: da una parte, introdurre il principio della puntualità delle risposte, chiedendo che queste affrontino chiaramente i quesiti posti e prevedendo un intervento del presidente del Consiglio qualora il consigliere ritenga di non aver ricevuto un riscontro nel merito; dall'altra, riconoscere un breve diritto di replica al consigliere, senza aprire un ulteriore dibattito. "Più volte sono arrivate risposte di circostanza, andando a ledere il diritto ad avere risposte. Questo è l'unico modo in questa sede per averle", ha spiegato Balestra.

A sostenere la necessità di un intervento è stato Massimo Rossano, secondo il quale la questione non riguarda soltanto la soddisfazione del singolo consigliere, ma il ruolo stesso dell'assemblea cittadina. "Siamo tutti a rappresentare una comunità e l'assise serve anche ad attirare l'attenzione su aspetti che magari a qualcuno possono sfuggire. Non ci si può fermare alla soddisfazione del consigliere, perché quello che si chiede è altro, cioè attenzione, che in questa sede manca", ha dichiarato.

Anche Patrizia Badino si è espressa a favore, sottolineando come interpellanze e interrogazioni siano alla base del confronto politico e come eliminare il diritto di replica significherebbe ridurre ulteriormente gli spazi di dialogo.

Dalla maggioranza Umberto Bellini si è detto d'accordo con lo spirito della proposta, chiedendo però di non arrivare alla votazione e di inserire le modifiche nell'ambito di una più ampia revisione del regolamento consiliare, che sarebbe già in fase di preparazione. Bellini ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto.

Una posizione sulla quale si è inserito Marco Damiano, favorevole ad anticipare almeno alcune modifiche, senza attendere mesi per una revisione complessiva. Damiano ha anche evidenziato la necessità di risposte più dirette e meno articolate in giri di parole, pur riconoscendo che non sempre è possibile rispondere semplicemente con un sì o con un no.

Il presidente del Consiglio Alessandro Il Grande ha ricordato di aver già verificato il funzionamento dei regolamenti di altre assemblee e di aver scritto a sindaco e giunta per sollecitare risposte più precise e aderenti alle domande dei consiglieri. Ha inoltre assicurato che si farà carico di intervenire qualora, durante il question time, un consigliere segnali di non aver ricevuto una risposta pertinente.

Una spiegazione che non ha convinto Balestra, secondo cui si starebbero cercando motivazioni per evitare di votare una modifica che, almeno nella sostanza, sembra condivisa. "Finché queste indicazioni non saranno messe per iscritto in un regolamento, le risposte non arriveranno", ha osservato la consigliera. La proposta è stata infine respinta.

Il tema della mancanza di confronto è tornato con forza nel secondo ordine del giorno, sempre presentato da Fratelli d'Italia, questa volta sulla riqualificazione di corso Garibaldi. Balestra e il capogruppo Antonino Consiglio avevano chiesto la convocazione urgente della seconda commissione consiliare permanente per approfondire il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), valutare eventuali soluzioni alternative e ascoltare le associazioni di categoria e le attività economiche interessate dall'intervento.

L'obiettivo, hanno spiegato, è evitare che un progetto di rilevante impatto urbanistico, viabilistico ed economico venga portato avanti senza un adeguato coinvolgimento del territorio. Balestra ha parlato apertamente di una fiducia ormai venuta meno nei confronti dell'amministrazione, ricordando precedenti occasioni nelle quali, a suo dire, erano state prospettate modalità di confronto poi non rispettate. "Siamo arrivati a un punto in cui non ci fidiamo più. Tempo fa, durante un'interrogazione, ci venne detto che ogni decisione sarebbe prima passata da un confronto con tutti. Successivamente è stata convocata una commissione che ha smentito tutto. Abbiamo quindi deciso di passare dal consiglio".

La consigliera ha anche anticipato di aspettarsi una bocciatura, invitando comunque la maggioranza a riflettere sull'opportunità di ascoltare almeno le categorie economiche prima di procedere: "Non caliamo un progetto dall'alto".

La replica della maggioranza è arrivata attraverso Alessandra Pavone, che ha contestato la possibilità di imporre un passaggio in commissione in questa fase, richiamando l'iter amministrativo previsto. Secondo Pavone, il Docfap deve essere prima completato e solo successivamente si potrà procedere al confronto con le categorie interessate. Anticipare la discussione politica, ha sostenuto, rischierebbe di sovrapporre le valutazioni politiche a quelle tecniche.

Consiglio ha ribadito che la contrarietà non riguarda la riqualificazione in sé, ma il metodo seguito e la mancanza di una comunicazione preventiva adeguata. "Ci è stato detto che era solamente un'idea e poi ci siamo trovati con le cose fatte", ha affermato, aggiungendo che la città avrebbe altre priorità più urgenti rispetto all'intervento.

Rossano ha chiesto di ripensare alla bocciatura, sottolineando come l'investimento previsto sia di circa 2,5 milioni di euro e come sia importante coinvolgere chi vive e lavora nella zona. Più articolata la posizione di Luca Marvaldi, presidente della commissione, che ha ricordato come il materiale attualmente disponibile sia ancora generico e non consenta un approfondimento concreto. "Non nego che anche io abbia delle perplessità sulla base che abbiamo visto, ma d'altronde è una base e deve sicuramente essere discussa tra tutti", ha spiegato, dichiarandosi disponibile a convocare la commissione quando ci saranno elementi più definiti.

Anche Marco Damiano ha richiamato precedenti esperienze, in particolare quella relativa al Borgo, manifestando il timore che il confronto venga rinviato fino a quando le scelte saranno ormai difficilmente modificabili. Giuseppe Faraldi ha invece invitato a rispettare l'iter amministrativo, che dovrebbe prevedere il passaggio in giunta, il confronto politico e successivamente quello con le categorie. Ha comunque riconosciuto l'importanza di un dialogo con l'opposizione, pur ritenendo non opportuno anticipare in commissione una discussione su una pratica ancora in fase preliminare. Anche questo ordine del giorno è stato bocciato.

Il terzo tema ha riguardato il Consorzio forestale Monte Bignone, al centro di un ordine del giorno presentato da Massimo Rossano. Il consigliere ha richiamato le difficoltà economiche dell'ente, emerse anche nei giorni precedenti attraverso gli organi di stampa, fino all'ipotesi di una possibile chiusura. Una prospettiva che Rossano ha invitato a scongiurare, chiedendo a sindaco e giunta di individuare le condizioni necessarie per riequilibrarne il bilancio e garantirne la continuità.

Il Comune di Sanremo stanzia attualmente 8mila euro all'anno attraverso l'ufficio Ambiente, ai quali si aggiungono altri 20mila euro destinati alla pulizia dei sentieri. Secondo Rossano, tuttavia, sarebbe necessario individuare ulteriori risorse e possibili forme di sostegno, anche attraverso finanziamenti di soggetti terzi.

"Il consorzio forestale sappiamo essere in difficoltà, come reso noto nei giorni scorsi dagli organi di stampa. Mi permetto di presentare un ordine del giorno, visto che si legge addirittura di possibile chiusura. Il consorzio è comunque un tassello della nostra amministrazione da mantenere, perciò mi sono permesso di realizzare questo ordine del giorno, chiedendo a sindaco e giunta di creare le condizioni migliori per riequilibrare il bilancio. Questa cosa si può fare in molti modi, anche reperendo finanziamenti tramite terzi", ha spiegato. Anche questa proposta è stata respinta dall'aula.

Tre questioni differenti, dunque, accomunate dall'esito delle votazioni e dalla discussione sul ruolo delle minoranze. Da una parte l'opposizione chiede risposte più precise, possibilità di replica e occasioni di confronto quando i progetti sono ancora modificabili; dall'altra la maggioranza richiama la necessità di rispettare le procedure, attendere che le pratiche raggiungano una fase più avanzata e utilizzare gli strumenti previsti dai regolamenti. Resta però aperta la questione politica emersa durante la seduta: come garantire un coinvolgimento effettivo delle minoranze senza ridurre il confronto a un passaggio formale, quando le decisioni sono già state in larga parte impostate.

Elia Folco

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