Il futuro di Pian di Nave e del Living Garden accende il dibattito politico a Sanremo. Al centro del confronto, durante il question time, un’interpellanza presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, con il capogruppo Antonino Consiglio e la consigliera Elisa Balestra che hanno chiesto chiarimenti sul progetto di riqualificazione dell’area e sul suo possibile legame con la candidatura della città a Capitale italiana del mare 2028.
La discussione è partita dalle notizie pubblicate il primo ottobre scorso, relative a un progetto curato dall’Ufficio Demanio e dall’architetto Stefano Dighero. Tra le ipotesi illustrate figurano una passeggiata-belvedere sul pennello a mare, la copertura del tratto terminale del torrente San Romolo e l’ampliamento della piazza per aumentarne la capienza durante gli eventi. Previsto anche il riposizionamento delle attività attualmente presenti, tra cui chioschi, giostre e il bar Living Garden.
Un ridisegno complessivo che, secondo Fratelli d’Italia, rischia di avere conseguenze sulle attività economiche della zona e che richiede chiarimenti sulle scelte amministrative, sulle autorizzazioni e sui costi. Tra i punti sollevati anche la possibile realizzazione di un centro di ricerca e di un museo del mare affidati all’Istituto Tethys, nell’ambito del percorso per la candidatura nazionale, che prevede un premio da un milione di euro.
Consiglio ha richiamato innanzitutto la precedente ipotesi di destinare Palazzo Roverizio all’Istituto Tethys, avviata durante l’amministrazione Biancheri. “C’era stato un incontro con Tethys in cui si era pensato di destinare Palazzo Roverizio a loro. Poi, con il cambio di amministrazione, questo salta. Mi chiedo perché una pratica del genere, già in stato avanzato, sia stata stralciata, decidendo di prendere questa altra strada. Considerando che, se saltasse il Living Garden, salterebbero anche altre realtà intorno”.
A rispondere è stata l’assessore alla Cultura Enza Dedali, che ha spiegato di aver ricontrollato la documentazione relativa alla precedente ipotesi. “All’esito della verifica è emerso che non erano stati fatti rilevamenti che hanno poi portato alla scoperta di elementi di elevato valore artistico, come gli affreschi presenti nella struttura. Una volta rilevata la situazione, la Soprintendenza ha manifestato perplessità sull’affidamento del palazzo a Tethys”.
Da qui, ha proseguito Dedali, la ricerca di una sede alternativa, dopo che altre soluzioni erano state valutate senza esito. La possibilità di partecipare al bando per Capitale italiana del mare avrebbe quindi aperto una nuova prospettiva, legata anche alla necessità di individuare spazi idonei per le attività culturali e scientifiche. “Stiamo valutando la parte culturale per poter concorrere e cercare di vincere, trovando anche sedi idonee. Non ci sono in questo momento questioni pendenti da dover portare a termine”, ha concluso l’assessore.
Sul progetto di Pian di Nave è intervenuta anche l’assessore al Demanio Lucia Artusi, che ha ridimensionato la portata delle ipotesi circolate nelle scorse settimane. “Il progetto è effettivamente un progetto preliminare, studiato per la possibilità di poter partecipare al bando, rendendo anche l’area più attrattiva per eventuali eventi. Si tratta però di un progetto preliminare, con uno studio di fattibilità di massima e null’altro”.
Artusi ha precisato che l’area coinvolge diversi enti e che il ridisegno complessivo è ancora in una fase iniziale. “Si tratta di un intervento che è ancora praticamente un embrione”, ha sottolineato, chiarendo così che non esiste al momento un progetto definitivo.
Le spiegazioni dell’Amministrazione non hanno convinto Consiglio, che ha contestato la scelta di abbandonare la precedente ipotesi per Palazzo Roverizio e ha criticato la gestione dei rapporti con le attività commerciali. “Quindi l’amministrazione Biancheri aveva sbagliato? Noto ancora lo scarso amore dell’assessore Dedali per i commercianti”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha espresso dubbi anche sulle rassicurazioni relative al progetto di Pian di Nave, richiamando quanto già accaduto attorno a corso Garibaldi e sostenendo che l’area non necessiti di interventi urgenti di riqualificazione. Consiglio ha infine annunciato la presentazione di un ordine del giorno, per riportare la questione all’attenzione del Consiglio comunale.
Restano quindi da chiarire le prospettive concrete del progetto, le eventuali autorizzazioni necessarie, il futuro delle attività presenti e le risorse da mettere in campo. Per il momento, l’Amministrazione conferma che si tratta di una prima ipotesi di lavoro, inserita nel percorso per la candidatura di Sanremo a Capitale italiana del mare 2028.





