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Politica | 26 ottobre 2026, 17:57

Imprese, energia e agricoltura, la Liguria a Firenze: C'è anche Alessandro Piana "Più autonomia alle Regioni"

Le Commissioni della Conferenza delle Regioni hanno affrontato competitività delle Pmi, sviluppo dell'idroelettrico e futuro della Politica agricola comune. Al centro anche innovazione, ricambio generazionale e gestione delle risorse idriche

Imprese, energia e agricoltura, la Liguria a Firenze: C'è anche Alessandro Piana "Più autonomia alle Regioni"

Competitività delle piccole e medie imprese, sviluppo delle energie rinnovabili e futuro della Politica agricola comune. Sono stati questi i principali temi affrontati a Firenze nel corso delle riunioni delle Commissioni Sviluppo economico, Energia e Politiche agricole della Conferenza delle Regioni, alle quali hanno partecipato gli assessori liguri Alessio Piana, Paolo Ripamonti e Alessandro Piana. Un confronto che ha messo al centro le esigenze dei territori e la necessità di individuare strategie condivise per sostenere il sistema produttivo, affrontare le sfide della transizione energetica e garantire prospettive di sviluppo al comparto agricolo. Tra gli argomenti più rilevanti, il sostegno alle imprese di dimensioni minori, la gestione delle risorse idriche e la definizione delle politiche europee per il prossimo periodo di programmazione.

Sul fronte dello sviluppo economico, l'assessore regionale Alessio Piana ha sottolineato l'importanza di rafforzare la competitività delle imprese, puntando su innovazione, formazione e strumenti finanziari adeguati. "Rafforzare le reti e le filiere, sostenere l'innovazione, l'intelligenza artificiale e le competenze, promuovere l'internazionalizzazione e il trasferimento tecnologico, migliorare l'accesso al credito, integrare sovvenzioni e strumenti finanziari, favorire il ricambio generazionale e la crescita delle imprese: sono state queste le priorità che, in sede di commissione allo Sviluppo economico, abbiamo condiviso con i colleghi assessori delle altre Regioni", ha dichiarato Piana, ricordando la partecipazione al confronto del sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy Fausta Bergamotto e dei rappresentanti di Invitalia e Cassa Depositi e Prestiti.

L'assessore ha quindi evidenziato i punti di forza del sistema economico ligure, a partire dalla logistica portuale, dai cantieri navali e dalla blue economy, settori nei quali la regione può contare su competenze consolidate e importanti prospettive di crescita. Tra gli ambiti sui quali investire in futuro figurano anche la subacquea, la robotica e la cybersicurezza, comparti considerati strategici per ampliare le opportunità di sviluppo e innovazione. L'obiettivo è accompagnare il tessuto economico regionale, composto in larga parte da micro, piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, senza perdere la flessibilità e le specializzazioni che caratterizzano i diversi territori.

Un tema particolarmente rilevante riguarda la gestione delle risorse europee e il ruolo delle amministrazioni regionali nella programmazione degli interventi. "Per questo, riteniamo indispensabile evitare la centralizzazione dei fondi comunitari, salvaguardando per il settennato 2028-2034 la regia regionale che ha dimostrato, nei fatti, di dare le risposte attese dalle imprese", ha aggiunto Piana. La richiesta è dunque quella di mantenere un sistema di gestione vicino alle esigenze dei territori, in grado di individuare le priorità locali e di sostenere concretamente le aziende nei percorsi di crescita, innovazione e apertura ai mercati internazionali.

Al centro della Commissione Energia è finito invece il futuro dell'idroelettrico e il ruolo degli invasi, affrontati alla presenza del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. L'assessore regionale Paolo Ripamonti ha richiamato l'attenzione sulla necessità di coordinare le diverse esigenze legate all'acqua, dalla produzione energetica all'agricoltura, fino alla protezione civile. "La sfida è coniugare questi utilizzi con la tutela dell'ambiente e della biodiversità, rafforzando la nostra resilienza di fronte ai cambiamenti climatici", ha spiegato, evidenziando come la gestione della risorsa idrica rappresenti una questione sempre più strategica per i territori.

Le precipitazioni meno regolari e il ripetersi di fenomeni meteorologici di carattere torrenziale impongono infatti una riflessione sulla capacità di raccogliere, conservare e utilizzare l'acqua in modo efficiente. La disponibilità della risorsa deve essere conciliata con la sicurezza del territorio, la salvaguardia degli ecosistemi e le necessità dei diversi settori produttivi. "Le precipitazioni sempre meno regolari e i fenomeni di carattere torrenziale ci impongono di ripensare la raccolta e la gestione dell'acqua, una risorsa preziosa da utilizzare con attenzione", ha sottolineato Ripamonti, annunciando che sul tema è stato elaborato un documento condiviso tra le Regioni.

La terza questione affrontata a Firenze ha riguardato la futura Politica agricola comune (Pac) e il documento di posizione delle Regioni, con l'obiettivo di contribuire alla definizione delle politiche agricole europee attraverso un confronto che tenga conto delle differenti caratteristiche produttive e territoriali. L'assessore regionale all'Agricoltura Alessandro Piana ha ribadito la necessità di garantire alle amministrazioni regionali un adeguato margine di autonomia nella programmazione degli interventi all'interno del Piano nazionale. "Come Regioni chiediamo con forza che venga garantita la dovuta autonomia programmatoria regionale all'interno del Piano nazionale, per rispondere alle reali e diverse esigenze dei nostri sistemi produttivi locali", ha dichiarato.

Tra le priorità individuate figura il ricambio generazionale, con particolare attenzione al progressivo calo dei giovani agricoltori under 40. Per contrastare questa tendenza, secondo Piana è necessario favorire percorsi di continuità aziendale e accordi di affiancamento tra generazioni, capaci di agevolare il trasferimento delle competenze e garantire un futuro alle imprese agricole. Altrettanto importante è il ruolo dell'innovazione tecnologica, a partire dal Sistema informativo agricolo nazionale, che dovrà diventare uno strumento operativo a disposizione delle aziende e non trasformarsi in un ulteriore adempimento burocratico.

Infine, l'assessore ha richiamato l'attenzione sulla necessità di investimenti strutturali per la gestione delle risorse idriche e per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e dello stress idrico. La strategia dovrà comprendere anche misure a sostegno delle comunità locali, attraverso la garanzia dei servizi essenziali per residenti e imprese. Un passaggio fondamentale soprattutto per le aree rurali, dove la tenuta delle attività agricole è strettamente legata alla vitalità economica e sociale dei territori. Innovazione, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e autonomia regionale rappresentano quindi alcuni dei punti centrali del confronto, con l'obiettivo di costruire politiche capaci di rispondere alle esigenze concrete delle imprese e delle comunità locali.

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