Il mare di Sanremo continua a fare i conti con i problemi della rete fognaria e, a quanto pare, la questione non riguarda soltanto la stagione balneare appena conclusa. Dopo un'estate segnata da ripetuti divieti, revoche e nuovi stop alla possibilità di fare il bagno, le criticità tornano a farsi sentire anche in autunno, con un nuovo provvedimento precauzionale che interessa dodici aree della costa cittadina. E come se non bastasse, l'assessorato al Turismo ha già comunicato che il tradizionale cimento invernale non si svolgerà neppure il prossimo 1° gennaio 2027. Due notizie diverse, ma unite dallo stesso filo conduttore: le difficoltà legate agli impianti fognari e le conseguenze che queste continuano ad avere sulla vita della città, sulla fruibilità del litorale e sull'immagine turistica della Riviera.
Il nuovo divieto di balneazione è scattato dopo la comunicazione di Rivieracqua relativa a una probabile rottura del collettore fognario di mandata a servizio della stazione di sollevamento S5 di Pian di Nave. La criticità è emersa durante alcuni interventi per riparare una perdita in corso Salvo D'Acquisto. Per consentire ai tecnici di operare in sicurezza, sarà necessario disattivare temporaneamente l'impianto di sollevamento e attivare il relativo scarico di emergenza. Da qui la decisione del Comune di adottare una misura cautelativa che coinvolge Casello, nel tratto da Capo Verde a La Vesca, Tre Ponti, San Martino, corso Trento e Trieste, lungomare Nazioni, Imperatrice, zona Rio Foce, Bussola, foce del Rio San Bernardo, corso Marconi, Tiro a Volo e Baia Capo Pino. Il divieto resterà in vigore fino al completamento delle riparazioni e alla successiva revoca formale dell'ordinanza.
La stagione balneare è ormai terminata, ma il problema resta e soprattutto non può essere liquidato come una semplice parentesi legata a qualche intervento tecnico. Il nuovo episodio riporta infatti in primo piano una questione che negli ultimi mesi ha accompagnato più volte le cronache cittadine, con ricadute per residenti, turisti e operatori economici. Naturalmente, quando i controlli evidenziano situazioni che possono compromettere la qualità delle acque, adottare un divieto è una misura necessaria per tutelare la salute pubblica. Il punto, però, è che una città turistica come Sanremo non può limitarsi a inseguire le emergenze, passando da un'ordinanza all'altra senza che, nel frattempo, arrivino risposte strutturali capaci di ridurre il rischio che situazioni simili si ripetano. E la riparazione di un collettore, per quanto indispensabile, non cancella le domande che una lunga stagione di criticità ha lasciato aperte.
A rendere ancora più evidente il peso della vicenda c'è la cancellazione del cimento invernale, che non si svolgerà il 1° gennaio 2027 proprio a causa dei lavori di manutenzione e potenziamento della rete fognaria programmati da Rivieracqua durante l'inverno. Per il secondo anno consecutivo, dunque, gli impianti fognari impediscono lo svolgimento di un appuntamento che appartiene alla tradizione del Capodanno matuziano. Nel 2026 la manifestazione era già stata annullata all'ultimo momento per le difficoltà incontrate nella riparazione della condotta nella zona di Portosole, con ritardi legati alla consegna di un componente necessario per completare l'intervento. Il ritorno del cimento, atteso dopo anni di assenza, era stato accolto con entusiasmo, ma si era concluso con una rinuncia che aveva lasciato l'amaro in bocca agli appassionati. Ora la storia si ripete, seppure con un annuncio anticipato, e il prossimo appuntamento viene rinviato direttamente al 2028.
Il dibattito politico tra il disappunto del sindaco e le proteste delle opposizioni
La questione, nel frattempo, è entrata a pieno titolo anche nel dibattito politico. Il sindaco Alessandro Mager, durante il suo intervento in occasione dei Premi San Romolo del 13 ottobre, non aveva nascosto il disappunto per le numerose ordinanze firmate durante l'estate, chiamando direttamente in causa il gestore del servizio idrico. "La gestione del servizio idrico, lato depurazione, quindi anche quello delle acque nere, è nella disponibilità, sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria, di una società che si chiama Rivieracqua, con la quale i rapporti non sono mai facilissimi", aveva dichiarato, chiedendo che si intervenisse per ridurre il rischio di nuove contaminazioni. Il primo cittadino aveva inoltre sottolineato che una città turistica non può permettersi di ripetere una stagione simile, auspicando che le criticità possano almeno diminuire in vista della prossima estate.
Già a fine agosto, però, la consigliera comunale di Forza Italia Patrizia Badino aveva presentato un'interpellanza urgente per chiedere spiegazioni sulle cause dei ripetuti divieti, sullo stato della rete fognaria e degli impianti di depurazione. Tra le richieste avanzate figuravano anche un cronoprogramma degli interventi strutturali e l'istituzione di un tavolo tecnico permanente con gli operatori turistici e balneari. La posizione espressa era chiara: "Le attività economiche del comparto turistico e balneare non possono continuare a subire le conseguenze di problematiche che richiedono soluzioni strutturali e non interventi emergenziali". Una critica che mette l'accento non soltanto sulla necessità di conoscere le cause degli episodi, ma anche sull'esigenza di evitare che le stesse situazioni si ripetano ogni pochi giorni.
A settembre erano state anche Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato a chiedere un confronto con il Comune e i vertici di Rivieracqua. L'incontro del 17 settembre, con la partecipazione del sindaco Mager e dell'assessora all'Ambiente Ester Moscato, aveva riportato al centro del confronto la necessità di investimenti, controlli sugli scarichi e una programmazione chiara delle opere. Le associazioni avevano ribadito che non è più sufficiente intervenire soltanto quando si presenta un'emergenza, chiedendo un piano capace di garantire nel tempo l'efficienza del sistema fognario e idrico. Ora il nuovo divieto autunnale e la cancellazione del cimento aggiungono altri due elementi a una vicenda che continua a interrogare la città: quali interventi verranno realizzati, con quali risorse e soprattutto entro quali tempi?
La cronistoria dei divieti di balneazione a Sanremo nel 2026
La stagione appena conclusa lascia una sequenza di ordinanze, revoche e nuovi superamenti dei parametri che ha interessato diverse zone del litorale. Una situazione ricostruita anche dalle cronache di SanremoNews, che hanno seguito gli aggiornamenti comunicati da Arpal e i provvedimenti adottati dal Comune. Ecco le principali tappe, dalla primavera fino alla fine dell'estate.
Fine marzo: un intervento urgente sulla condotta fognaria di via Gavagnin comporta un ampio divieto di balneazione. La disattivazione della stazione di sollevamento S5 e l'attivazione degli scarichi di emergenza limitano la possibilità di fare il bagno a una parte della costa.
Aprile: il tratto di corso Trento e Trieste, tra la foce del torrente San Francesco e la scogliera antistante il Morgana, viene interessato da nuove criticità legate ai parametri delle acque. Il 10 aprile la balneabilità risulta ripristinata, ma sei giorni dopo il tratto torna sotto osservazione.
28 e 29 maggio: scatta un divieto tra Foce Levante e Bagni Matuzia, mentre viene revocato quello nell'area compresa tra via al Mare e la foce del torrente Armea. Il 29 maggio arriva anche il via libera alla balneazione alla Bussola.
4 giugno: nuovo stop alla Bussola per il superamento dei limiti relativi a Escherichia coli ed enterococchi. L'11 giugno viene revocato il divieto tra Foce Levante e Bagni Matuzia.
24 giugno: corso Trento e Trieste torna nuovamente interessato da un divieto temporaneo. Il 1° luglio arriva una nuova riapertura dopo il rientro dei parametri.
13 luglio: un problema al sollevamento fognario del Tiro a Volo determina un'altra interdizione temporanea alla balneazione, questa volta legata a una criticità tecnica dell'impianto.
29 luglio: dopo i campionamenti Arpal del 27 luglio, scattano tre divieti contemporaneamente: alla foce del torrente Armea, in corso Trento e Trieste e alla Bussola. Il 31 luglio vengono riaperte l'area dell'Armea e quella del Tiro a Volo, mentre restano interdette la Bussola e corso Trento e Trieste.
5 e 9 agosto: arrivano ulteriori revoche. Prima viene riaperta la Bussola, poi corso Trento e Trieste. Per qualche settimana il litorale torna così pienamente fruibile nei tratti interessati dai precedenti provvedimenti.
25 agosto: un nuovo campionamento sfavorevole fa scattare il divieto in corso Trento e Trieste. Il valore degli enterococchi intestinali raggiunge 1.700 MPN/100 ml, a fronte del limite di 200.
26 e 27 agosto: il divieto viene esteso alla zona di Ponente, tra il pennello di foce del Rio San Bernardo e il Mandala Beach, dopo un valore di 3.200 MPN/100 ml. Il giorno successivo il provvedimento a Ponente viene revocato, mentre resta quello in corso Trento e Trieste. Il 27 agosto la consigliera Patrizia Badino presenta la sua interpellanza urgente.
3 settembre: nuovi esiti sfavorevoli di Arpal fanno scattare altri divieti a Ponente, alla Bussola e sul Lungomare Italo Calvino, nel tratto tra Pian di Nave e la spiaggia libera attrezzata. Resta inoltre da risolvere la situazione di corso Trento e Trieste.
5 settembre: viene revocato il divieto in corso Trento e Trieste, dopo l'esito favorevole delle analisi suppletive. Rimangono interdette Ponente, Bussola e Lungomare Calvino.
16 settembre: dopo nuovi controlli favorevoli, viene revocato il divieto alla Bussola. Restano ancora interdette Ponente e Lungomare delle Nazioni.
17 settembre: il Comune incontra Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato insieme ai vertici di Rivieracqua. Al centro del confronto ci sono gli investimenti sulla rete, i controlli sugli scarichi e la richiesta di interventi strutturali.
23 settembre: nuove analisi suppletive favorevoli consentono di revocare i divieti sul Lungomare delle Nazioni e a Ponente, alla foce del Rio San Bernardo. Si chiude così questa fase delle ordinanze legate ai controlli estivi.
La cronistoria si ferma qui per quanto riguarda i provvedimenti della stagione balneare, ma non la vicenda della rete fognaria. Il nuovo problema emerso a Pian di Nave riporta infatti sotto i riflettori un'infrastruttura che continua a richiedere interventi e manutenzioni, con conseguenze che possono andare ben oltre i mesi estivi.
Il prossimo banco di prova sarà la stagione 2027. L'obiettivo non può essere soltanto quello di arrivare alla prossima estate con i divieti revocati, ma di ridurre concretamente il rischio che tornino a ripetersi. Perché, mentre il cimento invernale è già stato rinviato al 2028, per il mare di Sanremo la speranza è che il prossimo anno non si debba ricominciare da capo con la stessa successione di ordinanze, riaperture e nuove chiusure.














