Il confine dei due euro al litro non è più soltanto una soglia psicologica. Per molti automobilisti del Ponente ligure è diventato il riferimento con cui fare i conti ogni volta che si fermano a un distributore. Ma è soprattutto il gasolio a pesare sui bilanci: nell'area tra Sanremo, Taggia, Bordighera e i comuni limitrofi, le quotazioni rilevate raggiungono e superano i 2,30 euro al litro, con punte ancora più elevate in autostrada e nella modalità servita.
Il caro carburanti torna così a occupare un posto centrale nelle preoccupazioni di famiglie e imprese. Un problema che non riguarda soltanto il costo degli spostamenti quotidiani, ma attraversa l'intera economia del territorio, dai trasporti alla distribuzione delle merci, dall'agricoltura alla pesca. Settori nei quali il carburante rappresenta una componente essenziale delle spese e nei quali anche pochi centesimi di differenza possono tradursi, nel tempo, in costi considerevoli.
La fotografia dei distributori del Ponente, ricavata dalle quotazioni consultate alle 17 di giovedì 22 ottobre attraverso il portale di comparazione Komparing, restituisce un quadro articolato: benzina in diversi impianti ancora sotto i due euro, ma con prezzi che in altri casi salgono sensibilmente; gasolio generalmente più caro, con differenze importanti anche tra distributori relativamente vicini.
Benzina, da 1,978 a 2,129 euro al litro: ecco dove costa di più e dove meno. Tra gli impianti esaminati, la quotazione più bassa per la benzina è quella dello Spazio Conad di Arma di Taggia, in via Privata Roggeri 56, dove il prezzo indicato è di 1,978 euro al litro.
A Sanremo, diversi distributori presentano invece una quotazione di 1,990 euro: tra questi gli impianti di via Molo Levante 25, via Dante Alighieri 370, corso Cavallotti 352, via Lamarmora e corso Marconi 2.
Lo stesso prezzo compare anche presso alcuni impianti di Taggia, lungo l'Aurelia. Salendo leggermente, si trovano quotazioni di 1,994 euro in corso Marconi 93 a Sanremo e di 1,997 euro presso alcuni distributori di Bordighera e Vallecrosia.
La soglia dei due euro viene raggiunta o superata in numerosi altri punti vendita. A Sanremo, per esempio, la benzina è indicata a 2,019 euro in via Padre Semeria 600/A e in via Armea 97, mentre in corso Cavallotti 264 raggiunge 2,099 euro.
Prezzi superiori ai due euro si registrano anche nei comuni limitrofi: 2,030 euro in via Mameli a Taggia, 2,036 euro a Santo Stefano al Mare, 2,049 euro a Riva Ligure e 2,069 euro in via Vittorio Emanuele 451 a Bordighera.
Nell'entroterra, a Badalucco, il distributore di via Cristoforo Colombo 25 presenta una quotazione di 2,119 euro al litro. Sull'autostrada A10, gli impianti di Castellaro Nord e Conioli Sud arrivano a 2,129 euro.
La differenza tra il prezzo più basso e quello più elevato di questa selezione è di 15,1 centesimi al litro. Tradotta in un pieno da 50 litri, significa 7,55 euro di spesa in più, a parità di quantità acquistata.
Un confronto che dimostra quanto possa incidere la scelta del distributore, pur considerando che gli spostamenti necessari per raggiungere un impianto più economico possono ridurre il risparmio effettivo.
Gasolio, si parte da 2,190 euro: in alcuni impianti si superano i 2,30. Ancora più impegnativa la situazione per chi utilizza un veicolo diesel. Le quotazioni più basse della selezione si attestano a 2,190 euro al litro, un prezzo rilevato in diversi impianti di Sanremo, tra cui via Molo Levante, via Dante Alighieri 370, corso Cavallotti 352, via Lamarmora e corso Marconi 2.
Lo stesso valore compare presso alcuni distributori di Taggia e Arma di Taggia, oltre che in aree di servizio della A10 a Bordighera. A Sanremo, il gasolio è indicato a 2,199 euro in corso Matuzia, 2,229 euro in via Martiri della Libertà 247 e in via Dante Alighieri 191, mentre in via Pietro Agosti 254 arriva a 2,339 euro.
In corso Marconi 93 la quotazione ordinaria riportata è di 2,254 euro, con un prezzo distinto di 2,554 euro contrassegnato come modalità servita. Anche negli altri comuni del comprensorio emergono differenze significative. A Taggia si registrano, tra gli altri, 2,250 euro in via Mameli, 2,256 euro sull'Aurelia 93 e 2,279 euro presso l'impianto sul raccordo autostradale A10.
A Bordighera si passa dai 2,199 euro di via Vittorio Emanuele II 258 ai 2,327 euro di via Vittorio Emanuele 451. A Badalucco il prezzo indicato è di 2,329 euro, mentre a Riva Ligure raggiunge 2,359 euro.
Sull'A10, a Castellaro Nord e Conioli Sud, il gasolio è indicato a 2,392 euro al litro. Considerando queste quotazioni ordinarie, la differenza tra 2,190 e 2,392 euro equivale a 10,10 euro su un rifornimento da 50 litri. Una forbice che rende evidente quanto il costo del pieno possa cambiare a seconda dell'impianto.
Nell'elenco figurano anche prezzi superiori, fino a 2,606 euro al litro, ma contrassegnati dalla sigla relativa alla modalità servita e pertanto da non confrontare direttamente con le tariffe ordinarie.
Il quadro regionale: in Liguria gasolio sopra 2,20 euro anche nella media. I prezzi del Ponente si inseriscono in un contesto regionale nel quale la soglia dei due euro è ormai superata anche nelle rilevazioni medie.
Secondo i dati ministeriali riferiti al 21 ottobre, elaborati dai portali di monitoraggio dei carburanti, in Liguria la benzina self service si attesta intorno a 2,006 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,239 euro.
Per un pieno da 50 litri, ai valori medi regionali, la spesa è dunque di circa 100,30 euro per la benzina e 111,95 euro per il gasolio. Il confronto con le quotazioni dei singoli distributori mostra tuttavia che la media regionale non coincide necessariamente con il prezzo pagato dai cittadini: alcune stazioni risultano più convenienti, altre sensibilmente più costose.
Il dato assume un peso particolare in una provincia come quella di Imperia, caratterizzata da una fascia costiera densamente attraversata dal traffico e da un entroterra nel quale l'automobile e i mezzi di trasporto rappresentano spesso strumenti indispensabili per raggiungere luoghi di lavoro, servizi e attività commerciali.
Per le famiglie il rincaro si traduce in una maggiore spesa per la mobilità. Per le imprese, invece, il carburante entra direttamente nei costi di produzione e distribuzione, con il rischio che una parte degli aumenti venga trasferita sui prezzi finali di beni e servizi.
Il Governo approva 70 milioni per agricoltura e pesca. Sul fronte degli interventi economici, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto di sostegni da 70 milioni di euro, destinato alle imprese agricole e della pesca colpite dall'aumento dei costi del carburante.
La quota principale, pari a 60 milioni, è riservata all'agricoltura attraverso un contributo a fondo perduto del 20% delle spese sostenute per l'acquisto di carburante dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro.
Al comparto della pesca sono invece destinati 10 milioni di euro, con un contributo pari al 10% delle spese sostenute nello stesso periodo. Per il settore agricolo la gestione degli adempimenti sarà affidata ad AGEA. Secondo quanto comunicato dal Ministero dell'Agricoltura, le modalità di presentazione della documentazione dovranno essere definite entro cinque giorni dall'entrata in vigore del decreto, mentre i pagamenti sono previsti entro i successivi trenta giorni.
Il ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato la volontà dell'Esecutivo di intervenire su due comparti strategici. "60 milioni di euro per calmierare il costo del carburante agricolo: circa 121 milioni di litri beneficeranno di un contributo fino a 0,45 euro al litro. Questa misura si aggiunge al sostegno già fornito a oltre 138.000 imprenditori agricoli attraverso i 100 milioni precedentemente stanziati", ha dichiarato.
Per la pesca, ha aggiunto il ministro, i nuovi 10 milioni si sommano ad altrettante risorse già erogate a beneficio di oltre 1.635 aziende. L'intervento nazionale rappresenta una risposta alle difficoltà produttive, ma apre anche il confronto sull'adeguatezza delle misure e sulla necessità di un sostegno ulteriore da parte delle amministrazioni regionali.
Coldiretti Liguria: "Bene gli aiuti, ma ora intervenga anche la Regione". È proprio sul ruolo della Regione Liguria che si concentra la posizione di Coldiretti, che accoglie favorevolmente il provvedimento governativo ma ritiene necessario ampliare gli interventi.
"Accogliamo positivamente l'intervento del Governo, che va nella direzione che sosteniamo da tempo: difendere il reddito delle imprese e garantire ai cittadini cibo sano, sicuro e di qualità", dichiara Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria.
Il problema, secondo l'associazione, riguarda in modo particolare le caratteristiche del tessuto produttivo ligure, composto da numerose aziende di piccole dimensioni, spesso impegnate in coltivazioni su terreni difficili e con costi di gestione elevati.
"In una regione come la Liguria, dove l'agricoltura è caratterizzata da aziende spesso piccole, produzioni di qualità e terreni difficili da lavorare, l'aumento dei costi rischia di compromettere ulteriormente la sostenibilità economica delle attività", osserva Boeri.
Da qui la richiesta di un intervento diretto della Regione. "Chiediamo alla Regione Liguria una presa di posizione chiara e un intervento concreto, con strumenti che possano aiutare le imprese ad affrontare questa fase di emergenza. Non è sufficiente prendere atto delle difficoltà: occorre agire per salvaguardare il tessuto produttivo e il futuro dell'agricoltura regionale".
Un appello che assume particolare rilevanza nel Ponente, dove la floricoltura, l'olivicoltura e le altre attività agricole dipendono anche dalla disponibilità di mezzi, macchinari e trasporti per la movimentazione delle produzioni.
Pesca in difficoltà: "Un pieno per un peschereccio può costare fino a 16mila euro". Le preoccupazioni riguardano anche il comparto ittico, per il quale il costo del gasolio può incidere direttamente sulla convenienza economica delle uscite in mare.
Secondo Coldiretti Liguria, il rifornimento di un peschereccio può arrivare a costare fino a 16mila euro, una cifra riferita alle imbarcazioni con fabbisogni più elevati e non rappresentativa di tutte le unità della flotta.
Il problema non è soltanto l'aumento della spesa, ma il possibile effetto sull'attività delle imprese: quando i costi di esercizio crescono troppo rispetto ai ricavi attesi, alcune uscite possono diventare economicamente difficili da sostenere. "Il fondo nazionale da 10 milioni di euro per la pesca è un segnale importante, ma le imprese hanno bisogno di risposte tempestive e adeguate alla gravità della situazione", sottolinea Daniela Borriello, responsabile Coldiretti Pesca Liguria.
"Anche in Liguria il caro gasolio rischia di mettere in ginocchio un comparto fondamentale per l'economia costiera, per l'occupazione e per la disponibilità di pesce fresco locale".
Alle difficoltà legate ai carburanti, ricorda Coldiretti, si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico, del riscaldamento delle acque, della diffusione di specie aliene invasive e della concorrenza internazionale.
La richiesta è quindi quella di individuare risorse e strumenti di sostegno in raccordo con le rappresentanze del settore, per evitare che l'aumento dei costi comprometta ulteriormente la tenuta delle imprese.
Sanna (PD): "La Liguria apra un tavolo per trasportatori e agricoltori". Sul piano politico, il caro carburanti arriva anche in Consiglio regionale. Armando Sanna, capogruppo del Partito Democratico, ha annunciato il deposito di una mozione per chiedere alla Regione Liguria l'apertura di un confronto con le associazioni dell'autotrasporto, la filiera agroalimentare, il sistema logistico e portuale e le organizzazioni sindacali.
"Il rincaro dei carburanti pesa direttamente sui costi delle imprese e rischia di ripercuotersi sulla distribuzione delle merci e sui prezzi pagati dalle famiglie. La Liguria, con la sua conformazione e i collegamenti complessi, non può permettersi di lasciare soli trasportatori e agricoltori", dichiara Sanna.
La proposta prevede l'istituzione di un tavolo regionale per valutare gli effetti degli aumenti e individuare possibili interventi nell'ambito delle competenze della Regione.
Particolare attenzione viene richiesta per le imprese attive nei territori montani e nelle aree interne, dove la distanza dai principali nodi logistici può aumentare ulteriormente i costi di trasporto.
Sanna richiama inoltre le difficoltà delle pubbliche assistenze e delle Croci, per le quali il carburante rappresenta una spesa necessaria allo svolgimento dei servizi. "Il tavolo deve servire a individuare priorità e risposte, con attenzione particolare a chi lavora nelle zone più lontane dai nodi logistici. Autotrasporto e agricoltura sono essenziali per l'economia ligure e per la vita quotidiana delle nostre comunità", conclude.
Dai distributori ai prezzi dei prodotti: la questione riguarda tutto il territorio. Il caro carburanti non si esaurisce quindi nel prezzo esposto sui tabelloni delle stazioni di servizio. Dietro quei numeri ci sono i costi sostenuti quotidianamente da chi percorre decine di chilometri per lavorare, dalle aziende agricole che utilizzano macchinari e mezzi di trasporto, dalle imprese della pesca che devono valutare la sostenibilità delle uscite e dagli autotrasportatori che garantiscono la distribuzione delle merci.
L'aumento delle spese energetiche e logistiche può inoltre produrre effetti indiretti sull'economia locale, anche se l'entità dell'eventuale trasferimento sui prezzi al consumo dipende da numerosi fattori e non può essere ricavata dalle sole quotazioni alla pompa.
Per i cittadini resta intanto fondamentale confrontare i prezzi dei distributori, verificando la modalità di erogazione e la data dell'ultima comunicazione. Le quotazioni possono cambiare e il dato pubblicato da un comparatore non sostituisce quello effettivamente esposto presso l'impianto.
Per le imprese, invece, il confronto si sposta sulle misure di sostegno. I 70 milioni stanziati dal Governo rappresentano un primo intervento, mentre dalla Liguria arrivano richieste di ulteriori risorse e strumenti specifici per le attività maggiormente esposte.
La questione, soprattutto in un territorio complesso come quello imperiese, non riguarda soltanto quanto costa riempire un serbatoio. Riguarda quanto costa continuare a lavorare, produrre, trasportare e garantire servizi essenziali quando ogni litro di carburante pesa sempre di più sui bilanci.














