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Attualità | 18 ottobre 2026, 18:45

Sanremo, gli studenti del Cassini incontrano Rami Elhanan e Bassam Aramin: a Torino un dialogo nel segno della pace (foto e video)

Il Presidio di Libera “Rosario Livatino” ospite al Circolo dei Lettori. I due padri, che hanno perso le figlie Smadar e Abir nel conflitto israelo-palestinese, hanno raccontato ai ragazzi la loro scelta di rifiutare odio e vendetta

A un anno dalla promessa fatta agli studenti del Presidio di Libera “Rosario Livatino” del Liceo Cassini, l’incontro si è concretizzato. Il 16 ottobre i ragazzi sono stati invitati al Circolo dei Lettori di Torino dalle autrici Luciana Ciliento e Carola Benedetto per partecipare a un appuntamento dedicato al dialogo e alla pace.

Protagonisti dell’incontro sono stati Rami Elhanan e Bassam Aramin, accomunati da un dolore profondo: la perdita delle loro giovani figlie, Smadar e Abir, uccise a causa del conflitto israelo-palestinese. Di fronte alla tragedia, i due uomini hanno scelto di rifiutare la violenza e la vendetta, unendo le loro voci in un messaggio di convivenza e rispetto reciproco.

L’appuntamento ha rappresentato la prosecuzione ideale del percorso iniziato un anno fa, quando gli studenti del Presidio avevano presentato il libro “Mio padre, tuo padre – Due uomini contro l’odio del conflitto israelo-palestinese”, scritto da Ciliento e Benedetto. In quell’occasione le due autrici avevano promesso ai ragazzi che si sarebbero incontrati nuovamente per continuare a parlare di pace.

Durante l’evento al Circolo dei Lettori è stato ricordato il sacrificio di Smadar e Abir e si è riflettuto su come anche una sofferenza così profonda possa essere trasformata in un impegno contro l’odio.

Particolarmente intenso il momento conclusivo, quando gli studenti hanno avuto l’opportunità di dialogare personalmente con Rami Elhanan e Bassam Aramin e di incontrare la madre di Abir, condividendo con lei un momento di grande commozione.

Un’esperienza che, sottolinea Maura Orengo, referente provinciale di Libera, ha consentito ai giovani di confrontarsi direttamente con persone che, pur avendo conosciuto sulla propria pelle le conseguenze della guerra, continuano a scegliere il dialogo e a invocare la pace.
 

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