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Cronaca | 15 ottobre 2026, 07:14

Caso Beatrice, domani l'incidente probatorio: le sorelle ascoltate a Genova, Aiello e Iannuzzi verso il collegamento video

Alle 11 il conferimento dell'incarico al perito, dalle 11.30 l'audizione protetta delle due bambine. L'appuntamento è stato disposto dal gip di Imperia su richiesta della difesa della madre. Le minori saranno presenti in Questura, mentre per i due indagati si profila la partecipazione a distanza. Possibile anche la presenza del padre di Beatrice

Caso Beatrice, domani l'incidente probatorio: le sorelle ascoltate a Genova, Aiello e Iannuzzi verso il collegamento video

Un passaggio delicato, destinato a segnare una nuova fase dell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice. Domani, venerdì 16 ottobre, le due sorelle della bambina di due anni morta lo scorso 9 febbraio a Bordighera saranno nuovamente ascoltate nell'ambito del procedimento che vede indagati la madre, Emanuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi attualmente detenuti.

L'incidente probatorio si svolgerà nei locali della Questura di Genova, individuati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia, Massimiliano Botti, per garantire un'audizione protetta, lontana dalla pressione mediatica e con modalità tali da tutelare le due minori.

Il programma prevede alle 11 il conferimento dell'incarico al perito Giorgio Cavaleri e la formulazione del quesito, mentre alle 11.30 inizierà l'esame delle bambine. Secondo le ultime indiscrezioni, le sorelle saranno presenti fisicamente nella struttura genovese, mentre Aiello e Iannuzzi dovrebbero seguire le operazioni in videocollegamento. Non è esclusa, inoltre, la presenza di Maurizio Rao, padre di Beatrice, assistito dalla legale Sara Manuello. 

La richiesta della difesa di Aiello e il nuovo ascolto delle sorelle. L'incidente probatorio era stato richiesto lo scorso agosto dagli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, difensori di Emanuela Aiello, con l'obiettivo di acquisire le testimonianze delle due bambine nel contraddittorio tra le parti, anticipando una prova che potrà assumere rilievo nell'eventuale processo.

Le sorelle erano già state ascoltate in forma protetta durante le indagini coordinate dalla Procura di Imperia. Le loro dichiarazioni hanno contribuito alla ricostruzione del contesto familiare e, soprattutto, degli ultimi giorni di vita di Beatrice, trascorsi tra le abitazioni di Perinaldo e Bordighera.

La richiesta difensiva riguarda in particolare i rapporti tra la madre e le tre figlie nel periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026, oltre a quanto le due bambine ricordano del fine settimana trascorso nell'abitazione di Iannuzzi, immediatamente precedente alla morte della sorellina.

Si tratta di circostanze centrali nell'impianto investigativo, sul quale le difese avranno la possibilità di esercitare il contraddittorio attraverso le modalità stabilite dal giudice.

Le obiezioni della Procura e del tutore delle minori. Il percorso che ha portato all'udienza di domani non è stato privo di contrasti processuali. La Procura di Imperia, attraverso il sostituto procuratore Veronica Meglio, aveva chiesto un differimento di sessanta giorni, evidenziando la necessità di completare alcuni accertamenti investigativi. Tra quelli indicati figuravano gli esami tossicologici sui capelli di Beatrice, l'analisi dei dispositivi informatici sequestrati a Iannuzzi e gli approfondimenti dei Ris di Parma.

Una richiesta che il gip ha respinto, ritenendo che gli accertamenti ancora da completare non giustificassero il rinvio dell'ascolto. Di diverso tenore le osservazioni dell'avvocato Giacomo Sottocasa, curatore speciale e tutore delle due sorelle, che aveva espresso parere contrario a una nuova audizione. La preoccupazione riguardava soprattutto il rischio di vittimizzazione secondaria, vale a dire la possibilità che la ripetizione del racconto di esperienze traumatiche provochi ulteriore sofferenza alle bambine.

Pur condividendo le ragioni di tutela rappresentate dal curatore, il giudice ha ammesso l'incidente probatorio, richiamando la disciplina prevista per l'assunzione delle testimonianze dei minori nei procedimenti per maltrattamenti e il relativo orientamento delle Sezioni Unite della Cassazione.

L'audizione protetta e il ruolo del perito. Proprio la necessità di tutelare le due sorelle ha determinato la scelta della Questura di Genova, dove è disponibile una struttura attrezzata per raccogliere le dichiarazioni delle minori in condizioni protette.

L'ordinanza stabilisce che i soggetti legittimati ad assistere all'esame possano farlo senza essere visti né sentiti dalle bambine, attraverso appositi sistemi audiovisivi. Una modalità che consente di preservare il contraddittorio processuale evitando il confronto diretto con gli indagati e riducendo il possibile impatto emotivo dell'audizione.

Ad affiancare l'esame sarà il perito Giorgio Cavaleri, nominato dal gip. Il suo intervento è previsto sin dall'inizio dell'assunzione delle testimonianze, anche per consentire una valutazione delle modalità con cui le minori riferiranno quanto ricordano.

L'incidente probatorio non rappresenta dunque un nuovo interrogatorio informale, ma un atto giudiziario nel quale le dichiarazioni saranno raccolte con garanzie processuali e documentate mediante registrazione audiovisiva.

Un passaggio importante per la ricostruzione delle ultime ore. L'attenzione si concentrerà inevitabilmente sul racconto delle due sorelle, già protagoniste di una parte significativa della ricostruzione investigativa.

Dalle precedenti audizioni sono emersi elementi relativi al peggioramento delle condizioni di Beatrice durante il fine settimana precedente alla morte, ai malesseri manifestati dalla bambina e alle richieste di aiuto che, secondo quanto riferito dalle minori, sarebbero state rivolte agli adulti presenti.

La nuova audizione consentirà alle parti di approfondire quei racconti, verificare la successione degli avvenimenti e affrontare eventuali punti controversi. Non è però possibile anticipare quali domande saranno formulate né se dalle dichiarazioni emergeranno elementi differenti rispetto a quelli già raccolti.

L'incidente probatorio arriva inoltre dopo il deposito della consulenza autoptica del professor Francesco Ventura e gli accertamenti scientifici condotti dai Ris, che hanno aggiunto nuovi elementi alla ricostruzione della vicenda.

Domani, tuttavia, al centro dell'attenzione non saranno soltanto gli sviluppi giudiziari, ma soprattutto due bambine chiamate a raccontare nuovamente quanto vissuto. È anche per questa ragione che l'udienza si svolgerà con particolari cautele, nel tentativo di conciliare le esigenze dell'accertamento giudiziario con la protezione delle minori.

Per l'inchiesta sulla morte di Beatrice si apre così una giornata importante, dalla quale potrebbero emergere ulteriori elementi utili a ricostruire quanto accaduto nelle ultime ore di vita della bambina.

Andrea Musacchio

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