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Cronaca | 13 ottobre 2026, 07:01

Inchiesta sulle presunte mazzette in Sicilia, il manager sanremese Giuseppe Argirò sentito fino a tarda sera dal gip

Il manager ha risposto alle domande del giudice e della Procura di Palermo nell'ambito dell'indagine sui presunti pagamenti illeciti legati alle autorizzazioni per impianti fotovoltaici

Inchiesta sulle presunte mazzette in Sicilia, il manager sanremese Giuseppe Argirò sentito fino a tarda sera dal gip

Una giornata di interrogatori particolarmente lunga, conclusa soltanto in tarda serata, per il manager sanremese Giuseppe "Pino" Argirò, coinvolto nell'inchiesta della Procura di Palermo sul presunto sistema di corruzione legato alle autorizzazioni ambientali in Sicilia. Argirò, già amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque (Cva), si è presentato davanti al giudice per le indagini preliminari, assistito dal proprio legale, l'avvocato Sabrina Franzone. L'audizione si è svolta nell'ambito della procedura che dovrà portare il gip a valutare la richiesta di applicazione di misure cautelari avanzata dalla Procura nei confronti degli indagati. Una vicenda giudiziaria che ha riportato sotto i riflettori anche il nome del manager, in passato protagonista di importanti incarichi societari nel Ponente ligure.

L'udienza di ieri ha richiesto tempi più lunghi del previsto, dal momento che tutti e cinque gli indagati convocati nella mattinata hanno scelto di rispondere alle contestazioni. Una decisione che ha inevitabilmente allungato il calendario degli interrogatori, facendo slittare al tardo pomeriggio l'audizione di Argirò. Al termine dell'incontro, il giudice si è riservato la decisione sulle richieste cautelari, in attesa di completare gli interrogatori previsti. La valutazione del gip sarà quindi determinante per stabilire gli eventuali provvedimenti da adottare nei confronti delle persone coinvolte nell'indagine. La difesa ha sottolineato la disponibilità del manager a chiarire la propria posizione davanti all'autorità giudiziaria. Saranno ora gli sviluppi del procedimento e le valutazioni della magistratura a delineare il quadro delle singole responsabilità.

L'inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Palermo, riguarda un presunto sistema di pagamenti illeciti che sarebbero stati mascherati da incarichi di consulenza, per un importo complessivo indicato in circa 150mila euro. Secondo l'ipotesi investigativa, il denaro sarebbe stato destinato a ottenere interlocutori e agevolazioni nell'ambito degli uffici regionali siciliani, favorendo l'iter delle pratiche relative a progetti per la realizzazione di impianti fotovoltaici presentati da Cva. Un meccanismo che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisite agli atti dell'indagine.

Il nome di Argirò era già emerso nei giorni scorsi. Il manager, 57 anni, ha maturato una lunga esperienza professionale anche nel Ponente ligure, ricoprendo incarichi di rilievo in realtà come Porto di Imperia e Area 24, prima di proseguire il proprio percorso nel comparto energetico. Alla guida di Cva e della controllata Cva Eos, attiva nello sviluppo di iniziative legate alle fonti rinnovabili, ha operato in un settore nel quale le procedure autorizzative rappresentano un passaggio centrale per la realizzazione dei progetti.

L'indagine palermitana si concentra in particolare sulle presunte irregolarità nell'ambito delle procedure per le autorizzazioni ambientali regionali. La richiesta di una misura cautelare non costituisce una dichiarazione di colpevolezza e, allo stato, le contestazioni dovranno essere valutate dall'autorità giudiziaria nel corso del procedimento. La posizione di Argirò, che attraverso il proprio legale ha ribadito la completa estraneità ai fatti contestati, resta quindi al vaglio degli inquirenti e del giudice per le indagini preliminari. L'attesa è ora rivolta alla decisione sulle richieste della Procura, dopo il completamento degli interrogatori preventivi.

Redazione

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