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Eventi | 09 ottobre 2026, 07:01

Ospedaletti, lo sport oltre il risultato: “L’Avversario Invisibile” insegna ai ragazzi a gestire paure, errori e pressioni

Venerdì 9 ottobre, alla sala polivalente “La Piccola”, un incontro gratuito promosso dall’Ospedaletti Calcio con Il Passo Successivo

Ospedaletti, lo sport oltre il risultato: “L’Avversario Invisibile” insegna ai ragazzi a gestire paure, errori e pressioni

La paura di sbagliare, la pressione del risultato e le aspettative che possono condizionare le prestazioni, soprattutto nei più giovani. Sono questi alcuni dei temi al centro de “L’Avversario Invisibile”, l’incontro promosso dall’Ospedaletti Calcio in collaborazione con Il Passo Successivo, in programma venerdì 9 ottobre, dalle 18 alle 20, nella sala polivalente “La Piccola” di via Cavalieri di Malta, a Ospedaletti. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire a ragazzi, allenatori e famiglie un’occasione di confronto su aspetti spesso trascurati nella pratica sportiva, ma fondamentali per affrontare le sfide dentro e fuori dal campo. La partecipazione sarà gratuita, con iscrizione obbligatoria e posti limitati.

A guidare l’appuntamento saranno la mental coach Alessandra Casonato e Antonio Caporaso, responsabile de Il Passo Successivo, che accompagneranno i partecipanti in un percorso di riflessione sulle emozioni, sui pensieri e sui comportamenti che possono influenzare il rendimento sportivo e la vita quotidiana. Non si parlerà soltanto di come affrontare una gara o reagire a una sconfitta, ma anche di come sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, imparando a riconoscere le proprie reazioni e a gestire i momenti di difficoltà. L’incontro si rivolgerà quindi non soltanto agli atleti, ma anche agli adulti che li accompagnano nel loro percorso di crescita, con l’intento di favorire un ambiente sportivo più attento alle persone, oltre che ai risultati.

“L’avversario invisibile riguarda i pensieri che danno origine alle emozioni, quella parte di noi che può limitarci oppure darci la spinta per esprimere le nostre capacità”, spiega Alessandra Casonato. “Partiamo dallo sport, ma parliamo di dinamiche che appartengono a tutti e che incidono sulla vita quotidiana. Per questo è importante che all’incontro ci siano anche i genitori”. Un concetto che mette al centro il rapporto tra mente ed esperienza sportiva, sottolineando come le aspettative, la paura del giudizio e la necessità di raggiungere un determinato risultato possano influenzare il modo in cui un ragazzo vive l'attività agonistica. Imparare a riconoscere questi meccanismi può diventare uno strumento utile per affrontare con maggiore serenità le sfide e valorizzare le proprie capacità.

La collaborazione con la società orange è nata grazie al contatto con la nutrizionista Elena Lombrosi, già impegnata nelle attività dell’Ospedaletti Calcio. Da questo primo confronto è maturata la volontà di organizzare un appuntamento capace di coinvolgere contemporaneamente giovani e adulti, affrontando il legame tra prestazione, consapevolezza e sviluppo personale. Tra gli argomenti principali ci sarà la gestione dell’errore, un passaggio inevitabile nella crescita di ogni atleta, ma che può trasformarsi in una fonte di insicurezza quando viene vissuto esclusivamente come un fallimento. L’obiettivo sarà aiutare i ragazzi a leggere ciò che accade, comprendere le proprie reazioni e recuperare fiducia, senza rimanere bloccati dalla paura di sbagliare nuovamente.

“Anche una sconfitta può diventare un’occasione per conoscersi”, prosegue Casonato. “Possiamo accompagnare i ragazzi a sviluppare un senso di responsabilità e una maggiore padronanza di sé, senza cercare sempre all’esterno le ragioni di ciò che è successo. Strumenti come la scrittura e la rielaborazione dell’esperienza possono aiutare a gestire l’intensità delle emozioni e ad affrontare meglio la situazione successiva”. Il percorso proposto punterà quindi a trasformare gli episodi negativi in opportunità di apprendimento, favorendo la capacità di analizzare quanto accaduto e di individuare nuove strategie per affrontare le prove successive. Una prospettiva che invita a considerare lo sport anche come una palestra di vita, nella quale imparare a conoscersi, assumersi le proprie responsabilità e ripartire dopo una difficoltà.

Fondamentale sarà anche il ruolo di allenatori e genitori, chiamati a sostenere i giovani attraverso l’ascolto e una comunicazione attenta. Le parole degli adulti, il modo in cui viene commentato un errore e le aspettative espresse possono infatti incidere sul rapporto dei ragazzi con la prestazione e con la propria autostima. “Dobbiamo imparare a domandare di più e giudicare meno, ad ascoltare i segnali che un ragazzo ci dà senza attribuire subito un significato”, sottolinea la mental coach. “Essere persone vicine, alle quali possa raccontarsi, senza sentirsi obbligato a consegnare un risultato”. Un invito a mettere al centro la persona, creando uno spazio nel quale i giovani possano esprimere dubbi, paure e difficoltà senza temere di deludere chi li accompagna.

Le due ore di incontro saranno dunque dedicate a fornire strumenti pratici e spunti di riflessione per comprendere meglio ciò che accade sul piano emotivo, imparando a riconoscere i pensieri che condizionano le reazioni e a sviluppare un rapporto più equilibrato con la competizione. L’Avversario Invisibile vuole rappresentare un’occasione per rafforzare la consapevolezza del valore educativo dello sport, promuovendo un approccio alla crescita dei ragazzi che tenga insieme prestazione, benessere e fiducia. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione, poiché i posti disponibili sono limitati. Per informazioni e adesioni è possibile contattare Ivan al 328 6027407 oppure Alessandra al 392 2927907.

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