I dati emersi in questi giorni sul consumo di cocaina tra i giovani nel Ponente ligure tornano ad accendere i riflettori su un fenomeno che, secondo Ventimiglia Progressista "Non può essere affrontato soltanto attraverso la repressione". Il movimento richiama infatti l'attenzione sui numeri registrati in Liguria e, in particolare, sulle dichiarazioni del primario Marco Mollica, che ha indicato il comprensorio sanremese tra le aree maggiormente interessate dal problema. Un quadro che, sottolinea la formazione politica, merita una riflessione che vada oltre le cronache dei singoli episodi. Nel fine settimana due giovani, uno di Sanremo e uno di Ventimiglia, sono finiti in ospedale per un'intossicazione da sostanze, riportando nuovamente il tema al centro dell'attenzione.
Per Ventimiglia Progressista, il contrasto allo spaccio resta naturalmente un elemento fondamentale, così come il lavoro quotidiano svolto dalle Forze dell'Ordine. Ma, secondo il movimento, questa azione non può rappresentare l'unica risposta a un fenomeno complesso. "È evidente che lo spaccio vada contrastato e che il lavoro delle Forze dell'Ordine sia fondamentale, ma non può essere questa l'unica risposta", si legge nel comunicato diffuso dall'Ufficio Stampa. L'attenzione viene quindi spostata anche sulle ragioni che possono spingere un ragazzo ad avvicinarsi alle sostanze. Ansia, difficoltà familiari ed economiche, abbandono scolastico, paura del futuro, mancanza di punti di riferimento e di luoghi di aggregazione sono indicati tra gli elementi sui quali, secondo il movimento, occorre intervenire.
Il tema, nella lettura proposta da Ventimiglia Progressista, riguarda quindi anche il modo in cui la società guarda alle nuove generazioni. Il movimento contesta infatti la tendenza a descrivere i giovani attraverso etichette come "svogliati", "smidollati" o "fannulloni", ritenendo che una simile lettura rischi di semplificare una realtà molto più articolata. Dietro il consumo di sostanze possono esserci situazioni di fragilità e disagio che richiedono strumenti di prevenzione e accompagnamento, oltre alle necessarie attività di contrasto alla criminalità. L'obiettivo, viene sottolineato, dovrebbe essere quello di intercettare le difficoltà prima che il rapporto con le droghe diventi un problema conclamato e renda ancora più difficile intervenire.
Da qui l'appello a rafforzare una rete di interventi che coinvolga istituzioni, famiglie, associazioni e realtà del territorio. "Servono prevenzione, sport, cultura, luoghi dove incontrarsi, servizi che funzionino, sostegno alle famiglie e alle associazioni che lavorano ogni giorno con ragazzi in difficoltà", sostiene il movimento. Un elenco che mette al centro soprattutto la possibilità per i giovani di avere occasioni di socialità, formazione e crescita, attraverso attività capaci di offrire alternative concrete alla strada e ai circuiti dello spaccio. Per Ventimiglia Progressista, la prevenzione non dovrebbe quindi essere considerata un intervento secondario, ma una componente strutturale delle politiche rivolte alle nuove generazioni.
Nel comunicato viene inoltre evidenziato un altro aspetto del fenomeno, quello legato al coinvolgimento dei giovani nello spaccio. Secondo il movimento, per alcuni ragazzi la vendita di sostanze può apparire come un modo semplice e rapido per ottenere denaro, soprattutto in presenza di situazioni di difficoltà economica o di mancanza di prospettive. Entrare in questi circuiti, però, può rendere successivamente molto più difficile interrompere i rapporti e uscire da un sistema nel quale possono intrecciarsi consumo, guadagni illeciti e criminalità. È anche su questo terreno che, secondo Ventimiglia Progressista, occorre intervenire prima che le situazioni diventino irreversibili. La prevenzione viene quindi indicata come uno degli strumenti per evitare che il disagio si trasformi in dipendenza o coinvolgimento nello spaccio.
La riflessione si chiude con un messaggio rivolto soprattutto alle istituzioni e alla comunità locale: restituire ai giovani una prospettiva e un motivo concreto per costruirsi un futuro. "Forse è proprio da qui che bisogna partire: ridare ai giovani un motivo per costruirsi un futuro", sostiene Ventimiglia Progressista. Una prospettiva che, nelle intenzioni del movimento, dovrebbe tradursi in interventi concreti e continuativi sul territorio, senza limitarsi all'emergenza del momento. "Se arriviamo soltanto quando un ragazzo consuma o spaccia, siamo già arrivati tardi", conclude il comunicato dell'Ufficio Stampa di Ventimiglia Progressista.















