Sicurezza, migrazione, ordine pubblico, criminalità e ruolo delle istituzioni al centro dell'incontro ospitato in serata alla Bocciofila di Ventimiglia, in occasione della presentazione del libro "Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica" scritto a quattro mani da Franco Gabrielli, prefetto, già direttore dell'AISI e capo della polizia, e dal giornalista Carlo Bonini.
Dopo una visita alla sede della Caritas Intemelia, Franco Gabrielli si è recato alla bocciofila di Roverino dove è intervenuto, dopo i saluti istituzionali di Pietro Mannoni, segretario provinciale del PD, di Antonio Stivala, segretario del PD di Ventimiglia, e di Alessandro Leuzzi, consigliere comunale del Pd a Ventimiglia, e l'intervento del consigliere regionale del Pd Enrico Ioculano, rispondendo alle domande poste da Vera Nesci, consigliere comunale di minoranza e capogruppo del PD in comune a Ventimiglia.
"Una cosa che ho apprezzato molto nel leggere il libro è che la sicurezza non è il privilegio dei più forti ma il diritto dei più deboli" - afferma Antonio Stivala, segretario del PD di Ventimiglia - "Trattandosi dei più deboli la sinistra se ne dovrebbe caricare. Questo, invece, non è successo, la sinistra ha tantissime responsabilità, su questo tema è il fatto di non aver elaborato una propria proposta sui temi della sicurezza consegnando il monopolio alle destre".
"E' importante dire che all'interno di questa società, in questa struttura, per anni abbiamo sostituito lo Stato e le istituzioni che hanno abbandonato il quartiere di Roverino alla periferia della città" - dichiara il consigliere comunale di minoranza a Ventimiglia Alessandro Leuzzi - "Per me è un orgoglio avere così tanta gente qui alla bocciofila per sentire le parole del prefetto Gabrielli. Sarà guardare la sicurezza da un'angolazione diversa, non solamente della sicurezza fare una leva sulla paura per poi raccattare voti come fa la destra in questo Paese ma iniziare a parlare di sicurezza e farlo dal centrosinistra. La sicurezza non solo diminuisce le uguaglianze ma serve a tutelare i territori delle persone più deboli".
"Ringrazio il partito Pd di Ventimiglia che ha organizzato la serata così bene" - commenta Pietro Mannoni, segretario provinciale del PD - "Il messaggio è anche di speranza. Sono ormai anni che in Italia e in tutto il mondo la paura viene utilizzata dalle forze estreme della destra, xenofobe, per aumentare il consenso. Quello che noi dobbiamo fare è dare soluzioni diverse, articolate, capaci di andare a risolvere i problemi e non di andare ad alimentare le inquietudini delle persone. Desidero anche esprimere un apprezzamento e un ringraziamento al prefetto Gabrielli per la notizia degli ultimi giorni: la voglia di partecipare alla costruzione del centrosinistra e di permettere al centro sinistra di essere completo e articolato su tutte le realtà a cui bisogna dare risposta. E' una cosa che ci fa sperare".
“Nel libro parlo di cose che ho praticato, non che mi hanno raccontato, con dei limiti naturalmente del mio angolo visuale" - dice Gabrielli - "Il libro parla di tanti punti. Per ogni argomento facciamo una fotografia dell’esistente e tentiamo di formulare proposte e dare delle modalità di risoluzione. Come di sintetizzare, parliamo da un lato di sicurezza relazionale e dall’altro di approccio strabico. Approccio strabico perché anche nel contesto della sinistra vadano tenute assieme repressione con prevenzione. Per mutuare un concetto sanitario, noi tutti vorremmo una medicina preventiva ma a volte serve anche la chirurgia. Una parte significativa della risposta di oggi passa attraverso il controllo del territorio, piaccia o meno. E a farlo non sono i sindaci ma le autorità statuali. La sicurezza è diventata il terreno su cui questa destra ha costruito egemonia politica. Vi è la necessità di strappare la sicurezza al monopolio culturale della destra. Perché una sicurezza democratica non solo esiste, ma è l’unica in grado di tenere insieme libertà e protezione, diritti e ordine, coesione sociale e legalità. Una sicurezza che non nega la complessità, non alimenta il rancore, non trasforma la paura in consenso. Attraversando i nodi più controversi del presente – migrazioni, città, ordine pubblico, carcere, uso della forza, cybersicurezza –, questo libro smonta il paradigma securitario dominante e ne mostra le contraddizioni: una macchina politica che promette sicurezza ma produce insicurezza, che moltiplica le norme senza risolvere i problemi, che divide la società mentre pretende di difenderla. Contro la paura è insieme un’analisi e un manifesto. Un atto d’accusa verso le politiche delle destre di governo, ma anche verso le ambiguità di un campo progressista che ha rinunciato a elaborare una propria idea di sicurezza. Qui prende forma un’alternativa: una sicurezza democratica e relazionale, fondata sulla responsabilità pubblica, sulla trasparenza, sulla prevenzione e sulla capacità di tenere insieme le persone invece di contrapporle. Perché la vera sfida non è scegliere tra sicurezza e libertà. È costruire una sicurezza che non le metta mai in alternativa. Rimettere la sicurezza al centro della democrazia vuol dire sottrarla alla propaganda e restituirla alla responsabilità pubblica".









































