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Attualità | 28 settembre 2026, 12:11

Trasporto disabili a Poggio, il pulmino non arriva più a casa: Comune e Croce Rossa al lavoro per una soluzione

La strada privata è particolarmente impegnativa e il mezzo ha avuto difficoltà a percorrerla. La mamma: "Per mio figlio è un disagio". Fellegara: "Stiamo cercando una soluzione"

Foto generica

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Una situazione delicata, che coinvolge una famiglia di Poggio e il trasporto quotidiano di un ragazzo di 22 anni con una grave disabilità, sta impegnando in queste settimane il Comune di Sanremo e la Croce Rossa. Il giovane frequenta il centro diurno "Il Gabbiano", nella zona iniziale del Solaro, e fino a qualche tempo fa veniva accompagnato direttamente a casa, lungo una breve strada privata che dalla viabilità principale conduce all'abitazione. Il servizio, affidato alla Croce Rossa e sostenuto dai servizi sociali, si è però modificato dopo alcune difficoltà incontrate dal pulmino nel percorrere il tratto.

A raccontare la situazione è la mamma, Luana, che ha spiegato come la strada, pur essendo stretta e caratterizzata da una salita impegnativa, fosse stata percorsa per mesi dal pulmino senza particolari problemi. In un'occasione, però, durante una manovra, il mezzo ha avuto difficoltà a risalire, slittando e finendo leggermente contro un muro. Il ragazzo era già stato fatto scendere e, secondo quanto riferito dalla madre, non si sono verificati problemi per la sua sicurezza. Un camionista presente sul posto ha poi aiutato l'autista a riportare il mezzo sulla strada. Da quel momento, però, la situazione è cambiata e la famiglia è stata informata della necessità di raggiungere un punto di raccolta sulla strada principale.

Per la mamma il problema non è semplicemente logistico. Il figlio è in carrozzina e non è autonomo negli spostamenti, tanto che per accompagnarlo all'appuntamento la donna deve caricarlo in automobile, percorrere poche decine di metri, smontare e rimontare la carrozzina e ripetere la stessa operazione al ritorno. Un'operazione che, racconta, comporta tempo e fatica e che ha ripercussioni anche sul ragazzo. "Il problema nasce quando c'è la carrozzina", ha spiegato, sottolineando come la situazione sia particolarmente complessa per una famiglia che deve conciliare l'assistenza con il lavoro e con gli altri impegni quotidiani. La richiesta, quindi, è quella di individuare una modalità di trasporto che possa continuare a garantire l'accesso il più vicino possibile all'abitazione.

Il Comune è a conoscenza della situazione e sta cercando una soluzione. L'assessore ai servizi sociali e vicesindaco Fulvio Fellegara, interpellato sulla vicenda, ha preferito non entrare nel merito con dichiarazioni dettagliate proprio per la delicatezza del caso, ma ha confermato che l'amministrazione sta lavorando per trovare una risposta. "Il ragazzo è seguito da sempre – ha spiegato –, parliamo di una situazione di grave disabilità e di una situazione molto complessa anche per la famiglia". Fellegara ha chiarito che il nodo riguarda soprattutto l'accessibilità della strada e la possibilità per gli autisti di percorrerla in sicurezza, ricordando che fino a oggi il servizio era stato garantito anche grazie alla disponibilità della Croce Rossa di individuare, quando possibile, gli operatori in grado di affrontare quel tratto.

La questione, dunque, non sarebbe riconducibile semplicemente a un problema economico. Il Comune commissiona e sostiene il servizio, mentre è la Croce Rossa a organizzare concretamente il trasporto, utilizzando i mezzi e gli equipaggi disponibili. Come ha spiegato Fellegara, in passato il problema era stato gestito attraverso il buon senso e cercando, quando possibile, di destinare a quel servizio gli autisti che se la sentivano di affrontare la salita. Ora, però, la Croce Rossa non sarebbe più in grado di garantire con continuità questa possibilità. "Stiamo studiando una soluzione – ha detto l'assessore –, anche valutando se sia possibile utilizzare una macchina più piccola". L'obiettivo dichiarato è quindi quello di non lasciare la famiglia sola di fronte alla difficoltà, cercando una modalità alternativa compatibile con le esigenze del trasporto.

Anche dalla Croce Rossa arriva una spiegazione legata innanzitutto alla sicurezza degli utenti e degli operatori. Il presidente Ettore Guazzoni ha chiarito che la strada presenta caratteristiche tali da rendere difficile il passaggio del pulmino in determinate condizioni e che non tutti gli autisti si sentono di percorrerla. La questione non riguarda soltanto il singolo ragazzo trasportato, ma anche gli eventuali altri utenti presenti sul mezzo. "Non possiamo rischiare di danneggiare un pulmino o, soprattutto, di mettere in difficoltà gli altri ragazzi trasportati", è in sostanza il ragionamento espresso dal presidente, ricordando che i mezzi utilizzati per questi servizi hanno un valore importante e devono essere tutelati.

La Croce Rossa, però, non si è sottratta alle esigenze della famiglia, tanto che in passato il servizio davanti all'abitazione è stato effettuato proprio cercando di individuare gli autisti disponibili a percorrere quella strada. Guazzoni ha ricordato anche altri casi analoghi, nei quali mezzi destinati al trasporto hanno incontrato difficoltà su strade particolarmente impervie. In situazioni di questo tipo, la modalità normalmente adottata è quella del cosiddetto "rendez-vous", ovvero il raggiungimento di un punto accessibile dal mezzo, dove l'utente viene accompagnato. Una soluzione che, nel caso specifico, comporta però per la mamma un ulteriore impegno, soprattutto considerando le condizioni del figlio e la necessità di utilizzare la carrozzina.

Il punto di incontro tra le diverse esigenze è quindi ancora da individuare. Da una parte c'è la comprensibile richiesta della famiglia di poter contare su un servizio il più possibile vicino alla propria abitazione; dall'altra ci sono i limiti oggettivi di una strada particolarmente impegnativa e la necessità di garantire la sicurezza di tutti gli utenti del trasporto. Il Comune, attraverso Fellegara, ha confermato di essere al lavoro per verificare possibili alternative, anche con mezzi di dimensioni più contenute. La vicenda, quindi, resta aperta con l'auspicio che si possa trovare una soluzione che tenga insieme le esigenze della famiglia e quelle di sicurezza della Croce Rossa.

Carlo Alessi

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