È stata una giornata di protesta e di disagi anche a pochi chilometri dal confine italiano, con il porto di Nizza bloccato dai pescatori scesi in mare per contestare soprattutto l'aumento del prezzo del carburante e le difficoltà che stanno mettendo sotto pressione il settore. La mobilitazione è iniziata nelle prime ore del mattino, quando alcune imbarcazioni si sono posizionate all'imboccatura del porto, impedendo di fatto il regolare ingresso e l'uscita delle navi. Secondo quanto riportato dalla stampa francese, sei piccoli pescherecci hanno occupato l'accesso al bacino Lympia, mentre altri manifestanti erano presenti anche a terra. Una protesta definita dagli stessi operatori come un'azione di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni.
La situazione, almeno nelle prime ore, è rimasta sostanzialmente tranquilla, ma le conseguenze sui collegamenti non sono mancate. Un traghetto di Corsica Ferries, proveniente dalla Corsica e diretto a Nizza, è stato costretto a cambiare rotta e a dirigersi verso Savona, in Italia. Anche alcune imbarcazioni da diporto che avrebbero dovuto lasciare lo scalo sono rimaste in attesa. Il porto nizzardo, infatti, è prevalentemente dedicato alla nautica da diporto, ma ospita anche i collegamenti marittimi con la Corsica. La protesta ha quindi avuto un effetto immediato sulla normale operatività dello scalo, proprio in una giornata nella quale la mobilitazione dei pescatori si è estesa a diversi porti del Mediterraneo francese.
Al centro della protesta c'è il costo del gasolio, diventato sempre più pesante per chi lavora in mare. I pescatori chiedono in particolare un prezzo del carburante per le imbarcazioni fissato a 60 centesimi al litro e il pagamento degli aiuti che, secondo le organizzazioni del settore, non sarebbero ancora stati completamente erogati. Le richieste non riguardano però soltanto il carburante: tra i temi sollevati figurano anche le norme europee sulla pesca, il piano West Med e la gestione delle quote di tonno rosso. I pescatori mediterranei contestano misure che, a loro giudizio, non terrebbero sufficientemente conto delle caratteristiche della pesca nel Mediterraneo rispetto a quella atlantica.
Nella mattinata, sul porto di Nizza è arrivato anche il sindaco Eric Ciotti, che ha incontrato direttamente i pescatori a bordo di una delle imbarcazioni impegnate nella protesta. Agli operatori, secondo quanto riferito dalle agenzie francesi, sono state espresse parole di sostegno rispetto alle loro rivendicazioni. "Il nostro obiettivo è ottenere una riduzione del prezzo del gasolio e un alleggerimento delle norme europee", è stato il senso delle richieste avanzate dai manifestanti, che hanno parlato della necessità di intervenire rapidamente per evitare ulteriori difficoltà al comparto. La protesta di Nizza si è così inserita in una mobilitazione più ampia che nella stessa giornata ha interessato anche Sète, Frontignan e altri porti della costa mediterranea francese.
Il blocco del porto nizzardo è stato rimosso nel corso del pomeriggio, dopo alcune ore di protesta e in vista dell'incontro a Parigi tra i rappresentanti dei pescatori e la ministra delegata al Mare e alla Pesca, Catherine Chabaud. La direzione del porto ha confermato la riapertura dello scalo. La decisione è arrivata mentre a Parigi era in corso il confronto con il Governo, al quale i pescatori chiedevano risposte concrete soprattutto sul fronte del carburante e degli aiuti economici. In precedenza, anche il deposito petrolifero di Frontignan era stato nuovamente bloccato e poi liberato. Una giornata di mobilitazione che ha quindi provocato disagi ma che, almeno per il momento, si è conclusa senza ulteriori escalation.
In serata è arrivato l'esito del confronto con il Governo francese. Dopo circa sei ore di discussione, la ministra Chabaud ha annunciato nuovi interventi a sostegno dei pescatori, spiegando che gli aiuti sul carburante saranno collegati all'andamento dei prezzi. È stata inoltre prospettata la possibilità di prestiti a tasso zero per affrontare le difficoltà di liquidità in attesa dell'erogazione degli aiuti. La ministra ha riconosciuto i ritardi accumulati nei pagamenti e ha riferito che, per i mesi di aprile e maggio, sarebbe stato ormai liquidato circa il 90% delle somme previste.
La protesta, dunque, si è conclusa con la decisione dei pescatori di rimuovere i blocchi nei porti di Nizza e nell'Hérault, pur lasciando aperte diverse questioni. "Non possiamo dire di aver ottenuto tutto. Le trattative proseguono su alcuni punti, ma la contropartita è la rimozione dei blocchi", ha dichiarato Vincent Scotto, uno dei rappresentanti dei pescatori, al termine dell'incontro. La ministra ha inoltre indicato l'intenzione di intervenire entro la fine dell'anno sul piano di gestione della pesca nel Mediterraneo. Per il porto di Nizza, dopo una giornata iniziata con le barche schierate all'ingresso e un traghetto costretto a cambiare destinazione, la navigazione è quindi tornata progressivamente alla normalità.














