Un Teatro dell'Opera del Casinò di Sanremo gremito e una partecipazione particolarmente calorosa del pubblico hanno fatto da cornice alla cerimonia del Premio Letterario Internazionale "Casinò di Sanremo - Antonio Semeria", che si è svolta questo pomeriggio. Un appuntamento che ha confermato la capacità della Casa da Gioco di essere ancora una volta luogo di incontro, confronto e divulgazione culturale. Grande attenzione per gli ospiti e per i protagonisti di questa edizione, in una sala che ha seguito con interesse i diversi momenti della manifestazione. Al centro dell'evento la letteratura, ma anche il giornalismo, la televisione, la scienza e la storia. Una presenza di pubblico numerosa ha accompagnato la cerimonia dall'inizio alla conclusione, sottolineando il forte legame tra Sanremo e le iniziative culturali ospitate dal Casinò.
La giornata ha visto l'assegnazione del Premio alla Carriera ad Antonio Ricci, ideatore, autore e produttore di "Striscia la notizia", figura di primo piano della televisione italiana. Il riconoscimento ha premiato una lunga attività nel mondo della comunicazione e dell'intrattenimento, caratterizzata da uno stile capace di incidere profondamente sul costume nazionale. A Ricci è stato tributato un lungo applauso da parte del pubblico presente in sala. La manifestazione ha quindi consegnato i Gran Trofei a tre personalità provenienti da ambiti diversi ma accomunate da un'importante attività culturale e divulgativa. Riconoscimenti che hanno ulteriormente confermato la vocazione interdisciplinare del Premio intitolato ad Antonio Semeria.
Tra i premiati la professoressa Amalia Ercoli Finzi, prima donna italiana a laurearsi in ingegneria aeronautica e protagonista di una prestigiosa carriera nella ricerca e nel settore spaziale. Consulente di NASA, ESA e ASI, Ercoli Finzi rappresenta una delle figure più autorevoli della ricerca scientifica italiana. Un riconoscimento accolto con particolare interesse dal pubblico, anche per il valore divulgativo della sua attività. Gran Trofeo anche allo scrittore Franco Forte, premiato per il romanzo "Vero il romanzo di Marco Aurelio l'imperatore filosofo", pubblicato da Mondadori. Un'opera che unisce narrativa e ricostruzione storica e che ha portato sul palco il tema del rapporto tra letteratura e conoscenza del passato.
Il terzo Gran Trofeo è stato assegnato ad Antonio Preziosi, direttore del Tg2, per il saggio "Leone XIV. La via disarmata e disarmante", edito da San Paolo. Anche in questo caso il riconoscimento ha rappresentato un momento di riflessione sui temi dell'attualità e sul ruolo dell'informazione. A completare il quadro dei premi speciali la Targa istituzionale della Prefettura, attribuita a Fabio Andriola, direttore di "Storia in rete". La cerimonia è stata moderata dal giornalista, saggista e scrittore Mauro Mazza, con gli interventi e i contributi di Stefano Zecchi, Paola Monzardo, Aldo Mola, Carlo Sburlati, Marino Magliani, Matteo Moraglia, Marco Mauro e Marzia Taruffi. Una squadra di protagonisti della cultura che ha accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti del pomeriggio.
Particolarmente atteso anche il momento dedicato alle tre sezioni del Premio: Narrativa, Saggistica e Narrativa per ragazzi. La giuria tecnica aveva individuato le opere finaliste che vengono sottoposte al giudizio della giuria popolare, chiamata a esprimere le proprie preferenze. Per la Narrativa in gara Donatella Alfonso con "Quando gli alberi parlano", Giuseppe Bresciano con "L'uomo che pesò l'eternità" e Donatella Mascia con "Lo spione di piazza Leopardi". A Manuela Sain, con "Ultima chiamata dalla Casa Bianca", è andata la Menzione d'Onore.
Nella sezione Saggistica la sfida vede protagonisti Gaetano Bizzocco con "Ideologia futurista", Giuseppina Mellace con "Le donne e l'esodo giuliano dalmata" e Leonardo Giordano con "Romeo e l'Alfa. Storia di un mito italiano". Il Premio del Casinò è stato inoltre attribuito a Pietro Perone per "Pino Daniele. Napoli e l'anima della musica", mentre una Menzione d'Onore è andata all'ingegner Stefano Puppo per "Le onde del cambiamento. La costa di Sanremo attraverso 150 anni di ingegneria e sogni". Menzione anche per Viviana Spada con "Da Herman Hesse al paese delle nevi". Una sezione che ha spaziato dalla storia alla cultura, dalla memoria alla musica e alla valorizzazione del territorio.
Grande novità di questa edizione la sezione dedicata alla Narrativa per ragazzi, introdotta per la prima volta dopo la scelta della giuria tecnica, che ha rilevato la quantità e l'alta qualità delle opere pervenute. I finalisti sono stati Graziella Belli con "I campi di patate fanno le onde", Enrica Zinno con "Il viaggio di Cleo verso l'isola d'Elba" e Francesco Pasqua, Raffaella Fenoglio e Silvia Casini con "Dragonfly. La forma del vento". Una scelta che guarda al futuro e alle nuove generazioni, portando all'interno del Premio una letteratura capace di parlare ai lettori più giovani. Alla Casa Balestra 13, Daniela Lantrua e Giacomo Lantrua, è stato inoltre assegnato il Premio all'editoria e alle istituzioni culturali per "Una finestra aperta sulla nostra storia".
Nel corso del pomeriggio non è mancato il ricordo di Antonio Semeria, figura alla quale il Premio è dedicato e che negli anni Ottanta, come presidente del Casinò, sostenne la nascita dei "Martedì Letterari", in continuità con la tradizione dei "Lunedì letterari" di Luigi Pastonchi. Una storia culturale che ancora oggi trova nella Casa da Gioco uno dei suoi principali luoghi di espressione. Il presidente e amministratore delegato del Casinò, Giuseppe Di Meco, insieme ai consiglieri Sonia Balestra e Mauro Menozzi, ha sottolineato il valore di un appuntamento capace di rinnovarsi mantenendo saldo il rapporto con la tradizione. "È un momento culturale che porta avanti quei valori che furono propri della persona a cui il Premio è dedicato", è stato ricordato nel corso della manifestazione.
A dare ulteriore prestigio all'appuntamento la presenza del presidente del Premio, il professor Stefano Zecchi, insieme ai componenti della giuria tecnica e ai numerosi rappresentanti delle istituzioni. Il sindaco di Sanremo Alessandro Mager ha sottolineato il ruolo dell'iniziativa nel panorama culturale cittadino, evidenziando anche l'importanza della nuova sezione rivolta ai ragazzi. "Il Premio si conferma anno dopo anno un evento importante della nostra offerta culturale", è stato il commento del primo cittadino, che ha rivolto un ringraziamento al Casinò, alle giurie, agli autori e a tutti coloro che seguono la manifestazione. Un messaggio che trova riscontro nella partecipazione registrata oggi al Teatro dell'Opera, con il pubblico protagonista e attento per tutta la durata della cerimonia.
Sonia Balestra, Cda del Casinò di Sanremo
«Torna il Premio Semeria, un appuntamento sempre benvenuto per la città di Sanremo e per il Casinò. È indubbiamente un premio della tradizione per noi. Ormai sono 13 anni e, in questo periodo, sono passate per il premio più di 5.000 opere di autori vari. È veramente un traguardo emozionante.»
Amalia Ercole Finzi, Gran Trofeo del Premio Semeria
Ricevere il Gran Trofeo del Premio Semeria è un’emozione? «È una cosa che mi onora e mi fa un grandissimo piacere, perché è un riconoscimento non solo a quello che ho fatto. A 89 anni si possono fare tante cose e qualcosa di buono ho fatto per forza, ma soprattutto è un premio dato a una donna. E noi donne abbiamo bisogno di riconoscimenti, ce ne stiamo aspettando tanti. Speriamo che il futuro sia un po’ più generoso.» Il premio parla anche delle “Ragazze della Luna”, il suo libro scritto per le ragazze e per i giovani: «Abbiamo scritto questo libro per le ragazze perché abbiamo voluto far vedere che, in un mondo così maschilista come quello delle missioni spaziali, e in particolare delle missioni spaziali per la Luna, non solo ci sono tante ragazze che vi lavorano, ma lavorano con grande passione, con grande gioia e anche con grande soddisfazione. Insomma, il mondo, il futuro è delle donne: l’importante è lasciarglielo fare.» Un pensiero per Sanremo: le piace? «Spettacolare. Non la conoscevo abbastanza, anzi, l’avevo conosciuta solo di sfuggita qualche volta. È un posto meraviglioso. Sono convinta che sia uno di quei luoghi che, quando Padre Eterno li ha creati, stava sorridendo.»
Antonio Ricci, Premio alla carriera
Il Premio alla carriera va a una persona che ha scritto pagine importanti della comunicazione italiana. Quali sono quelle che ricorda con più affetto? «Striscia la notizia è legata indissolubilmente a Sanremo. Io ritengo che Sanremo sia uno specchio dell’Italia: tutto quello che succede, succede a Sanremo. Anche la vicenda di San Giuliano: dove è successo? Qui a Sanremo. Io volevo proporre di mettere una targa per questo evento micidiale fuori dall’albergo dove è successo. Per noi Sanremo è stata un’occasione per avere credibilità a livello nazionale e anche internazionale. Anni fa, all’inizio di Striscia, quando ancora non era conosciuta, rivelammo i primi tre vincitori del Festival di Sanremo: Iva Zanicchi, Mietta e Amedeo Minghi? E Toto Cutugno. Da allora tutti hanno cominciato a guardare Striscia con interesse. Poi abbiamo continuato con Sanremo, con tante rivelazioni. Io ho anche detto l’ultimo vincitore, l’anno scorso è stato Olly, che l’ha detto il nostro Pinuccio. E quindi poi le rivelazioni dovevamo darle mascherate, perché stavano tutti attenti a vedere cosa dicevamo. C’è stata quella mitica che era Rosalino Cellamare, che è stata fatta come un gioco enigmistico, con Rosa Fumetto, Lino Banfi e Vince Tempera. Un film che bisogna fare con Lino Banfi, Rosa Fumetto e Vince Tempera.» Sanremo, quindi, è una sorta di paradigma dell’Italia? «Devo dire che la forza di Sanremo è proprio questa: è un paradigma, una metafora dell’Italia. Poi ci sono stati questi scandali perché, secondo me, dopo che abbiamo rivelato i primi tre vincitori, si doveva bloccare il Festival e chiedere che cosa fosse successo. Invece niente: tutto finisce nella palude e gli scandali vengono assopiti perché lo spettacolo continua.» Dopo 40 anni di Striscia, e dopo una lunga assenza dalla programmazione quotidiana, che fine farà il programma? «Striscia è andata in onda quest’anno per cinque puntate, a livello sperimentale, in prima serata. Anzi, in seconda, perché poi si allungava talmente tanto La ruota della fortuna che tutti quelli che una volta facevano la prima serata si sono trovati praticamente a fare la seconda serata. Non sappiamo ancora che cosa succederà a Striscia. Tanti ci danno per morti da tempo, ma io penso che non ci sia una trasmissione più viva di Striscia, più moderna di Striscia. Se vedessimo all’orizzonte qualche novità stupefacente, io mi ritirerei in buon ordine. Ma questo non c’è ancora. Striscia è ancora una trasmissione moderna, con molto ritmo, con grafiche moderne, e sui nostri social ci sono dieci milioni di visualizzazioni dei nostri servizi. C’è qualcosa che funziona ancora. Si tratta di mettere a posto le cose. Non si sa se le metteremo a posto, non sappiamo ancora niente: stiamo aspettando proposte e chiarimenti".
Il Premio "Casinò di Sanremo - Antonio Semeria" si conferma quindi un appuntamento ormai consolidato nel calendario culturale della città, capace di unire letteratura, saggistica, divulgazione e attenzione alle nuove generazioni. Resta ora l'attesa per conoscere l'esito del voto della giuria popolare e la graduatoria definitiva delle sezioni in concorso. Le classifiche complete del Premio saranno pubblicate più tardi.






































