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Politica | 08 settembre 2026, 11:55

Sanremo: piazza Eroi, il cantiere riparte, le travi non arrivano ed il traguardo di febbraio è già un’incognita

Dopo l’arrivo delle prime travi a ridosso di Ferragosto, il cantiere è tornato a fermarsi. L’ultimo cronoprogramma indicava febbraio 2027 per la conclusione dell’opera, ma i nuovi ritardi alimentano i dubbi

Sanremo: piazza Eroi, il cantiere riparte, le travi non arrivano ed il traguardo di febbraio è già un’incognita

Sembrava finalmente arrivato il momento della svolta per il parcheggio interrato di piazza Eroi Sanremesi. Le prime travi destinate all’ultimo livello erano arrivate a ridosso di Ferragosto, esattamente come annunciato nelle settimane precedenti da Palazzo Bellevue, e tutto lasciava pensare che il cantiere potesse entrare nella fase decisiva. Poi, come spesso accaduto in questi oltre tre anni di lavori, qualcosa si è nuovamente inceppato. Dopo la pausa estiva, infatti, le attività non hanno ripreso con la continuità attesa e le travi restanti non risultano ancora arrivate. Il cantiere, oggi, torna così a presentarsi sostanzialmente fermo, mentre sulla città resta l'ennesima domanda: quando sarà davvero possibile vedere conclusa questa lunga storia? A fine luglio il nuovo cronoprogramma indicava febbraio 2027 come termine dei lavori. Una scadenza che, alla luce di quanto sta accadendo, torna inevitabilmente sotto osservazione.

Del resto, il copione dell’estate era stato già scritto. A luglio, dopo una serie di incontri tra Comune, Banca Iccrea e Consorzio Impero, era stato annunciato il superamento delle questioni legate alla regolarizzazione dei mandati di pagamento ai fornitori e la conseguente possibilità di riportare il cantiere a pieno regime. Il cronoprogramma consegnato dal Consorzio prevedeva l’arrivo delle prime travi entro la prima decade di agosto e indicava la conclusione dell’intervento a febbraio 2027. L’11 agosto, puntualmente, le prime travi erano arrivate ed avevato raccontato quello che sembrava essere "l’ultimo tassello strutturale dell’opera". L’obiettivo dichiarato era arrivare alla conclusione in tempo per il 77° Festival di Sanremo, con la prospettiva di restituire alla città una piazza finalmente libera dal grande cantiere.

Poi è arrivato settembre. Il primo giorno del mese un movimento all’interno dell’area aveva fatto pensare a una ripartenza concreta: un camion era entrato nel cantiere per alcune operazioni di carico e scarico e gli operai erano tornati a muoversi tra ponteggi e strutture. Un segnale che sembrava confermare le aspettative di Palazzo Bellevue dopo la pausa di agosto. Ma, a distanza di pochi giorni, la fotografia è nuovamente quella di un cantiere chiuso e desolatamente immobile. Il passaggio fondamentale, quello necessario per completare l’ultimo livello del parcheggio, resta legato alla disponibilità delle altre travi. E senza quei materiali diventa difficile immaginare un'accelerazione significativa. Il punto, quindi, non è tanto mettere in discussione l’obiettivo di febbraio 2027 in sé, quanto capire quanto margine di recupero ci sia ancora rispetto a un’opera che ha già accumulato ritardi considerevoli.

Per capire la portata del problema basta tornare indietro di qualche anno. Il cantiere è partito nella primavera del 2023, dopo un percorso progettuale e amministrativo che affondava le proprie radici addirittura nel 1979, quando già si discuteva della realizzazione di un parcheggio sotterraneo in piazza Eroi. Il progetto attuale prevede circa 200 posti auto, distribuiti su tre livelli interrati, e una nuova piazza in superficie, con verde, aree pedonali, illuminazione e giochi d’acqua. Il cronoprogramma iniziale parlava di circa 22 mesi complessivi, tra opere preliminari e lavori veri e propri. L’obiettivo era quindi arrivare rapidamente alla trasformazione di una delle aree più importanti del centro cittadino.

All’inizio, almeno ufficialmente, tutto sembrava procedere secondo programma. Nel febbraio 2024, dopo un breve stop dovuto al rinvio della firma di un contratto, il Comune assicurava che "il cronoprogramma sarà rispettato". Qualche mese più tardi, nel giugno 2024, lo scavo aveva raggiunto quota meno 5,5 metri, a metà del percorso verso gli 11 metri previsti. In quel momento i tempi venivano ancora considerati rispettati e il cantiere sembrava aver superato la fase più delicata dello scavo. Ma già nei mesi successivi sarebbero emerse le prime difficoltà destinate a pesare pesantemente sul calendario. Prima le forniture, poi gli stop, quindi le difficoltà economiche dell’impresa appaltatrice avrebbero trasformato quella che doveva essere una lunga ma lineare opera pubblica in un cantiere a singhiozzo.

Nel 2025 la situazione è diventata ancora più evidente. Dopo circa quattro mesi di stop, nel giugno di quell’anno erano finalmente arrivate nuove travi prefabbricate per i solai, ma il cantiere procedeva ancora lentamente. La Cooperativa Edile Appennino aveva nel frattempo accumulato pesanti problemi finanziari e la prospettiva di un cambio di soggetto esecutore era diventata concreta. A giugno l’impresa aveva comunque rassicurato l’amministrazione, indicando febbraio 2026 come nuovo termine per la consegna, a fronte di una scadenza originaria fissata per luglio 2025. Pochi mesi dopo, però, le difficoltà della cooperativa avevano reso necessario guardare al possibile subentro del Consorzio Stabile Impero, mentre il Comune doveva fare i conti con ulteriori sospensioni e ritardi.

A marzo 2025 era già arrivata la richiesta di sei mesi di proroga rispetto al termine originario di giugno, mentre a maggio l’amministrazione aveva dovuto esercitare una forte pressione sull’impresa per ottenere una ripresa delle lavorazioni. A settembre la Cooperativa Edile Appennino aveva chiesto al tribunale di Trieste una proroga di quattro mesi per poter proseguire i lavori, in una situazione finanziaria sempre più complessa. Nel frattempo, il progetto andava avanti a fasi alterne: a ottobre era iniziata la gettata del piano -2 e, nelle settimane successive, il cantiere aveva conosciuto una nuova accelerazione. Ma il ritardo accumulato era ormai evidente e la questione non era più se rispettare il cronoprogramma originario, bensì come evitare un ulteriore blocco dell’opera.

A gennaio 2026 era stata completata la gettata del piano -1 e si guardava alla possibilità di arrivare alla chiusura della piazza entro metà anno, con un possibile anticipo di qualche settimana. A febbraio, SanremoNews raccontava una situazione ancora improntata all’ottimismo: la gettata del piano -1 era terminata e si guardava alla chiusura dello scavo e al successivo ripristino della superficie. Ma anche quella previsione non si è concretizzata. A giugno una determinazione dirigenziale ha certificato amministrativamente ciò che ormai era evidente sul campo: l’opera non sarebbe stata conclusa entro il 2026. Il Comune ha infatti annullato un impegno di spesa da oltre 551 mila euro relativo alle rate del leasing e al canone di manutenzione previsti per il 2026, proprio perché il completamento entro l’anno non sarebbe stato possibile.

Da lì si è arrivati all’attuale cronoprogramma: febbraio 2027, con il Festival come nuovo traguardo simbolico e operativo. È un obiettivo certamente più realistico rispetto alle precedenti scadenze, ma che oggi deve necessariamente fare i conti con l’ennesimo stop. Il problema non è soltanto il numero di giorni persi: è la sequenza di annunci, ripartenze e nuove fermate che ha caratterizzato l’intervento. Ogni volta che il cantiere sembra aver imboccato la strada giusta, arriva un nuovo ostacolo. E ora, dopo l’arrivo delle prime travi di agosto e il fugace movimento registrato all’inizio di settembre, mancano ancora i materiali necessari per completare la struttura dell’ultimo livello. Se le forniture dovessero arrivare rapidamente e i lavori procedere senza altri intoppi, il traguardo del Festival potrebbe ancora essere raggiunto. Ma oggi, più che una certezza, appare inevitabilmente come una scommessa.

Intanto resta il peso di una piazza che da oltre tre anni vive in una condizione di trasformazione permanente. Il progetto prevede 201 posti auto su tre piani interrati e circa 3.300 metri quadrati di nuova superficie urbana, con una piazza riqualificata e restituita alla pedonalità. Ma attorno al cantiere ci sono commercianti, residenti e attività che hanno dovuto convivere per anni con recinzioni, modifiche alla viabilità e con il mercato diviso. Già nel dicembre 2024 Confesercenti aveva evidenziato i disagi economici provocati dai lavori e il Comune aveva riconosciuto un sistema di indennizzi agli operatori della zona. Ora la città aspetta semplicemente di vedere la parola fine. Dopo tante date annunciate e altrettante rinviate, però, per crederci serviranno soprattutto operai al lavoro, materiali in cantiere e un cronoprogramma che questa volta riesca davvero a trasformarsi in realtà.

Carlo Alessi

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