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Politica | 07 settembre 2026, 12:21

Punto nascite a Sanremo, torna l’incubo della chiusura che potrebbe arrivare a fine anno: domani incontro Mager-Bucci

Secondo indiscrezioni ci sarebbe l’ipotesi di accorpare il reparto del Borea a Imperia. Domani il tavolo a Genova ma non è ancora detto che si parlerà del punto nascite

Punto nascite a Sanremo, torna l’incubo della chiusura che potrebbe arrivare a fine anno: domani incontro Mager-Bucci

Torna ad aleggiare sul punto nascite dell’ospedale Borea di Sanremo lo spettro di una nuova chiusura. Secondo quanto appreso da fonti vicine agli ambienti sanitari, infatti, sarebbe tornata a circolare con una certa insistenza l’ipotesi di accorpare il reparto matuziano a quello dell’ospedale di Imperia, concentrando nel capoluogo provinciale l’attività. Il motivo sarebbe legato soprattutto ai numeri delle nascite, considerati insufficienti rispetto ai parametri previsti per garantire la piena operatività di un punto nascita. Una prospettiva che, se confermata, rischierebbe di riaprire una ferita mai completamente rimarginata nel territorio. E che arriva a poco più di due anni dalla tanto attesa riapertura del Borea, avvenuta il 15 febbraio 2024 dopo una lunga chiusura legata all’emergenza Covid e ai lavori di ristrutturazione.

Il momento della possibile svolta potrebbe essere già domani, quando il sindaco di Sanremo Alessandro Mager incontrerà il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Al tavolo, secondo quanto previsto, dovrebbe esserci anche l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò. Ufficialmente l'appuntamento è stato organizzato per affrontare altri temi riguardanti la sanità del Ponente, ma è difficile pensare che, davanti alle indiscrezioni delle ultime ore, il futuro del punto nascite non possa entrare nella discussione. Anche perché proprio Nicolò, nel luglio dello scorso anno, aveva assicurato in Consiglio regionale che non c’era alcuna intenzione di chiudere o penalizzare il reparto sanremese. Una posizione ufficiale che rende ancora più delicata la situazione attuale e che, inevitabilmente, richiederà chiarimenti da parte della Regione.

Per capire quanto sia sensibile la questione, basta tornare indietro di qualche anno. Nel marzo del 2020, con l’esplosione dell’emergenza Covid, l’ospedale Borea venne riconvertito e il punto nascite fu accentrato a Imperia. Dal 10 marzo 2020 a Sanremo non nacque più alcun bambino. Quella che inizialmente avrebbe dovuto essere una situazione legata all'emergenza sanitaria si trasformò poi in una chiusura molto più lunga, accompagnata dai lavori di ristrutturazione del blocco parto e della pediatria. Nel 2022 la Regione stanziò ulteriori 1,23 milioni di euro per completare gli interventi, che si aggiungevano alle altre risorse già destinate alla riqualificazione del reparto.

Il percorso verso la riapertura non fu però semplice. Nel 2023 il futuro del reparto era ancora oggetto di discussione politica e istituzionale, anche per la carenza di personale e per la necessità di coordinare l'attività con l'Istituto Gaslini. La Regione arrivò comunque a ribadire che Sanremo avrebbe dovuto tornare ad avere il proprio punto nascita, sottolineandone la funzione strategica per l'estremo Ponente. L'assessore Angelo Gratarola spiegò allora che mantenere due presidi, Sanremo e Imperia, avrebbe consentito di evitare un vuoto assistenziale in una zona particolarmente vasta e difficile da servire. Nell'ottobre dello stesso anno l'allora presidente Giovanni Toti annunciò quindi la riapertura, inizialmente prevista entro il 1° febbraio.

La riapertura arrivò il 15 febbraio 2024, con un reparto completamente rinnovato e una dotazione particolarmente moderna. Due sale parto, una delle quali demedicalizzata per i parti a basso rischio, una vasca per il parto in acqua, cromoterapia e una poltrona innovativa per consentire diverse posizioni durante il travaglio. La Regione aveva presentato il nuovo reparto come un tassello fondamentale del percorso nascita del Ponente, affiancato a quello di Imperia. Il primo bambino del nuovo corso nacque la sera del 16 febbraio: Matteo, venuto alla luce alle 22.27, rappresentò simbolicamente la fine di quasi quattro anni senza nascite al Borea.

Il problema, però, è rimasto quello dei numeri. Nel 2024 il reparto sanremese ha registrato 386 nascite, al di sotto della soglia dei 500 parti indicata come limite minimo dai parametri ministeriali. Un dato sul quale pesa anche una scelta organizzativa dell'Asl 1: dall'ottobre dello stesso anno i parti programmati, compresi i cesarei non urgenti, vengono effettuati a Imperia. Una circostanza che inevitabilmente riduce il numero complessivo delle nascite registrate a Sanremo e che era già stata indicata nel 2025 come uno degli elementi alla base delle preoccupazioni sul futuro del reparto.

Ed è proprio qui che potrebbe riaccendersi il confronto. Da una parte ci sono i parametri numerici e la necessità di organizzare i servizi in maniera sostenibile; dall'altra c'è un territorio che considera il Borea un presidio fondamentale, soprattutto per le donne dell'estremo Ponente. Chiudere nuovamente il punto nascite, dopo aver investito risorse importanti per ristrutturarlo e dopo averlo riaperto tra annunci e rassicurazioni politiche, avrebbe inevitabilmente un peso anche sul piano istituzionale. Non a caso, già nel giugno 2025 il Consiglio comunale di Sanremo aveva approvato all'unanimità un ordine del giorno per chiedere il ritorno dei cesarei programmati al Borea.

Le rimostranze, dunque, sono facilmente prevedibili. E difficilmente arriverebbero soltanto dalla politica sanremese. La sensazione è che, qualora l'ipotesi di chiusura dovesse trovare conferma, il fronte contrario potrebbe allargarsi rapidamente a sindaci, consiglieri regionali, operatori sanitari e cittadini dell'intero Ponente. Del resto, appena un anno fa l'assessore Nicolò aveva risposto in Consiglio regionale proprio alle preoccupazioni sul futuro del reparto assicurando: "Non c'è nessuna intenzione di penalizzare il punto nascite di Sanremo". Una dichiarazione che oggi, alla luce delle indiscrezioni, torna inevitabilmente d'attualità.

Domani, quindi, l'incontro tra Mager, Bucci e Nicolò potrebbe rappresentare un passaggio importante. Ufficialmente, come detto, sul tavolo ci saranno altri dossier della sanità ponentina, ma è difficile immaginare che il tema del Borea possa rimanere fuori dalla porta. Sanremo ha già vissuto una chiusura durata quasi quattro anni, ha visto il reparto ristrutturato, ha assistito alla sua riapertura e ha poi dovuto fare i conti con lo spostamento dei parti programmati a Imperia. Ora, se le indiscrezioni trovassero conferma, il territorio si troverebbe nuovamente a chiedere quale futuro si vuole dare al punto nascite e, soprattutto, perché dopo averlo riaperto si dovrebbe tornare indietro.

Carlo Alessi

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