Una massiccia presenza di pubblico ha accompagnato ieri sera ai Giardini Lowe l'inaugurazione di "Rie suta e parme – Burdighea in Cumedia", la prima rassegna dialettale organizzata a Bordighera. Un appuntamento che ha saputo richiamare numerosi residenti e visitatori, uniti dalla voglia di riscoprire parole, musiche e tradizioni della cultura dell'estremo Ponente. La manifestazione è proposta da Bordighera Bene Comune, con il patrocinio del Comune, e si sviluppa attraverso tre serate dedicate al dialetto intemelio. Un esordio partecipato che ha confermato l'interesse della città verso le proprie radici e verso iniziative capaci di mettere insieme cultura e socialità.
Ad aprire la rassegna è stato il Gruppo Corale Cheli de Campurussu, protagonista di un viaggio musicale attraverso la storia e le tradizioni dell'area intemelia. Canti popolari e tradizionali hanno riportato al centro dell'attenzione una lingua che rappresenta un patrimonio comune, dalle vallate dell'estremo Ponente fino alla Costa Azzurra. Ogni brano è stato accompagnato da una presentazione in italiano, così da rendere il percorso comprensibile anche ai numerosi turisti e a chi non conosce il dialetto locale. Una scelta che ha trasformato il concerto in un vero e proprio racconto della memoria del territorio, tra lavoro, feste popolari, affetti, emigrazione e vita quotidiana.
A salutare il pubblico e ad inaugurare ufficialmente la manifestazione è stato il sindaco Marzia Baldassarre, che ha sottolineato il valore culturale dell'iniziativa. "Buonasera a tutti, è davvero un piacere essere qui questa sera per inaugurare 'Rie suta e parme – Burdighea in Cumedia', una manifestazione che nasce con un significato molto bello: ritrovarci insieme attraverso le nostre radici, le nostre tradizioni e soprattutto attraverso quella lingua così particolare e familiare che è il nostro dialetto", ha detto il primo cittadino. Un messaggio accolto dal pubblico dei Giardini Lowe, particolarmente numeroso per questa prima serata della rassegna.
Il sindaco ha poi ripreso quello che è diventato il filo conduttore dell'intera manifestazione: "Il dialetto non è il passato. È la nostra voce." Una frase che, secondo Baldassarre, sintetizza perfettamente il significato dell'appuntamento. "Il dialetto custodisce parole, modi di dire, ricordi, storie di famiglia. È la voce dei nostri nonni, delle nostre strade, dei nostri borghi. È qualcosa che ci racconta chi siamo e da dove veniamo", ha aggiunto. E proprio per questo, ha sottolineato, conservarlo non significa semplicemente guardare al passato, ma avere cura della propria identità e trasmetterla alle nuove generazioni.
Nel suo intervento, il sindaco ha evidenziato anche la capacità della rassegna di utilizzare strumenti immediati per avvicinare il pubblico alla tradizione. "Per questo trovo particolarmente bello che questa prima rassegna dialettale di Bordighera utilizzi il linguaggio più immediato e coinvolgente possibile: la musica, il teatro, le storie e naturalmente anche il sorriso e le risate", ha detto Baldassarre. Tre serate differenti, dunque, ma accomunate dalla presenza di realtà del territorio che da anni dedicano tempo e passione alla conservazione della cultura intemelia. Dopo l'apertura affidata alla musica e ai canti, il programma proseguirà con il teatro dialettale.
La manifestazione ha però anche una importante finalità benefica. Le offerte raccolte durante le tre serate saranno infatti devolute a Noi4You APS, alla Banda Musicale di Borghetto San Nicolò – Città di Bordighera APS e alle Dame di San Vincenzo della Parrocchia di Terrasanta. Un aspetto sul quale il sindaco ha voluto porre l'accento: "Cultura, tradizione, comunità e solidarietà riescono quindi a incontrarsi nello stesso luogo". L'ingresso alle serate è a offerta libera e il pubblico, oltre a partecipare agli spettacoli, potrà quindi contribuire concretamente alle attività delle tre realtà destinatarie della raccolta.
Baldassarre ha quindi rivolto un ringraziamento agli organizzatori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'iniziativa. "Come Amministrazione siamo felici di patrocinare iniziative come questa, perché una città vive certamente attraverso i suoi progetti e il suo futuro, ma vive anche attraverso la capacità di custodire e valorizzare ciò che la rende unica", ha sottolineato. Il primo cittadino ha poi ringraziato Bordighera Bene Comune, gli artisti, le compagnie e tutti i collaboratori, oltre naturalmente al pubblico presente ai Giardini Lowe, che con una partecipazione così ampia ha dato un segnale significativo di attenzione verso la manifestazione.
Alla serata erano presenti, insieme al sindaco Marzia Baldassarre, anche il presidente del Consiglio comunale Fulvio De Benedetti, l'assessore Massimiliano Bassi e la consigliera Sandra Silvestri. La serata inaugurale si è così trasformata in un momento di incontro tra generazioni, cultura popolare e comunità, nel segno di una lingua che continua a rappresentare un elemento identitario forte. "Le nostre tradizioni rimangono vive soltanto se continuiamo a raccontarle, a parlarle e a condividerle", ha concluso il sindaco, prima di augurare a tutti una buona "Burdighea in Cumedia".
La rassegna proseguirà giovedì 10 settembre alle 21 con la Cumpagnia du teatru ventemigliusu, che porterà in scena "A verità a l'ufende" e "I giancheti", due commedie brillanti in dialetto intemelio tra personaggi, equivoci e risate. Lunedì 14 settembre alle 21, invece, sarà la volta della compagnia teatrale di Camporosso Cheli da luna bona, con "Grumin u se vo marià". Tre appuntamenti diversi, dunque, ma con lo stesso obiettivo: fare del dialetto non soltanto un ricordo del passato, ma una lingua viva da ascoltare, raccontare e condividere, proprio come è accaduto ieri sera davanti al numeroso pubblico dei Giardini Lowe.















