Sono tornati in natura questa mattina, 28 agosto, in alcune zone dell’Imperiese, diversi esemplari di avifauna selvatica soccorsi sul territorio e successivamente trasportati al Cras di Cadibona, come previsto dal protocollo.
Tra gli animali rilasciati figurano alcuni rapaci, un cigno, un rigogolo e alcune tortore. Il ritorno in libertà è stato possibile grazie all’attività dei volontari di Terra di Confine, associazione con sede a Taggia, Triora e Bussana. A occuparsi delle operazioni di soccorso sono stati Fabio Caminiti, Giovanni Rodigari, Marta Sarchi e Lucia Lanfranchi, volontari formati e brevettati per il recupero e la gestione del primo soccorso operativo dell’avifauna selvatica.
L’attività di soccorso viene svolta in stretto contatto con il Cras di Cadibona, in assenza di un centro di recupero analogo nell’Imperiese, attraverso la collaborazione con la responsabile e direttrice sanitaria della struttura. Una collaborazione finalizzata a garantire interventi tempestivi ed etici e, una volta completate le cure, il ritorno in libertà degli animali nella loro zona nativa, nel caso specifico nel territorio della provincia di Imperia.
Tra i rilasci di questa mattina, particolare attenzione è stata dedicata al gheppio salvato dopo l’incendio avvenuto mesi fa a San Bartolomeo. L’animale era stato recuperato da un volontario di Terra di Confine insieme a Pino Gandolfo, ex guardia zoofila Kronos.
Dopo il triage, il gheppio era stato valutato con codice rosso per la gravità delle sue condizioni. Grazie alla disponibilità dei Carabinieri Forestali, sezione Cites di Imperia, era stato quindi deciso l’immediato trasferimento al Cras di Cadibona, dove era stata predisposta la terapia intensiva d’urgenza.
Oggi il gheppio, al quale è stato assegnato il nome Fortunato, è tornato libero, sano e pieno di vita.
Anche gli altri animali rilasciati sono stati curati e salvati dopo situazioni complicate. Un insieme di interventi che testimonia l’importanza della formazione e della collaborazione nel soccorso della fauna selvatica.
La storia di Fortunato, in particolare, lascia un messaggio che riassume il significato della giornata: “Le divise non hanno colore, hanno solo cuore”.














